Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Università: il governo fa marcia indietro. Roberto Calderoli: “Ci vuole la collaborazione dell’opposizione”. Roberto Formigoni: “Invito al ripensamento, tagli non indiscriminati: selezionare”. Walter Veltroni: “Prima sospendere i tagli, dopo sì al confronto col governo”. Epifani: “I tagli del governo salvano i baroni e puniscono i giovani”.

Il nostro commento
Le proteste e le manifestazioni degli studenti e degli insegnanti stanno producendo il risultato sperato. Ciò significa che a protestare è la maggioranza. Ci sono infatti primi significativi segnali di retromarcia del governo sull’Università e sulla scuola. La linea intransigente della Gelmini, sostenuta dal premier Berlusconi, non tiene. Nello stesso Pdl e nella Lega c’è forte preoccupazione di proseguire nel braccio di ferro con l’opposizione e portare ancora più a fondo lo scontro con studenti e insegnanti. I sondaggi indicano campanelli d’allarme per l’esecutivo. Non è vero che il Paese sostiene la linea del muso duro con tutti e su tutto. Ci vuole l’accordo per una Università con più formazione e più ricerca e per una scuola riformata davvero non con una sforbiciata ai bilanci, senza capo né coda. Il trio Tremonti, Brunetta, Gelmini in difficoltà. Berlusconi sbuffa.

Roberto Calderoli: “Chiedo la collaborazione dell’opposizione perché so di aver commesso un errore in passato, quando ho fatto di tutto per cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza”.

Walter Veltroni: “Prendiamo atto dell’apertura del governo. Ma il confronto sarà possibile solo a condizione che vengano sospesi e resi inefficaci i tagli indiscriminati a scuola e università”.

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