USA 2008: guida pratica alla notte elettorale americana

obama mccain chi vince

Un giorno prima delle elezioni presidenziali più dispendiose, narrativamente interessanti e combattute in parecchi decenni di storia americana, è bene fare il punto delle situazione "tecnica", per comprendere appieno cosa accadrà nella notte italiana tra il 4 e il 5 novembre 2008.

Nel ricordarvi che Polisblog seguirà l'intero processo con aggiornamenti a getto continuo, cerchiamo di dare le principali coordinate del voto americano. Tutti sappiamo chi sono i due principali (ma non unici) candidati: il repubblicano John McCain e il democratico Barak Obama. Ma come si vota in America? Chi elegge il presidente? A che ora si chiudono le urne?

Queste informazioni, un piccolo (ma neanche tanto) vademecum alla nottata elettorale, subito dopo il salto. Intanto qui sotto c'è una tabella, ingrandibile, che mostra gli orari degli scrutini: tenetela d'occhio, nel prosieguo del post capirete perchè.

Immagine: Flickr

Orari, Grandi Elettori e sondaggi
Orari, Grandi Elettori e sondaggi

1) IL SISTEMA ELETTORALE: con l'eccezione di un paio di stati basati su circoscrizioni, il sistema è un "winner takes all" su base statale. Qualunque candidato prenda anche solo un voto in più, conquista tutti i Grandi Elettori per quello stato.

I Grandi Elettori sono dei delegati che eleggono il Presidente, che è quindi espressione mediata del giudizio popolare. I Grandi Elettori sono in totale 538, numero pari ai 100 senatori (2 per ogni stato) e ai 438 deputati (assegnati in base alla popolazione del singolo stato) presenti nel Congresso. La maggioranza richiesta è di 270 voti.

Questo, ovviamente, potrebbe portare anche a uno - statisticamente improbabile - pareggio 269 a 269. In quel caso si applica la cosiddetta "unit rule": la Camera dei Rappresentanti (un voto per delegazione statale, 26 voti richiesti di maggioranza) elegge il Presidente; il Senato il Vice (a maggioranza semplice). Nella storia americana questo è successo solo due volte, nel 1800 (Jefferson) e nel 1824 (Adams). Per questi voti occorrerebbe però aspettare il 20 gennaio, cioè l'inaugurazione del nuovo Congresso (si vota anche per rinnovare parte di esso). Come la borsa di Wall Street potrebbe reagire a una simile situazione, ve lo lasciamo immaginare.

2) IL METODO DI VOTO, BROGLI E CONTESTAZIONI: più che di un'elezione, si può parlare di migliaia di elezioni. Sistemi di voto differenti convivono anche nello stesso stato (matita e scheda, scheda a lettura elettronica, touchscreen). Il disastro del 2000 (con i voti decisivi per Al Gore in Florida persi a causa delle schede a perforazione e tutte le contestazioni conseguenti, fino alla pronuncia della Corte Suprema che consegnò di fatto la Presidenza a Bush), è solo la punta dell'iceberg. Persone non presenti nelle liste elettorali, altre presenti pur essendo morte, macchinette elettroniche che si inceppano, code ai seggi: ogni cosa può scatenare pattuglie di avvocati già pronti a contestare i voti a livello statale. Nel 2004, a causa di una contestazione sul voto in Ohio (lo stato ago della bilancia quattro anni fa: nonostante si sia parlato di affermazione grandissima di Bush, infatti, se Kerry avesse vinto in esso, sarebbe stato Presidente), si arrivò fino al Congresso. Come dice giustamente Vittorio Zucconi, "le elezioni sono come i Tour. Tutti cercano di barare, ma soltanto quelli che hanno perso protestano".

3) ORARI: ok, si farà notte. Ma quando si concluderanno le operazioni di voto? La risposta qui è talmente complessa, che ho direttamente tracciato una tabella.

Orari, Grandi Elettori e sondaggi

In essa, orario italiano di chiusura dei seggi, peso degli stati in Grandi Elettori (tra parentesi) e probabile destino dello stato secondo gli ultimi sondaggi. Così, nel caso vogliate puntare la sveglia, o non andare a dormire affatto, cliccate sulla tabella a seguire per tutte le informazioni del caso.

4) QUANDO SARA' PRESIDENTE IL NUOVO PRESIDENTE?: il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre è la data delle elezioni presidenziali. Ma quando si insedierà il nuovo Presidente? Precisamente il 20 gennaio 2009: dal 1933, infatti, il mezzogiorno del 20 gennaio è la data dell'Inauguration Day, decisa con un emendamento alla Costituzione. In precedenza, infatti, la data era il 4 marzo, ben quattro mesi dopo le elezioni. La procedura, in cui giura anche il VicePresidente, si tiene sulle scalinate del Campidoglio, a Washington D.C.

5) I GIORNALI ITALIANI: rischiare o giocare d'azzardo? Questa la grande sfida dei giornali cartacei italiani. Al momento di andare in stampa, infatti, probabilmente ci saranno ancora grossi dubbi su chi sarà il prossimo Presidente. Però ci saranno i primi exit poll. Fidarsi o giocare sul sicuro?

Il precedente del 2004 è noto: "Il Foglio" azzardò dando la vittoria a Bush (indietro secondo i disastrosi exit poll), mentre "il Manifesto" sparò in prima pagina un festante John Kerry con il titolo "Good morning America". Sommario del quotidiano comunista: "Con una valanga di voti gli americani cacciano Bush dalla Casa Bianca. Venti milioni di elettori in più rispetto al 2000 portano Kerry alla presidenza. Nella notte gli exit poll decretano la sconfitta dell'uomo della guerra preventiva: 311 voti elettorali a Kerry, solo 213 a Bush".

In altri tempi, qualcosa del genere accadde anche in America: il 3 novembre del 1948 il Chicago Daily Tribune uscì con un titolo ormai storico: "Dewey batte Truman". Accadde il contrario. In epoca di aggiornamenti a getto continuo, comunque, l'evento politicamente più importante del pianeta sarà sugli schermi e i monitor di tutto il globo. Se le palpebre vi reggono, ovviamente, il consiglio è tenere Polisblog su uno di essi.

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