Napolitano, via alle “danze” per la corsa al Colle. Italia smemorata, da Pico della Mirandola a … Renzi

L’Italia è il Paese di Pico della Mirandola ma gli italiani sono i cittadini più smemorati del globo.

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi

Dopo le bufere di Tangentopoli si è passati dalla prima alla Seconda Repubblica facendo digerire ogni forzatura politica e istituzionale nel segno della esigenza della “governabilità”. Dopo vent’anni, la crisi generale del Paese dimostra il fallimento di tali scelte, a cominciare dalla chimera della governabilità.

In queste ore di fibrillazione del Palazzo per la “bomba” (si fa per dire) delle prossime dimissioni di Giorgio Napolitano chi si ricorda che da quando “Re Giorgio” è salito al Colle si sono succeduti ben cinque presidenti del Consiglio e … sette ministri degli Esteri?

Chi si ricorda che nello stesso periodo in Germania a guidare il governo c’è stato sempre e solo un premier, cioè la Merkel? Il tutto mentre in Italia si sono demoliti i partiti (fonte di ogni male) quando in Germania (e non solo lì) gli esecutivi sono il frutto di partiti non liquidi, strutturati, forti politicamente e organizzativamente, addirittura con la … Democrazia Cristiana a dettare le danze?

In Italia si è puntato sul miracolo, sull’avvento di: “Un solo uomo al comando”, sulla “rottamazione”, sull’Uomo della provvidenza, sulla politica delle battute e delle promesse, tutta immagine e marketing, senza prodotto, cioè fuffa (mediatica).

Dentro questo quadro, con l’Italia nel tunnel di una crisi dove non si vede ancora un filo di luce, la stabilità è stata un bluff e a dominare, oltre scandali, miopie e inefficienze di ogni tipo, è stata ed è tutt’ora l’altalena di elezioni anticipate sì, elezioni anticipate no. Lo stesso premier, Matteo Renzi, quando a New York ha incontrato gli investitori esteri ha parlato di scioglimento delle Camere in caso di mancata approvazione del Job’s Act. Ed è Renzi che oggi cerca il casus belli per andare al voto , fare cappotto con un parlamento a sua immagine e somiglianza. Ora il tema del contendere è la legge elettorale. Anzi, era.

Scrive Paolo Messa: “ Nell’agenda del dibattito pubblico si è imposto ora il tema del dopo-Napolitano, l’unico che era rimasto un punto di riferimento per chi, da oltreconfine, guarda all’Italia. Il gossip delle dimissioni in realtà sembra essere accreditato dal Quirinale stesso. Questo, se possibile, rende ancora più complicata la gestione di una fase che potrebbe durare più di qualche settimana e logorare quel poco che resta della fiducia nelle istituzioni repubblicane”.

Sarà in grado e … capace Renzi a gestire una fase così complessa e delicata? Risponde sempre Paolo Messa: “E’ comprensibile che tutti gli attori nel grande teatro della politica italiana (a partire dai giornalisti) provino un certo gusto perverso nei processi lunghi nei quali ciascuno presume di riuscire a giocare meglio il proprio ruolo. Questo però danneggia gravemente l’interesse nazionale di un Paese che è ancora sotto pressione sul piano della finanza pubblica e che fatica ad uscire dal tunnel della crisi economica che lo sta piegando. Ciascuno faccia quello che deve e quello che può. Ma si faccia presto senza andare per le lunghe. Non possiamo permettercelo”. Già.

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