Vertice di maggioranza, Renzi fa firmare gli alleati un patto di governo fino al 2018

Il vertice è stato convocato da Renzi su richiesta del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

00:25 - Il vertice è ormai finito da qualche minuto, è durato circa due ore e vi hanno preso parte le delegazioni di tutti i partiti che sostengono il governo. Secondo quanto appreso dalle agenzie il Premier Matteo Renzi ha ottenuto dalla maggioranza l'impegno a portare avanti la legislatura e il programma del suo esecutivo fino al 2018.

Durante l'incontro è stato firmato, da parte di tutti i capigruppo di maggioranza, un documento con cui si promette di andare alle elezioni solo dopo il referendum sulle riforme costituzionali.
Il primo obiettivo è quello di approvare la Legge di stabilità entro l'anno e, sempre entro il 2014, far arrivare l'Italicum in Senato in modo da avere il via libera definito alla Camera già entro febbraio 2015.

Renzi è sembrato anche disponibile a rivedere la soglia di sbarramento abbassandola al 3%, mentre per il premio di maggioranza si è parlato del 40%.

23:25 - Il vertice di maggioranza non si è ancora concluso, ma trapelano delle indiscrezioni. Secondo l’Ansa Matteo Renzi avrebbe proposto un accordo in quattro punti, chiedendo agli alleati della maggioranza di sottoscrivere un cronoprogramma nel quale sono inclusi:
- la legge elettorale con soglie di sbarramento sotto il 5% e preferenze con capilista bloccati;
- il Jobs Act
- la riforma costituzionale
- la delega fiscale

Il Premier vorrebbe chiudere il vertice con un documento sottoscritto da tutti.

21:35 - È in corso il vertice di maggioranza.

20:00 - Il Consiglio dei Ministri è terminato, entro le 21 dovrebbe iniziare il vertice di maggioranza in cui il Premier Matteo Renzi se la vedrà con tutti i partiti che sostengono il suo governo.
L'esecutivo ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo per le commissioni censuarie, gli organismi che attiveranno la riforma del catasto. Approvato anche al decreto che riordina le accise sulle sigarette che dovrebbe garantire un gettito di 200 milioni in più dall'anno prossimo.

18:00 - È appena cominciato il Consiglio dei Ministri numero 37. All'ordine del giorno ci sono quattro disegni di legge sulla ratifica e l'esecuzione di altrettanti atti internazionali, ossia l'accordo Italia-OMS per gli investimenti in salute e sviluppo, l'accordo con il Tagikistan sulla cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, l'intesa con San Marino in tema di collaborazione radiotelevisiva e la Convenzione sulla protezione internazionale degli adulti, fatta a L’Aja il 13 gennaio 2000. Si discuterà anche del disegno di legge delega per la riforma del libro XI del Codice di procedura penale, di un decreto legislativo su disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto sempre nell'ambito della Giustizia e infine un altro decreto legislativo di Economia e Finanza sulla composizione, le attribuzioni e il funzionamento delle commissioni censuarie.
Dopo il Consiglio dei Ministri comincerà il vertice di maggioranza.

Stasera vertice di maggioranza sulle riforme


Questa sera, lunedì 10 novembre 2014, è in programma un vertice di maggioranza voluto soprattutto da Angelino Alfano e convocato dal Premier Matteo Renzi. È anche probabile che il meeting sia preceduto da un Consiglio dei Ministri.

Il vertice giunge dopo un intenso weekend di contatti tra il Pd "renziano" e l'opposizione, in particolare Forza Italia e il principale argomento del discutere è stato, ancora una volta, la legge elettorale, ma con un occhio anche al Quirinale. Sì perché le voci "non confermate né smentite" da parte di Giorgio Napolitano circa le sue dimissioni entro la fine dell'anno hanno smosso ancora di più le acque e urge un accordo in vista dell'eventuale elezione di un nuovo Capo dello Stato per non fare la figura dell'ultima volta quando la votazione si concluse con la rielezione, appunto, di Napolitano.

Il fatto che il vertice di stasera sia stato richiesto soprattutto da Alfano, che la settimana scorsa l'ha scampata bella (ci riferiamo alla mozione di sfiducia nei suoi confronti), è significativo: il ministro dell'Interno è il più preoccupato per quanto riguarda la legge elettorale e in particolare per le richieste di Silvio Berlusconi sulla soglia di sbarramento. Il Patto del Nazareno prevede una soglia del 4-5%, ma il leader di Forza Italia vuole che sia al 5% in modo che le altre forze di centro-destra siano costrette a presentarsi alle elezioni in un pistone di moderati guidati proprio da FI. Alfano con una soglia così alta non entrerebbe da solo al Parlamento con il suo Nuovo Centrodestra che, al massimo, può arrivare al 4%.

Intanto nel weekend Denis Verdini ha ancora una volta fatto da mediatore tra Renzi e Berlusconi che non si sono sentiti direttamente nemmeno per telefono, mentre il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha spiegato che il progetto del governo è quello di far approvare la legge elettore in Commissione al Senato entro Natale e poi portarla in Aula entro gennaio. Ma dicembre-gennaio potrebbe essere anche il periodo in cui Napolitano rassegnerebbe le sue dimissioni ed è per questo che l'accordo tra maggioranza e opposizione che si va cercando in questi giorni non è solo sull'Italicum, ma anche sul nome da eleggere al Quirinale.

Vertice di maggioranza Alfano Renzi

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