Sondaggi politici: Forza Italia crolla, boom della Lega Nord

I sondaggi politici Emg: tiene il Partito Democratico.

I sondaggi politici Emg fanno il loro ritorno sul telegiornale de La7. Sono passati mesi dalle elezioni europee, che sono il punto di riferimento reale più vicino, ma le cose non sembrano essere cambiate in maniera significativa. Soprattutto per quanto riguarda il Partito Democratico: il famoso 40,8% è ancora praticamente intatto (il Pd perde solo un decimale) e questa è un'ottima notizia per il partito guidato da Matteo Renzi, che nonostante le spaccature interne, le manifestazioni contro, gli scricchioli del Patto del Nazareno e la luna di miele con gli italiani che sembra volgere al termine rimane di gran lunga la forza principale in Italia, priva di un vero rivale.

Questo perché il Movimento 5 Stelle continua a rimanere stabile, passando dal 21,2% al 20,9 e confermando di essere nettamente il secondo partito. A cambiare invece drasticamente è il valore di Forza Italia: in crisi costante da mesi, incapace di rappresentare una vera alternativa di centrodestra a un governo di cui è di fatto alleato "ombra", il partito di Silvio Berlusconi continua a perdere colpi, scendendo di due punti e mezzo e arrivando a un 14,8% che è il minimo storico mai raggiunto.

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A rallegrarsi della situazione di Forza Italia è soprattutto la Lega Nord, che sotto la guida di Salvini (iper presente sui mass media) sta continuando a crescere settimana dopo settimana, raggiungendo livelli elettorali che non aveva visto neanche lontanamente negli ultimi anni. Secondo i sondaggi Emg, il Carroccio passa dal 6,2% delle Europee a un impressionante 10,7%: ennesimo segnale che la strategia di Salvini tutta basata su lotta all'immigrazione e "no-euro", dal punto di vista elettorale, paga eccome. Elettori sottratti a Forza Italia, probabilmente qualcuno anche al M5S e anche a Fratelli d'Italia, che scende dal 3,7% al 2,9%, superata quindi da Sel che si attesta al 3,1%.

Se si andrà a votare con l'Italicum con premio di maggioranza alla lista, le coalizioni non avranno più quell'importanza a cui siamo stati abituati, ma sono comunque utili per capire qual è il clima che si respira nel paese. Al momento il centrosinistra (quasi interamente per merito del PD) è nettamente avanti: 45% contro il 31% del centrodestra. Resta però da vedere se queste coalizioni si mostreranno in futuro come siamo abituati, visto che - da una parte - il Pd dovrà scegliere tra Sel e Nuovo Centrodestra; e dall'altra i rapporti tra Lega Nord e Forza Italia sono ogni giorno che passa più freddi.

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