Al-Baghdadi morto? L'Isis diffonde un audio del califfo, la traduzione

Il leader dello Stato Islamico cita avvenimenti che risalgono all'11 novembre.

Le voci sulla morte di Al Baghdadi, leader dello Stato Islamico, erano probabilmente infondate. Almeno stando all'audio diffuso dallo Stato Islamico in cui si sente la voce del Califfo. Un discorso che sarebbe stato registrato proprio oggi, smentendo così la possibilità che Baghdadi sia stato colpito a morte durante il raid aereo Usa a Mosul. L'audio lo potete ascoltare nel video in cima al post, ma i discorsi sono in parte i soliti ("portare i vulcani della Jihad ad eruttare ovunque") e in parte riferiti ad avvenimenti recenti (l'impegno del gruppo Ansar Beit al Maqdis e combattenti in Libia, Arabia Saudita e Yemen che risalgono all'11 novembre), cosa che confermerebbe che il Califfo è vivo. Va notato però come si tratti di un audio, di come manchino registrazione video, segnale che - anche se vivo - Al Baghdadi si trova in una situazione di difficoltà (come Bin Laden ai tempi). Ecco un estratto del discorso, qui la versione integrale:

La jihad è il migliore di tutti gli atti e il picco dell'Islam. Tutti gli onori dei musulmani risiedono nella jihad e l'umiliazione è imposta a tutti quelli che l'abbandonano. Il messaggero di Allah ha detto: "Se tu commerci da usuraio, insegui il bestiame, ti ritieni soddisfatto per il tuo lavoro nei campi e abbandoni la jihad, allora Allah ordinerà la tua umiliazione che non sarà cancellata finché non farai ritorno alla tua religione. (...) Allah ha ordinato la jihad per tutti senza alcuna eccezione (...) Ha ordinato di combattere in tutte le condizioni, anche se solo un mujahid dovesse sopravvivere. Questo è ciò che i musulmani devono capire bene, che il combattimento è obbligatorio per tutti loro, e che la jihad è il più nobile degli atti e il picco dell'Islam. La loro umiliazione, fallimento e degradazione deriva dall'abbandonarlo. Devono anche comprendere che Allah aiuta tutti i mujahidin, questo è sicuro. E questa è la ragione per cui lottano i soldati dello Stato Islamico. Combattono nell'obbedienza di Allah e per conquistare la vicinanza a lui. Non abbandoneranno mai il combattimento. (...). Questa crociata (degli occidentali, ndr) non fa che aumentare il loro attaccamento, la loro fermezza al giuramento, e la determinazione a raggiungere il loro obiettivo. (...) Nonostante questa crociata provenga dai più severi e feroci tra loro, è la più fallimentare. Vediamo l'America e i suoi alleati inciampare tra paura, debolezza e fallimento. America, Europa, Australia, Canada, i loro schiavi apostati tra i governanti musulmani sono terrorizzati dallo Stato Islamico. Gli ebrei sono spaventati, hanno paura per la loro economia. (...) Hanno paura per la loro sicurezza. Hanno paura che i musulmani si rivoltino contro i loro dominatori. Hanno paura di essere sconfitti. (...) Per questo Obama ha ordinato un dispiego di altri 1.500 soldati, dichiarando che è necessario perché i bombardamenti aerei sulle postazione dello Stato Islamico non ne hanno impedito l'avanzata, né li hanno indeboliti.

Al Baghdadi morto? Le voci sui media arabi

Al-Baghdadi è morto per davvero? La notizia che ha preso a circolare ieri si è rivelata rapidamente una bufala, rilanciata da un account fake di Twitter attribuito al ministro iracheno Ibrahim al Jaafari. Quello che però si sa per certo è che gli Stati Uniti e le forze irachene stanno compiendo numerosi blitz nel tentativo di uccidere il leader dello Stato Islamico, anche per approfittare di un momento in cui al-Baghdadi si trova senza "eredi" degni di nota e nella speranza quindi che la sua morte porti a un rapido smantellamento dell'Isis.

La notizia di ieri relativa alla sua morte non è stata quindi in nessun modo confermata, mentre sembra più probabile che sia stato ferito nel raid che ha colpito a morte numerosi suoi luogotenenti. Oggi, però, alcuni media arabi tornano a parlare della effettiva morte di al-Baghdadi. Si tratta in particolare del giornale egiziano al Arham, che scrive (riaddattiamo la traduzione di Google Translate che trovate integrale qui):

Numerosi residenti della città di Mosul ha confermato che Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell'organizzazione terrorista «Daash» (nome arabo dell'Isis, ndr) è stato ucciso in un raid Usa, che ha colpito un incontro dell'organizzazione nella regione sulla base del confine iracheno-siriano. Nelle telefonate fatte da «Al-Ahram» con numerosi di abitanti di Mosul e osservatori dei movimenti a terra, i testimoni hanno sottolineato che al-Baghdadi, nativo della città di Samarra che si è dichiarato califfo dell'Islam dopo l'entrata a Mosul in 10 di giugno scorso, è stato ferito alla testa ed è morto ore dopo l'infortunio a causa di gravi lesioni alla testa.

La notizia è comunque da prendere assolutamente con le pinze: fino a questo momento gli americani non si sono pronunciati chiaramente, mentre le forze irachene hanno parlato solo del ferimento. A insospettire ulteriormente sono però alcune dichiarazioni giunte da portavoce dello Stato Islamico: "Credete che il califfato finirà con il martirio del califfo? Vogliamo rassicurare la nazione che il suo emiro sta bene, grazie a Dio. Pregate per una sua veloce guarigione", ha scritto per esempio Abu Muhammada al Adani, esponente siriano dell'Isis. Fonte che, se confermata, rafforzerebbe ulteriormente la versione del grave ferimento.

Le fonti americane però continuano a minimizzare, facendo sapere che i due raid di ieri, ad al-Qaim e Mosul, avevano sì lo scopo di decapitare i vertici dello Stato Islamico, ma non di uccidere al-Baghdadi. Se il Califfo fosse stato preso, quindi, si tratterebbe di un vero e proprio colpo di fortuna. Gli analisti, intanto, si portano avanti, cercando di capire quale potrebbe essere il futuro dello Stato Islamico in caso di morte del loro leader. L'Isis è in grado di tirare avanti senza al-Baghdadi? Domanda decisamente prematura, nel momento in cui ancora si attende di capire se il Califfo sia ancora in vita.

Abu Bakr Al Baghdadi

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