Renzi, “Silvio, sta’ sereno!”. E l’ex Cav, “Matteo, dove vai senza di me?”

Mentre il presidente americano e quello cinese siglano un accordo storico sui gas serra che inciderà sullo sviluppo mondiale, nel Belpaese allagato dalla pioggia Renzi&Berlusconi&C continuano nel gioco delle tre carte per un unico obiettivo: cambiare tutto per non cambiare niente, preservando e rafforzando così il proprio potere e quello delle rispettive caste.


Silvio Berlusconi Starts Serving His Sentence At Fondazione Sacra Famiglia In Cesano Boscone

Siamo in Italia, bellezza! Dove di fronte alla più pesante crisi dal dopoguerra ad oggi, invece di prendere il toro per le corna e rivoltare il paese come un calzino con riforme di struttura all’altezza della situazione, ci si trastulla da mesi sugli zero virgola ai partitini per una legge elettorale-truffa pro Renzi, mettendo la mordicchia (o peggio) a chi è “fuori linea”, blandendo gli italiani con prebende populiste ed elettoraliste, come ad esempio l’elargizione degli 80 euro.

Ora, in una situazione al limite del ko finale, fra Renzi e Berlusconi (gli altri sono solo marionette…) si gioca la partita finale, quella che potrebbe consentire al giovane premier-segretario di “bere” come un bicchier d’acqua quel che resta di Forza Italia, lasciando all’ex Cav la convinzione di “contare”, soprattutto lasciando prosperare le sue aziende, senza l’ombra di nuove leggi sul core business del rais di Arcore, quello dei media, tv in primis.

Tutto chiaro, tutto bene? Non proprio. Perché se è vero, come dice il … “perfido” Massimo D’Alema che “Non c’è da fidarsi né di Matteo né di Silvio”, adesso è Silvio che non si fida più di Matteo.

Dice il direttore del Garantista Piero Sansonetti: “Il timore di Berlusconi è quello di leggere su Twitter #silviostaisereno, magari prima di andare alle elezioni anticipate”.

I tempi sono cambiati da quando Bettino Craxi annunciava il patatrac con i suoi “tre squilli di tromba”. Adesso Renzi lancia l’altolà su Twitter: “Il tempo dei rinvii, dei tavoli tecnici, dei gruppi di lavoro è finito. Ora è tempo di decidere #lavoltabuona”. E giù applausi! E il vecchio Silvio s’incupisce e annusa la trappola: il rottamatore prima vuole fare approvare la nuova legge elettorale e poi trova il casus belli per andare al voto e prendersi tutta la torta, lasciando agli altri le briciole.

Ma la coperta di Renzi è corta e oggi senza Berlusconi (Grillo apre a Renzi solo strumentalmente) non c’è possibilità di abolire il Senato e, permanendo il bicameralismo, a Palazzo Madama non potrà esserci il premio di maggioranza su cui punta il premier. Ecco perché le minacce di Renzi a Berlusconi sono aria fritta. L’ex Cav può incolpare Renzi di aver fatto saltare il Patto del Nazareno, salvando così, oltre FI, anche la faccia. Dopo di che a Renzi non resta che minacciare ma tutto resta così com’è.

Lo ripete Sansonetti: “Finchè non si abolisce il Senato, qualsiasi legge elettorale non darà mai la maggioranza assoluta. La debolezza di Renzi è tutta qui, finchè non abolisce il Senato non può fare niente”. Campa cavallo!

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO