Caso Moro, consulente Usa di Cossiga accusato di concorso nell’omicidio

Steve Pieczenik, ex funzionario del Dipartimento di Stato e consulente del ministro dell’Interno Francesco Cossiga all’epoca del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, ebbe un ruolo centrale nel tragico epilogo della vicenda

Su Steve Pieczenik, ex funzionario del Dipartimento di Stato e consulente del ministro dell’Interno Francesco Cossiga all’epoca del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, pesano “gravi indizi circa un suo concorso nell’omicidio” del politico democristiano.

Sul ruolo dei servizi segreti statunitensi nel “caso Moro” si dibatte da decenni, ma a 36 anni e mezzo dal rapimento di via Fani sembra che i nodi vengano finalmente al pettine. Con il trascorrere degli anni le cortine fumogene della Prima Repubblica sembrano diradarsi e fare spazio a nuovi scenari.

Il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Luigi Ciampoli, ha chiesto alla procura di procedere in merito al ruolo di Pieczenik. Anche per il colonnello Camillo Guglielmi, già in servizio al Sismi e presente in via Fani la mattina del 16 marzo 1978, potrebbe configurarsi il reato di concorso nel rapimento e nell’omicidio degli uomini della scorta, ma l’uomo è già deceduto.

Ascoltato quest’oggi dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, Ciampoli ha ricordato come in via Fani non vi fossero solamente le Br, ma anche “agenti dei servizi segreti stranieri, interessati a destabilizzare l’Italia”, in un contesto in cui la Dc morotea stava slittando “pericolosamente” verso il Pci di Enrico Berlinguer.

Cuore dell’inchiesta che ha portato alla trasmissione della richiesta di archiviazione sono le rivelazioni dell’ex ispettore Enrico Rossi sul ruolo dei servizi segreti e sulla loro presenza a bordo di una moto Honda in via Fani.

Il lato più oscuro e inquietante della vicenda è il fatto che Pieczenik fosse stato consulente di Cossiga nel comitato di crisi istituito nelle ore successive al rapimento e all’uccisione della scorta. Si ipotizza che Pieczenik abbia spinto affinché fra le Brigate Rosse maturasse la convinzione di un epilogo “ineludibile” per Moro. Sarebbe stato lo stesso consulente Usa a lavorare in segreto perché si arrivasse all’uccisione di Moro. E, cosa ancora più importante per il Governo Usa, al fallimento del compromesso storico fra il partito da trent’anni al Governo e il Partito comunista più solido dell’Occidente.

Steve Pieczenik come si legge sul suo sito ufficiale è ora un acclamato “autore di thriller psico-politici” e i “suoi romanzi sono basati su una ventennale esperienza nella risoluzione delle crisi internazionali per cinque amministrazioni Usa”.

aldo moro via fani 16 marzo 1978

Via | Il Fatto Quotidiano

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