Il Pdl si ribella a Berlusconi

Alla fine è successo: disperati per le assurde mosse del capo - nonostante le mille giravolte compiute nei mesi passati, l'ultima rimane incredibile - i berlusconiani hanno deciso di mollare Berlusconi. Una cosa che sarebbe stata semplicemente impossibile fino a non troppo fa, soprattutto se il vecchio capo viene abbandonato per seguire la linea di un delfino in cui nessuno aveva mai creduto: Angelino Alfano. D'altra parte che le minacce del Cavaliere a Monti fossero quanto meno scariche era stato sottolineato anche su Polisblog. Per non parlare del suo tentativo disperato di trasformare il Pdl (o qualunque cosa sarà) in un partito votato alla lotta contro l'euro e contro la magistratura. Anche i peones che nel corso degli anni si sono distinti per un'incollatura al capo quasi imbarazzante adesso si sono stufati.

E infatti eccoci qui: nella conta interna al Pdl 300 parlamentari su 335 rimangono fedeli ad Alfano. Il delfino che si prepara a diventare grande ha condotto il partito a dare la fiducia al Governo sull'anticorruzione e garantirà l'appoggio anche sulla Legge di Stabilità che il Cavaliere voleva distruggere. E con Berlusconi chi rimane? 30 fedelissimi: tra cui le patetiche amazzoni capeggiate dalla Santanché e dalla Biancofiore che lo seguiranno nella nuova creatura che nascerà a gennaio (e che potrebbe imbarcare personaggi imperdibili come Rita Dalla Chiesa). Si legge su Repubblica (qui l'articolo in pdf)

Deputati e senatori a caccia di una ricandidatura e in preda al panico tentano ora la mossa disperata. La capana a morto suonata dalla Sicilia per i partiti ha rotto gli ultimi indugi. Il serrate le file è arrivato ieri mattina in una drammatica, tesa riuniuone dei dirigenti per dissare le regole delle primarie del 16 dicembre. (...) Forzisti, ex An, montiani, perones, a bordo sono tutti schierati e bye bye Silvio. "C'era poco da aspettare. Se la linea è quella annunciata sabato dal presidente, allora è lui stavolta a restare minoranza nel paese, non solo nel partito", si sfoga a sorpresa un feldelissimo della prima ora, Osvaldo Napoli.

Osvaldo Napoli! Uno che aveva fatto di Berlusconi il suo messia, adesso gli parla apertamente contro. Difficile pensare che da questo punto si possa tornare indietro. E le primarie? Si faranno: il 16 dicembre, di partito (per dargli respiro in un momento drammatico), consultazione apertissima per non farsi surclassare dal Pd. Ci sarà Alfano candidato a questo punto sicuro alla vittoria, e ai nomi già noti se ne vanno aggiungendo di nuovi: Giorgia Meloni, per esempio, e soprattutto quel Giulio Tremonti che si prepara a fare il suo ritorno in scena.

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