Nichi Vendola è stato assolto. Lui dichiara: «Ho vissuto un'intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità»

Eccovi il video estratto dalla conferenza stampa di Vendola poche ore dopo l'assoluzione dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio.

11.09: in lacrime all'uscita dal tribunale il Governatore della Regione Puglia ha detto di essere felice. Poi ha dichiarato:

«Quello che avevo deciso era sincero: non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell'onore che è prescritto dalla Costituzione. Mi sarei ritirato dalla vita pubblica. Per me non era e non è mai in gioco soltanto una contestazione specifica rispetto a cui penso di poter documentare l'assoluta trasparenza dei miei comportamenti. Ho vissuto un'intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità. Oggi mi è stato restituito questo».

11.04: su Twitter, Vendola commenta la sentenza di assoluzione: «Sono una persona perbene e la giustizia bisogna rispettarla».


11.03: nella sentenza del gup si parla di assoluzione perché

«il fatto non sussiste»

Bari, 31 ottobre 2012. Nichi Vendola è stato assolto dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio.

Per il Governatore della Regione Puglia, accusato insieme all'ex manager della Asl di Bari Lea Cosentino, la Procura di Bari aveva chiesto una condanna a 20 mesi di reclusione.

La sentenza del gup Susanna De Felice, pronunciata questa mattina, non ha accolto le richieste della Procura.

Vendola aveva promesso che in caso di condanna si sarebbe ritirato definitivamente dalla vita politica.

Il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, commenta così la sentenza, tempestivamente, su Twitter.




Di sicuro, Vendola trarrà beneficio dalla sentenza per la sua corsa alle primarie del centrosinistra, dove i sondaggi lo davano in avvicinamento a Matteo Renzi.

Ma da dove nascevano le indagini e poi l'accusa nei confronti del leader di Sel?

La tesi della procura di Bari era che il Governatore della Regone Puglia avesse fatto pressioni su Lea Cosentino perché Paolo Sardelli venisse nominato primario al San Paolo di Bari.

La sentenza di primo grado, però, smonta la tesi accusatoria e la testimonianza della Cosentino.

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