Spianata delle Moschee: Israele toglie restrizioni ma la Tensione rimane altissima

ISRAEL-PALESTINIAN-JERUSALEM-CONFLICT-RELIGION

Ad Amman, John Kerry ha ottenuto un successo diplomatico importante. Il segretario di Stato americano, alla presenza del re di Giordania Abdallah, ha convinto il premier israeliano Benjamin Netanyahu a revocare i limiti di età (dai 50 anni in su) per l'accesso dei fedeli musulmani alla Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Inoltre il governo di Teal Aviv ha predisposto la rimozione di due check point, all'ingresso e all'uscita del quartiere arabo di Issawyia a Gerusalemme est.

Kerry ha anche incontrato separatamente il leader dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, con cui avrebbe concordato una serie di misure per riportare la calma a Gerusalemme, dopo gli scontri che hanno segnato le ultime settimane. E così ieri, in occasione della festività del venerdì, circa 40 mila palestinesi islamici si sono recati alla moschea di al-Aqsa senza che si verificassero incidenti.

L'accordo di Amman ha anche ribadito che gli ebrei non hanno il diritto di pregare sulla Spianata, come invece vorrebbe la destra nazionalista religiosa. Infine, non è escluso che l'ambasciatore giordano, ritirato nei giorni scorsi, potrebbe ritornare a breve ad Israele.

Tuttavia la tensione rimane molto alta. Come riportato dall'agenzia Nenanews, ieri un bambino palestinese di 11 anni, ad Issawiya, è rimasto ferito da un proiettile di gomma sparato dall'esercito israeliano. L'incidente si è verificato in occasione della protesta di un centinaio di palestinesi per la chiusura dei quartieri arabi. Il gruppo di manifestanti (tra cui alla fine della giornata ci sarebbero stati 16 feriti) ha cercato di bloccare la strada che mette in comunicazione Gerusalemme e il Mar Morto.

Ricordiamo che questa manifestazione è stata promossa da un comitato di genitori palestinesi, che si oppone alla militarizzazione dei quartieri perché impedisce ai loro figli di frequentare regolarmente la scuola. Ma la giornata di ieri ha registrato anche altri incidenti.

Decine di giovani, usando rampe e tagliando il filo di ferro, hanno scavalcato la barriera di Qalandiya tra Israele e Cisgiordania. L'esercito ha fermato il gruppo dei Comitati Popolari di Resistenza e molti sono rimasti feriti. Segnaliamo anche che, secondo il sito Ynet, si sono verificati scontri a nord di Ramallah tra coloni ebrei e palestinesi. Infine non sono mancate marce di protesta ad Umm el Fahem, città araba nel nord, contro l'uccisione di un giovane da parte della polizia, verificatasi la settimana scorsa.

Dunque, siamo ben lontani dal ritorno della calma: la serie di eventi che hanno segnato i rapporti israelo-palestinesi dopo l'operazione Margine Protettivo ha innescato una spirale di violenza difficile da spezzare. A tale riguardo, ricordiamo che alle provocazioni del governo di Tel Aviv, alla temporanea chiusura della Spianata e all'annuncio di abitazioni coloniche (senza dimenticare il rifiuto di Israele di partecipare alla commissione Onu sui crimini di guerra a Gaza), i palestinesi hanno risposto con attentati, accoltellamenti, proteste popolari e annunci di una Terza Intifada.

La riapertura della moschea di al-Aqsa non è che una misura di emergenza in un quadro molto frammentato ed esplosivo. Staremo a vedere se l'impegno di Washington e della comunità internazionale saprà aprire un varco per proseguire sulla strada di una decisa azione diplomatica.

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