Usa 2008, Election Night all'Excelsior al grido di "Nessun dorma"

da Roma

Ti spiegano, a pochi giorni dall’election day, che lì troverai un po’ tutto il Superpower della Capitale. Le agenzie scrivono che quello è l’evento principe, il fulcro di tutte le serate organizzate qua e là per la Penisola. Appena arrivi all’Hotel Excelsior di Roma dove l’Ambasciata ha invitato circa 2500 persone per festeggiare l’elezione del 44° Presidente degli Stati Uniti ti accorgi che è proprio tutto così come te lo hanno raccontato: diplomatici, politici, giornalisti, esponenti del mondo della cultura ma anche vip dello spettacolo riuniti per seguire tutti insieme la grande notte che segnerà il futuro dell’America.

Lo spiega bene l’ambasciatore Ronald Spogli che da un podietto a stelle e strisce saluta dopo appena un’ora dall’apertura delle porte tutti i presenti parlando di “Nessun dorma” (questo il titolo dell’evento) come “una serata indimenticabile in una notte davvero importante per gli Usa”. Anche l’ambasciatore, infatti, è convinto che, nonostante il risultato, questo appuntamento elettorale rappresenterà una svolta per gli Stati Uniti con un presidente afroamericano o un vicepresidente donna. “Due personaggi – dice Spogli – le cui storie hanno catturato l’attenzione del mondo intero”.

All’America, che si sente sempre più povera come dimostrano le motivazione di voto raccolte dai media, “serve dunque - sostiene il diplomatico – una leadership importante che sappia fronteggiare le sfide che ci attendono”.
In sala ascoltano con attenzione le parole dell’ambasciatore il ministro Sacconi, l’on. Melandri, l’on. Cicchitto (con le stampelle), l’on. De Michelis, l’on. Pecoraro Scanio, l’on. Boniver, l’on. Buttiglione, il sen. De Benedetti, l’on. Gentiloni, per fare solo qualche nome.

In realtà, come per tutte le serate mondane romane, questo grande evento, alla fin fine non è null’altro che una passerella per politici e gente dello spettacolo che saluta, si lascia fotografare, dà qualche dichiarazione alle agenzie ai tg e scappa via: ad un’altra festa o in tv come Antonio Polito, il direttore del Riformista che ha trascorso la nottata da Mentana a Matrix a commentare gli exit polls man mano che arrivavano da oltreoceano. E così incontri Renzo Arbore e Marisa Laurito, il principe Emanuele Filiberto di Savoia, Giovanni Floris, Guglielmo Epifani a colloquio – nientemeno – con Augusto Fantozzi, il senatore De Gregorio e Andreotti jr a cui stranamente nessuno ha chiesto del padre.

Intorno a mezzanotte e mezza arriva la pasta offerta dall’Hotel ed è subito assalto al buffet. Qualche ora prima stessa scena per i cheeseburger divorati due a due dagli ospiti. La sala Ludovisi e la sala Borghese del più pregiato hotel della Capitale sono un boom di cibo e drink di vario genere offerti dagli sponsor della serata: trovi, infatti, dalle specialità americane agli ultimi snack della Kellog’s. Il tutto, condito con buona musica live dell’U.S. Air Force-Europe Band.

All’una, quando sale sul palco il professore Erik Jones, della “Johns Hopkins University” per spiegare essenzialmente un paio di cose come l’effetto Bradley e il ruolo degli Swing States, la grande sala “Giardino d’Inverno” – dove si trasmette su un maxischermo la diretta della CNN con commenti, dati e analisi – comincia a svuotarsi. L’Election night romana si concluderà ufficialmente intono alle quattro – quando ormai non ci sono dubbi sulla scelta degli americani a favore di Obama – ma la stanchezza, per molti, prenderà il sopravvento molto prima. Altro che “Nessun dorma” …

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