Confronto tv regionali Emilia Romagna: Blogo ospita i candidati esclusi

Quintavalla e Mazzanti hanno scritto qui, in esclusiva, le loro risposte alle domande che sono state poste ai colleghi e avversari nel corso del confronto tv su SKY (i due, esclusi dal confronto, hanno comprensibilmente rifiutato un'ospitata pomeridiana).

elezioni regionali 2014 - confronto tv emilia romagna senza due candidati

19 novembre, 20.50: Siamo pronti, il "confronto parziale" di Sky sta per andare in onda. Blogo ci mette una pezza! Cristina Quintavalla e Maurizio Mazzanti sono già collegati con noi.

Un minuto e mezzo per ogni risposta!

1) E' sostenibile il taglio di 400 milioni paventato dal governo? Tagliereste alcune "partecipate"? I servizi rischiano di essere ridotti?

Mazzanti: Tagliare si può sulle spese della struttura la regione ha agenzie enti controllate che spesso svolgono funzioni sovrapponibili come ERVET e Quasco enti e società che sono solo dei "poltronifici" per riciclati; è poi necessaria una revisione del sistema istituzionale Regione, Province, Unioni di comuni, e comuni: serve uno sfoltimento deciso.

Quintavalla: È gravissima la scelta del governo di tagliare 4 miliardi di trasferimenti alle regioni questi tagli non sono sostenibili e mettono a rischio le politiche volte a sostenere la sanità e la scuola pubbliche al welfare di cui oggi c’è estrema necessità a seguito della condizione di impoverimento della popolazione. Una famiglia su 4 è in stato di povertà la metà dei giovani è senza lavoro e senza futuro 6,5 milioni di anziani vivono con pensioni inferiori ai 500 e 800 euro, aumentare la spesa sociale significa tornare a condizioni di vita appena accettabili.
Siamo invece favorevoli alle municipalizzate perché sono aziende pubbliche gestite e controllate dal pubblico e non perseguono scopo di lucro mentre siamo contrari alle partecipate perché soggette al diritto privato: il pubblico non ne ha nessun beneficio (in seguito alle privatizzazioni i servizi sono peggiorati e le tariffe aumentate) e solo il privato ci guadagna. Quelle emiliano romagnole ad esempio hanno un debito di 5 miliardi e 300 milioni e sono tra le più indebitate di Italia.

2) Cosa vi ha schifato di più dell'ultima inchiesta sull'uso improprio dei fondi regionali, le cosiddette "spese pazze?"

Mazzanti: Il problema è nel sistema politico statico che ha consolidato gruppi di potere inamovibili, la nostra proposta politica nasce proprio da lì dal rinnovamento che ha caratterizzato le liste civiche nei comuni della regione, come nei comuni la nostra intenzione è quella di portare il rinnovamento e l'azzeramento dei gruppi di potere delle lobbies e dei partiti. C'è da aggiungere che mentre questi parlano di etica e di onestà intellettuale tutti questi quattro stanno partecipando ad un confronto monco che ha censurato due dei candidati alla carica di Presidente, facendo orecchie da mercante al nostro appello.

Quintavalla: La cosa che più mi ha schifato è il senso generale di impunità di cui pensavano di godere, in modo particolare mi ha colpito la mancanza di un’etica pubblica e l’ idea che i soldi pubblici potessero essere usati per scopi privati per sostenere piccoli, grandi vizi personali e un tenore di vita che risulta uno schiaffo alla gente che oggi non arriva a fine mese e per favorire amici e amici degli amici con consulenze fantasiose. Il denaro pubblico è la risultante delle tasse pagate dai cittadini quindi è come se avessero rubato denaro altrui che dovrebbe essere usato per il bene comune. Dagli addebiti risulta che c’è chi si è pagato ristoranti, hotel di lusso a Venezia e a Capri, le bollette di casa, sex toy, regali privati e soprattutto consulenze infondate. Se questo corrisponderà a verità siamo di fronte al fallimento di una classe politica miserrima che dovrebbe vergognarsi.

3) quanti sono in percentuale gli stranieri in Emilia Romagna e qual è la sua politica sull'immigrazione?

Mazzanti: Il problema è sicuramente di interesse nazionale la regione è chiamata a gestire, insieme agli enti locali, il flusso in entrata e la loro accoglienza, il sistema non può essere quello proposto da chi dice di ributtarli a mare, va certamente gestito e sicuramente gestito con la collaborazione della UE. La percentuale è circa il 13%

Quintavalla: Gli immigrati in ER sono attorno al 10%. L’immigrazione è il prodotto della guerra che gli occidentali conducono nei paesi del sud e dell’est del mondo e della fame e della povertà che provochiamo. Il commercio di armi che parte dall’Europa e in particolare dall’Italia che ingrassa i produttori serve ad alimentare le guerre il cui scopo è quello di conquistare materie prime e risorse energetiche di cui l’ Occidente si appropria lasciandosi dietro miseria, distruzione ambientale e deprivazione. Siamo dunque per l’accoglienza e vorremmo avviare politiche di integrazione e rispettose della dignità dell’essere umano, siamo contro i Cie che sono lager che violano i diritti umani ma anche contro il Trattato di Dublino che scarica sui paesi di prima accoglienza gli oneri relativi all’arrivo di queste persone. Per noi dovrebbe essere coinvolta l’intera Ue.

4) Condanna l'aggressione di cui è stato vittima Salvini?

Mazzanti: Condanna senza se e senza ma, ma condanno anche l'inutile provocazione di Salvini che ha deliberatamente aggirato la scorta per poter provocare; l'aula C è un problema che doveva essere risolto da anni, lo stato di diritto deve essere inamovibile altrimenti non possiamo poi stupirci se i cittadini lo aggirano! Mantenere lo stato di diritto è soprattutto una garanzia per i più deboli.

Quintavalla: Siamo contrari al ricorso a qualsiasi forma di violenza da qualsiasi parte provengano. La prima forma di violenza che intendiamo condannare con tutte le nostre forze è quella esercitata da Salvini e Fabbri che pretendevano di condurre una provocazione nei confronti degli abitanti, tutti italiani da generazioni, del campo sinti. Si tratta di una provocazione che ha suscitato forti e indignate risposte da parte degli antirazzisti e antifascisti che hanno protestato giustamente a favore di una visione di rispetto degli altri popoli e culture. L’ Aula C non va chiusa nella maniera più assoluta perché i giovani hanno diritto di riunirsi ragionare e discutere liberamente, nel video che accuserebbe gli antirazzisti si vede che l’auto ha investito un manifestante e comunque se esistono responsabilità diverse sono sempre personali e non si può perciò penalizzare tutti i frequentatori dell’aula C.

5) "Bologna chiama Roma", cosa deve fare il governo per la regione?

Mazzanti: Bologna chiama Roma, noi vogliamo sperare che questa nostra esperienza possa servire anche a tutte le altre liste civiche sul territorio, sulle elezioni scontiamo il fatto che tutti i partiti principali hanno volutamente tenuto sottotono la campagna elettorale, per la vergogna... non solo il M5S non ha indagati in lista!

Quintavalla: Bisogna restituire i trasferimenti tagliati dallo Stato negli ultimi sei anni alle Regioni affinché venga garantita un’adeguata spesa sociale, chiediamo che lo Stato riconverta i 4 miliardi destinati alle grandi infrastrutture per il riassesto del territorio per il quale ha stanziato solo 120 milioni di euro deve inoltre garantire maggiore autonomia delle Regioni . Nello Sblocca Italia invece si va in direzione opposta: lo Stato esclude le Regioni dal parere vincolante riguardanti le opere che ricadono sul territorio, significa escludere dunque i cittadini dal poter dire la loro su cose che li riguardano molto da vicino.

6) quanto guadagna, ha proprietà?

Mazzanti: Redditi da fabbricati 7039 euro, reddito da lavoro 21009 euro, 3 appartamenti, auto: Nissan Qashqai

Quintavalla: Sono una professoressa di Storia e Filosofia del liceo classico di Parma, guadagno 1860 euro al mese, ho una casa di proprietà cointestata con mio marito di cui stiamo ancora pagando il mutuo e un’auto Suzuki Swift comprata usata l’anno scorso.

7) è disposto a ridursi lo stipendio? Si batterà per abolire i vitalizi in regione?

Mazzanti: Sarebbe giusto uno stipendio paragonabile a quello di un sindaco di una città media, cioè circa 5000 euro. I vitalizi sono già stati eliminati dal Consiglio precedente (quelli futuri). Una riforma seria, lo dimostra quello che è successo, è una più stringente regolamentazione dei fondi a disposizione dei gruppi: basta con incarichi distribuiti senza controllo, i dipendenti dei gruppi devono essere sicuramente persone di fiducia, ma devono essere assunti e controllati come qualsiasi altro dipendente regionale, basta con i trombati riciclati da esperti (come qualche candidato di questa sera)!

Quintavalla: Tutti i candidati dell’Altra Emilia – Romagna me compresa hanno già sottoscritto con la nostra associazione l’impegno a ridursi il compenso per la carica del 50% e a rendere conto con assoluta trasparenza tutte le spese effettuate che nel nostro codice etico devono essere motivate da ragioni di carattere strettamente istituzionale. Sono molto d’accordo ad eliminare i vitalizi in Regione e ridurre ogni forma di compenso che si configuri come privilegio di cui non godono tutti gli altri lavoratori e comuni mortali. Strano sentire ora in campagna elettorale proclami contro le spese della politica proprio da parte di quelle forze politiche, Lega in testa, accusate di uso illecito di denaro pubblico. Costano di più gli immigrati o gli scandali milionari di cui è stata protagonista la Lega?

8) su quali zone si concentrerà, come governatore, per mettere in sicurezza il terrirorio?

Mazzanti: Sicuramente riscrivere la legge 20 anzi tornare alle origini quando si prevedeva di non consumare suolo se non dopo aver rigenerato e riqualificato, impegno disatteso dagli8 ultimi due mandati PD con l'appoggio del Centro destra, difesa del suolo e invertire il flusso degli investimenti dall'asfalto al ferro. Reinvestire sulla difesa del territorio significa anche supportare l'agricoltura che è stata completamente abbandonata soprattutto le aree di montagna e collina.

Quintavalla: Sono tante le azioni da mettere in campo. Bisogna tornare a difendere la montagna del disboscamento senza dimenticare che la sua prima difesa sono i cittadini che la abitano dunque bisogna contrastare lo spopolamento. Inoltre bisogna contrastare la cementificazione che aggrava il processo di non assorbimento di acqua piovana e curare il corso dei fiumi, bisogna impedire le trivellazioni in aree sismiche, densamente popolate e nel mar Adriatico nella misura in cui compromettono l’ecosistema. Manca una mappa regionale aggiornata delle aree più fragili ed esposte al dissesto ed è mia intenzione colmare questa lacuna. La messa in sicurezza del territorio richiede interventi organici e sistematici e soprattutto di prevenzione. Spendiamo milioni di euro per sopperire ai disastri ne basterebbero molti meno per evitarli. Ma probabilmente intervenire dopo il disastro consente di avere maggiore indebito lucro grazie ai minori controlli ed è per questo che i politici non le hanno sponsorizzate.

9) La ricostruzione del terremoto è stata facilitata dalla burocrazia? C'è stata davvero la "fiscalità di vantaggio?

Mazzanti: La ricostruzione è ferma anche a causa di una legge specifica farraginosa, occorre rivederla e rimuovere i vincoli inutili, il che non vuol dire "carta bianca", ma alleggerire le burocrazie... burocrazie che hanno comunque mostrato i loro limiti visto che non sono state in grado, almeno stando a quanto dicono le autorità competenti, di impedire le infiltrazioni mafiose.

Quintavalla: La burocrazia ha aggravato i tempi di ricostruzione ma non è stato solo questo, ha pesato anche il fatto che il personale assunto per le pratiche era sottoposto ad un forte turnover essendo interinale, poi i pagamenti dello stato avanzamento lavori non sono stati ravvicinati ed hanno causato una forte esposizione di molte imprese, è stata creata confusione nell’indicare la scadenza della presentazione delle domande che ha compromesso la possibilità di fare domanda nei tempi adeguati. Ci sono state sì proroghe fiscali ma è rimasto immutato il peso del fisco che ha solo rimandato le scadenze fino ad ora dunque il Governo non ha sostenuto fiscalmente la ricostruzione, per noi occorreva una condizione fiscale agevolata per lavoratori e per le imprese.

10) Ha fatto bene Errani a dimettersi? Gli indagati, tutti, non farebbero meglio a non presentarsi?

Mazzanti: Noi non abbiamo indagati in lista ma siamo comunque garantisti e chi è solo indagato non è certo colpevole, il problema è morale quando tutto un sistema collassa è un chiaro segno che il problema esiste. Errani doveva dimettersi subito: il falso ideologico è un reato gravissimo per un politico; tradotto in italiano falso ideologico significa malafede, quando poi il falso viene perpetrato per coprire le magagne del fratello e coinvolgendo i funzionari regionali è ancora peggio!

Quintavalla: Errani ha fatto bene a dimettersi, trovo corretto il suo comportamento e inviterei tutti gli altri politici in situazioni analoghe se non addirittura peggiori a seguire l’esempio, ciò non lo solleva dalle sue responsabilità ma era senz’altro un atto dovuto nei confronti delle istituzioni. Personalmente in una situazione simile a quella dei consiglieri indagati non mi candiderei fino a quando la mia posizione non fosse chiarita.

11) qual è la vostra politica sulla sanità in Emilia Romagna?

Mazzanti: La sanità emiliano romagnola è ancora a buoni livelli grazie alla struttura costruita nei decenni scorsi, struttura che questa ultima amministrazione sta smantellando: il loro obiettivo è la privatizzazione "alla lombarda" che ha prodotto voragini per alimentare il privato. Se si mantiene questa strada il primato lo perderemo.

Quintavalla:Puntiamo sulla sanità pubblica e denunciamo l’assalto che oggi assicurazioni e gruppi privati le stanno sferrando. Lentamente la Regione del Pd sta andando verso la privatizzazione della sanità, ad esempio oggi Coop già propone dei pacchetti di assicurazione sanitaria scaglionati per fascia di reddito, significa tornare ad una sanità di seria A per chi è ricco ed una sanità povera e residuale per i ceti più deboli. Noi siamo invece per il potenziamento del pubblico tramite l’assunzione di nuovo personale, oggi moltissimi operatori sono allo stremo per i ritmi folli di lavoro cui sono sottoposti a causa delle carenze di organico, Siamo per una rimodulazione se non proprio cancellazione dei ticket per le fasce deboli e per la riqualificazione ecosostenibile, tecnologica e organizzativa della rete ospedaliera.

12) si può arrivare alla piena occupazione? Attraverso quali politiche?

Mazzanti: La regione ha appena presentato il Piano di Sviluppo Rurale, è talmente fatto bene che la Commissione europea ha fatto 518 osservazioni, in poche parole è tutto da rifare... altra notizia fresca, sul sito della regione è appena stato pubblicato il factbook che raffronta dati omogenei in vari settori: bene, in investimenti su ricerca e sviluppo la nostra regione sta al 1,4 % del pil (di poco sopra al 1,3 dell’Italia ma nettamente sotto al 1.9 del Piemonte, al 2,1 della media UE27, per non parlare del 2,8 dell’area di Bristol o del 3.8 di Stoccolma), ecco se vogliamo la ripresa qui dobbiamo intervenire con il recupero delle eccellenze dell’agroalimentare (che vuol dire anche difendere il territorio) e investire in innovazione.

Quintavalla: Si possono creare molti posti di lavoro attraverso una politica di recupero dell’esistente, di messa in sicurezza del territorio, incentivando il riuso e il riciclo contro lo sviluppismo dissennato e contro un modello incentrato sull’usa e getta. Il sostegno alle imprese deve essere subordinato a protocolli con cui esse garantiscano di non delocalizzare e di creare lavoro stabile, si può andare incontro a forme di contratto di solidarietà che riducono i tempi di lavoro a parità di salario per garantire il lavoro ad una più ampia platea. Bisogna puntare sull’innovazione, sulla qualità del prodotto grazie ad una riterritorializzazione, al controllo delle filiere e un rapporto più ravvicinato tra produttore e consumatore. Il lavoro si crea creando valore aggiunto e non togliendo diritti ai lavoratori.

13) chi è il cantante/musicista simbolo della regione?

Quintavalla: Io adoro Guccini mi riconosco nell’anima rivoluzionaria che ha rappresentato, nella vicinanza agli ultimi, al suo “Dio che è morto” e credo che Dio continui a morire negli stessi luoghi che lui ha cantato e mi auguro che anziché votare Pd o Sel cambi idea e voti per noi.

14) il suo appello finale agli elettori

Mazzanti: Siamo l’unica lista senza partiti, senza padroni e senza sovrastrutture, siamo liberi e ci rivolgiamo ai cittadini liberi che sono stanchi di partiti che governano dovendo rispondere a gruppi di potere o a capi e padroni, siamo senza sponsor, quelli che poi inevitabilmente diventano clientes.

Quintavalla: Siccome la crisi sta spazzando via diritti e tutele è necessario riportare la sinistra nella sua casa e riempire quel vuoto che ha consentito che venissero travolte le conquiste sociali. Questa sinistra è l’Altra Emilia - Romagna che è un soggetto nuovo, inclusivo, alternativo che si pone contro la destra pericolosa rappresentata dalla Lega che sta seminando odio razziale e guerra tra poveri, ma anche contro il Pd di Renzi di cui va sconfitta la protervia perché Jobs act, Sblocca Italia e Legge di stabilità rappresentano la consegna dei beni comuni agli interessi della grande finanza e dei grandi speculatori.

(A.D.)

La discutibile scelta di Sky


Elezioni Regionali Emilia Romagna 2014

- Il confronto tv fra i candidati a governatore della Regione Emilia Romagna su Sky vedrà in studio solamente quattro dei sei candidati.

Cristina Quintavalla (L'Altra Emilia-Romagna) e Maurizio Mazzanti, candidato della lista Liberi Cittadini per l'Emilia Romagna non sono stati contemplati per la serata in studio per ragioni logistiche. Sono stati entrambi invitati a partecipare a uno spazio alternativo, pomeridiano. Ma entrambi hanno rifiutato.

Il che è comprensibile, visto che laddove c'è spazio per quattro, ci dovrebbe essere anche per sei (tanti sono i candidati alla poltrona di governatore della regione). Sei erano, per esempio, i partecipanti al confronto tv per le primarie del Centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Roma. E poco importa se quello studio era più grosso: come abbiamo detto più volte, Sky ha un gran merito nell'aver introdotto in Italia questo tipo di confronto. Proprio per questo, in presenza di sei candidati, avrebbe potuto fare uno sforzo aggiuntivo, invece di proporre spazi alternativi (che comunque non cambiano la sostanza: al confronto tv partecipano gli altri quattro. È come decidere arbitrariamente, di fronte all'opinione pubblica, che gli altri due siano ininfluenti).

Ecco perché abbiamo deciso di fare la nostra parte, su Blogo. Così, abbiamo deciso di contattare Quintavalla e Mazzanti e abbiamo fatto loro una proposta. Che hanno accettato entrambi: il 19 novembre, mentre su Sky si terrà il confronto tv, i candidati di L'Altra Emilia-Romgna e di Liberi Cittadini per l'Emilia Romagna potranno scrivere qui sulle nostre pagine le loro risposte alle domande che verranno rivolte ai colleghi. Seguiremo il "live" del confronto tv e proporremo, su questa URL, le risposte dei due esclusi, che avranno modo così di introdurre la loro voce nel dibattito.

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