CasaPound: gli alleati della Lega Nord dietro l'aggressione all'Ardita?

Tra gli arrestati due esponenti di Viterbo del partito neofascista.

I ragazzi di CasaPound saranno anche, come ha detto Matteo Salvini quando hanno sfilato assieme in occasione della manifestazione Stop Invasione, "persone educate, che non hanno lasciato per terra neanche un mozzicone di sigaretta". Bisognerebbe andare a chiedere se la pensano allo stesso modo anche le vittime delle molteplici aggressioni che CasaPound ha messo in atto negli ultimi anni (principalmente contro esponenti del mondo antagonista e, va detto, spesso ricambiati).

Molto probabilmente alla lista va aggiunto anche il bruttissimo episodio dell'aggressione ai tifosi dell'Ardita Calcio, squadra di calcio popolare legata politicamente alla sinistra e il cui nome richiama gli Arditi del popolo che dopo la prima guerra mondiale si scontravano con le squadracce fasciste. Fin dall'inizio si è parlato di "aggressione neofascista", senza ulteriori dettagli. Quando però sono spuntati i nomi dei 9 arrestati, ecco che qualche sorpresa si è registrata: tra loro ci sono anche Diego Gaglini e Ervin Di Maulo.

Chi sono costoro? Sono due esponenti di CasaPound. E questa volta i leader del partito neofascista non possono trincerarsi dietro la scusa che ogni partito può avere le sue schegge impazzite, dal momento che non si tratta di due semplici sostenitori, ma di due attivisti di primo piano nell'area di Viterbo: Diego Gaglini è stato candidato sindaco per CasaPound alle ultime elezioni, mentre Ervin Di Maulo era candidato consigliere comunale, come si vede sulla sua pagina Facebook (che peraltro ha solo 94 like, a dimostrazione che la risonanza nazionale che questo gruppo sta avendo è assurda comparata allo 0,1% preso alle ultime elezioni).

Al di là dell'episodio specifico, alcune riflessioni interessanti su come si sta sviluppando CasaPound le troviamo su Il Manifesto:

«C’è anche l’idea di orga­niz­zare un cor­teo con resi­denti e com­mer­cianti per sen­si­bi­liz­zare isti­tu­zioni e opi­nione pub­blica», ha pro­messo Di Maulo. Accanto a lui un altro degli arre­stati di dome­nica, Dario Gaglini, 26 anni, ex can­di­dato sin­daco di Viterbo per Casa­Pound. Nel 2013 ha rac­colto 305 voti, pari allo 0,91 per cento. È dopo bagni elet­to­rali di que­sto tipo che la for­ma­zione d’estrema destra abban­dona posi­zioni da destra radi­cale «post­mo­derna» e, dopo anni di spergiuri circa la discon­ti­nuità con i vec­chi schemi del fasci­smo comin­cia a inse­guire gli umori raz­zi­sti. Lo schema asso­mi­glia molto a quello di Alba Dorata, che nel 2009 comin­ciò a rac­co­gliere voti e con­sensi ope­rando nel cen­tro di Atene sotto le men­tite spo­glie di sedi­centi «Comi­tati di cit­ta­dini». Con la scusa del «degrado», ad esem­pio, i neo­na­zi­sti greci chiu­sero un parco gio­chi rite­nuto rifu­gio not­turno per migranti e tac­cia­rono di «estre­mi­smo» gli anti­fa­sci­sti. Da lì in avanti, le aggres­sioni a migranti e mili­tanti di sini­stra furono all’ordine del giorno. Che que­sta fosse la stra­te­gia a par­tire dalla peri­fe­rie romane lo aveva anti­ci­pato nel corso di un incon­tro dell’estrema destra del giu­gno scorso il leghi­sta Mario Bor­ghe­zio, garante dell’alleanza tra Lega e Casa­Pound, invo­cando l’ex fon­da­tore di Avan­guar­dia nazio­nale Ste­fano Delle Chiaie con l’appellativo di «coman­dante». «Per­ché non far brec­cia nel cuore dei romani e orga­niz­zare noi delle ini­zia­tive per difen­dere la grande bel­lezza di que­sta città, vio­len­tata schi­fo­sa­mente da quelli che l’hanno riem­pita di immi­grati e di immon­di­zia?», disse Bor­ghe­zio in quell’occasione.

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