Grecia: Troika chiede nuovi tagli mentre evasori e milionari aumentano

GREECE-UPRISING-ANNIVERSARY-DEMO-POLICE

Nell'aprile scorso, la stampa internazionale festeggiava trionfalmente il ritorno della Grecia sui mercati e l' élite economica ellenica accoglieva euforicamente le previsioni della Commissione Europea, in basi alle quali il Pil sarebbe cresciuto di uno 0,6%. "La crisi è finita", dicevano in molti. Ma la realtà è che quegli annunci volevano solo spingere l'elettorato a non lasciarsi tentare dalla proposta per un'altra Europa, presentata da Syriza e dal suo leader Alexis Tsipras, che alla fine è riuscito comunque a vincere le elezioni europee di misura con il 26,55%.

Passati sei mesi dalle consultazioni continentali, siamo costretti a raccontare di un paese ancora in emergenza sociale, deprivato di sovranità e in balia del memorandum della Ue. Il Partito Socialista Europeo a Bruxelles, per parte sua, non ha mutato la logica della spartizione delle poltrone nel nome degli "interessi" degli Stati, non ha messo nessun freno concreto alle politiche della Bce e del governo tedesco e non si oppone nemmeno alla stipulazione del TTIP a porte chiuse, anzi il nostro premier ha dichiarato: "Il trattato ha l'appoggio totale e incondizionato del governo". Ed è in questo clima di resa, che non incide solo sulle condizioni di vita dei cittadini europei, ma anche sulla salute della democrazia, che la Troika (Ue, Bce, Fmi) è tornata ad Atene.

Il triumvirato, incurante di quello che ha patito la Grecia negli ultimi anni, pretende 19 nuove riforme. Dopo i tagli agli stipendi e alle pensioni si chiede ancora di più: i funzionari europei pretendono di azzerare il buco scoperto da 2,6 miliardi di euro, previsto nel bilancio del 2015, attraverso l' eliminazione di ciò che resta del welfare e l'attacco alle categorie protette. Nello specifico si esige di portare l'età pensionabile a 65 anni, di apportare congiuntamente modifiche al sistema previdenziale, di incrementare ulteriormente i licenziamenti nel pubblico e nel privato.

Infine, come se non bastasse, la Troika "suggerisce" di aumentare l'Iva e di snellire la burocrazia per ottenere in tempi rapidi il pignoramento della prima casa dei proprietari morosi. Ricordiamo che tali proposte vengono avanzate in un paese che vanta una disoccupazione del 27% (60% tra i giovani).

Il premier Antonis Samaras, allievo modello delle politiche di austerity e marionetta nella mani di Angela Merkel, oggi prova a fare la parte di quello che sostiene gli interessi nazionali. Tramite il suo ministro delle Finanze, Gikas Hardouvelis, ha fatto sapere che le richieste dei creditori internazionali sono inaccettabili. Ma di soluzione alternative il leader conservatore, a capo del governo di larghe intese, non può offrirne. Forse punta solo ad una proroga, che non cambierà la sostanza per un paese sull'orlo del baratro.

Intanto, mentre la maggioranza dei cittadini ellenici vive in condizioni disperate, Wealth-X Agency ha redatto un rapporto che dice chiaramente che i milionari in Grecia sono aumentati fino a 565 unità (+16,7% rispetto al 2013) con un patrimonio complessivo di 70 miliardi di dollari. Inoltre la popolazione facoltosa del paese ha accresciuto i suoi capitali nell'ultimo anno, continuando a praticare sistematicamente l'evasione fiscale.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO