Tempesta in Forza Italia: Fitto chiede l'azzeramento, Bianconi invita Berlusconi ad andarsene

E' caos in Forza Italia, dopo i tragici risultati elettorali in Emilia Romagna e Calabria. I malpancisti: "Silvio vattene"

E' caos in Forza Italia, dopo i deludenti (c'è chi dice "tragici") risultati elettorali di ieri in Emilia Romagna e Calabria; è già successo nei mesi scorsi: ad ogni tornata elettorale si certifica sempre più chiaramente il baratro di consensi nel quale sembra essere scivolato il movimento politico che per 20 anni ha spadroneggiato in Italia e, ad ogni tornata elettorale, torna a coagularsi il fronte progressista all'interno di Forza Italia.

Un fronte che, come oramai abbiamo ben compreso, è "capitanato" dal campione di consensi pugliese Raffaele Fitto, non nuovo ad aspre critiche (e a litigate, anche pubbliche) nei confronti del leader naturale del partito, Silvio Berlusconi: un fronte che ieri si è allargato, e di molto, dopo che Maurizio Bianconi (che è noto per essere politico che non le manda a dire, nemmeno a Berlusconi, come dimostrato negli ultimi mesi) ha pubblicato sul suo Facebook questo post, a urne aperte (poco prima di mezzogiorno):

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L'invito è esplicito e chiaro: "Silvio, vattene". Raffaele Fitto, con un post sul suo blog, è ancora più duro: l'ex governatore pugliese chiede un totale azzeramento in Forza Italia, una vera e propria rifondazione dell'intero movimento a partire dalle basi (elettorali, politiche e, sopratutto, dei propri rappresentanti). Così l'europarlamentare pugliese:

"Mi auguro che nessuno si azzardi a minimizzare o a cercare alibi per il nostro drammatico risultato in Calabria e in Emilia Romagna, regione in cui siamo stati addirittura doppiati dalla Lega.

E sarà bene ricordare passo dopo passo tempi e modalità delle scelte che sono state compiute(con clamorosi errori) per definire le candidature e le alleanze. [...]

Dalle Europee a oggi, abbiamo perso 6 mesi. Che dovevano servire (come proposto da tanti di noi) sia per un serio rilancio sui contenuti, sia per un rinnovamento interno guidato dal coinvolgimento dei cittadini e dal superamento del metodo antistorico delle nomine e delle cooptazioni.

A questo punto, mi pare il minimo azzerare tutte le nomine, per dare il via a una fase di vero rinnovamento.

Non ha senso, è perfino incomprensibile la mortificazione umana e politica degli attuali deputati e senatori: da giorni tutti gli organi di informazione, senza alcuna smentita, accreditano la tesi della disistima da parte del presidente Berlusconi per i suoi parlamentari. [...]

Basta con i gruppi autoreferenziali che hanno determinato in questi mesi una politica e una comunicazione inefficaci e prive di qualunque credibilità, bocciate senza appello dai nostri elettori. E soprattutto basta con una linea politica incomprensibile, ambigua, che oscilla tra l’appiattimento assoluto verso il Governo nei giorni pari, e gli insulti al Governo nei giorni dispari.

Serve una opposizione che sfidi il Governo in positivo predisponendo e organizzando una chiara alternativa. Forza Italia, se vuole ancora avere un ruolo nella vita politica italiana e recuperare i milioni di elettori delusi e astenuti, deve letteralmente rifondarsi."

Le parole di Fitto sono come pietre su Forza Italia e certamente porteranno ad un regolamento di conti che, visti i toni, non potrà che essere definitivo: le possibilità sono molteplici, ma sembra che una cacciata sull'onda di quella di Fini possa essere l'unica soluzione, considerando che l'azionista di maggioranza di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha un "potere contrattuale" infinito nel movimento da lui stesso fondato.

Sembra infatti difficile che Berlusconi possa "abdicare" o comunque rispondere con favore alle richieste dell'opposizione interna al partito, che contesta aspramente quei tentativi (fino ad oggi, è innegabile, più che fallimentari) di incamerare nuove forze e nuovi consensi. Come sembra difficile, ancora di più, il compito del consigliere politico Giovanni Toti, che fino ad oggi sembra che di buoni consigli ne abbia dati ben pochi.

Insomma, la futura Forza Italia, almeno nelle intenzioni di Fitto, non dovrà essere la FI degli Zappacosta ma, tuttalpiù, una forza di centrodestra capace di coagulare nuovamente un ampissimo bacino elettorale.

E' evidente che allo stato attuale il fallimento del centrodestra è assoluto, come è evidente che Matteo Salvini, in tutto questo, fa la parte dello squalo: il centrodestra è oramai sempre più coagulato attorno alla Lega Nord, con quel progetto embrionale (ma nemmeno troppo) della Lega dei Popoli, che in luoghi come la periferia romana, la provincia campana, la Calabria e la Sicilia, potrebbe sorprendere.

E questo, in Forza Italia, fa paura più degli avvisi di garanzia. Almeno nella "nuova" Forza Italia.

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