Anagrafe degli eletti, una proposta rimasta nell’ombra

Palazzo di MontecitorioFinita la sbornia delle elezioni americane, che ancora una volta ci hanno dato una grande lezione di democrazia, torniamo a guardare entro i confini di casa nostra per esaminare un interessante proposta “democratizzante” lanciata dai radicali: creare un’anagrafe nazionale degli eletti.

Per quanto interessante (e a costo zero), la proposta è purtroppo rimasta decisamente all’ombra di altre questioni che probabilmente interessavano di più al congresso. Ma vediamo di cosa si tratta e perché potrebbe essere un elemento positivo per il sistema federalista basato proprio sulla responsabilizzazione di chi ci governa.

Nella sostanza, si tratta di mettere a disposizione dei cittadini l'operato di tutti gli eletti: dai Parlamentari ai Sindaci, per arrivare ai Consiglieri Regionali, Provinciali e Comunali.

L’idea, per la verità, non è neppure troppo nuova ma già collaudata nel mondo anglosassone, dove vengono messe a disposizione una serie di informazioni che in italia sono difficilmente reperibili: le attività principali degli eletti, le proposte presentate, quelle approvate, le presenze (o le assenze) alle sedute istituzionali e i singoli voti espressi.

Da noi, oltre ai cosiddetti dati ufficiali, ogni eletto dovrebbe pubblicare su internet - secondo la mozione conclusiva del congresso Radicale di Chianciano Terme - una sorta di curriculum politico comprendente la dichiarazione dei redditi, dei finanziamenti, dei doni e dei benefici ottenuti in virtù della carica ricoperta, l’elenco completo degli emolumenti ricevuti e delle spese effettuate.
Tutto ciò, insomma, che possa servire a meglio identificare (e giudicare) l’attività politica svolta.

Un’idea buona, a mio parere, che potrebbe aiutare i cittadini a meglio scegliere chi li deve rappresentare. Si potrebbe baypassare l’attuale autoreferenzialismo e la cosiddetta antipolitica, nata proprio per la sempre maggiore intolleranza di tali fenomeni da parte degli elettori.

Una buona idea che però è rimasta nell’ombra.

foto: Simone Ramella | flickr

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