I bambini del Califfato

Campi di addestramento al Jihad, dottrina e infanzia distrutta: come vivono i bambini nello Stato Islamico?

Come vive la sua infanzia un bambino nei territori conquistati dal Califfato?

Oramai abbiamo imparato che nello Stato Islamico è stato creato un complesso ed efficiente sistema di welfare islamico liberamente ispirato, e liberamente interpretante, alla Sharia, la legge islamica.

Un sistema che si occupa di distribuire pane e generi alimentari alla popolazione, che si occupa di risolvere le diatribe legali grazie al Tribunale della Sharia e che, in generale, si occupa (e preoccupa) della vita sociale e privata di chi vive nei territori del Califfato.

E' una vera e propria economia militare quella dello Stato Islamico, che vende petrolio in nero e incassa milioni di dollari dai rapimenti (45 milioni nel 2014, secondo il New York Times): in uno stato (o presunto tale) che addirittura stampa moneta (il vecchio Dinar) era inevitabile che anche il sistema scolastico venisse radicalmente islamizzato e militarizzato.

Nel video che vi proponiamo in testa al post, e che potete visualizzare anche qui fino a quanto YouTube non deciderà di cancellarlo dalla piattaforma, alcuni bambini su un bus, passamontagna scuri in testa, vengono portati ad un campo di addestramento nelle desertiche campagne attorno alla "capitale" del Califfato, al-Raqqa.

I bambini intonano canti e inni al Jihad, già in stato avanzato di indottrinamento: non è la prima volta che dalla Siria arrivano tragiche immagini di bambini che inneggiano alla guerra santa ed alla violenza, con armi in mano o addirittura sui campi di battaglia. L'inferno della guerra in Siria ha choccato il mondo quando, nel 2011, un bambino fu ritratto da un fotografo sigaretta in bocca e kalashnikov in braccio, tra le macerie della città di Aleppo: una foto choc, seppur confezionata, ma che ritraeva ben altri tempi.

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Oggi i bambini sono le principali vittime dello Stato Islamico, che massacra davanti ai loro occhi centinaia di persone ogni giorno strappando il loro diritto all'infanzia come si strappa il diritto internazionale: sono centinaia i video che la redazione di Blogo ha potuto visionare nei quali si mostrano ferocissime esecuzioni con i bambini in prima fila ad assistere all'orrore jihadista.

Non siamo alla costrizione, come erroneamente si scrive: la dottrina, "l'abitudine" di questi bambini alla violenza, fa di loro l'arma più potente in mano al Califfato. Ci sono bambini che, nello Stato Islamico, ci nascono e ci cresceranno.

I campi di addestramento sono uno dei "sogni" dei bambini del Califfo, che si preparano a versare il proprio sangue per il leader Abu Bakr al-Baghdadi: lo confessano davanti alle telecamere, negli occhi c'è l'innocenza di chi non comprende la portata delle parole che pronuncia, l'innocenza del gioco che, in breve, verrà distrutto.

Questo mese un video pubblicato su YouTube ritraeva due bambini di nazionalità francese con il mitra in mano, inneggianti al Califfo ed allo Stato Islamico ed indicanti Allah: erano a Raqqa.

SYRIA-CONFLICT

Se possibile i bambini sono l'arma di distruzione di massa più potente che il Califfo sta utilizzando: crea distruzione, crea sgomento osservare come da un lato (nei bombardamenti dell'aviazione siriana) i bambini siano vittime e dall'altro (nei territori del Califfato) siano vittime che si stanno tramutando in carnefici: sono gli effetti distruttivi di una guerra civile che va avanti da 5 anni e che da 2 si è inasprita fortemente, con l'avvento dello Stato Islamico.

Mentre, parimenti, l'occidente osserva "prudente", in Siria e in Iraq l'infanzia è divenuta pretesto di morte e sangue, strappata a quell'innocenza che diviene colpevolezza prima e pena capitale poi.

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