Francia: Guida anti-jihad per insegnanti nelle scuole di Poitiers

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Najat Vallaud-Belkacem, ministro dell'Istruzione francese

Carlo Martello, che vinse l'esercito arabo-berbero musulmano di al-Andalus a Poitiers nel 732, è tornato. Permetteteci un pizzico di (amara) ironia in apertura, quanto meno per far fronte allo sconcerto che si prova nell'apprendere notizie come quella che sto per darvi.

Il provveditorato di Poitiers, che ha decisamente in mente un modello scolastico all'insegna del "sorvegliare e punire", ha diffuso una guida anti-jihad nelle scuole. Questa ha la finalità di aiutare presidi ed insegnati ad individuare studenti che potrebbero aderire all'Islam radicale. L'iniziativa è nata in risposta alle partenze di molti giovani francesi verso le Siria, al fine di arruolarsi nelle milizie dell'Is (Stato Islamico).


Il documento "illuminato" mostra, in 14 pagine di PowerPoint, quali sarebbero le modalità per individuare "l'intruso". Innanzitutto bisogna saper cogliere i 7 segni esterni di radicalizzazione: (come la barba lunga non curata, perdita di peso legata a digiuni). Poi, si passa al riconoscimento degli "ideal-tipi" che sarebbero la personificazione dei nostri nemici. C'è il modello Lancillotto (studente che tende al sacrificio), c'è il Modello Madre Teresa (studente che dice di voler partire in Medio Oriente per ragioni umanitarie), c'è il modello Zeus (studente che mostra una volontà di potenza), c'è il modello Portatore d'acqua (studente che ha bisogno di costruire la propria identità nell'appartenenza ad un gruppo) e, infine, c'è il modello GI (studente che va alla ricerca dello scontro e della lotta).

Siamo vicini a qualcosa di molto simile alla propaganda antisemita, che descrive l'ebreo con il naso adunco e un temperamento avaro e rapace.

Si dovrebbe, forse, procedere all'immediato licenziamento di chi ha ideato e realizzato una simile iniziativa. E invece no. Il ministro dell'Istruzione socialista, Najat Vallaud-Belkacem, ha minimizzato, affermando che "il documento è migliorabile" e che "non può essere ridotto ad alcuni flash interpretati al di fuori dal loro contesto e ad alcuni contenuti che appaiono inappropriati e possono legittimamente scioccare".

Ovviamente le dichiarazioni del ministro, di origine marocchina, non convincono. Quando si presenta un testo del genere, quello che "sconvolge" ha inevitabilmente un ruolo molto più potente sull'opinione pubblica di quanto non abbia il resto. E quello che è passato è un messaggio fascista, non ci sono altri aggettivi possibili. Inoltre, Vallaud-Belkacem sa benissimo che il documento è stato redatto da un team di 10 persone "addetti alla sicurezza accademica", senza il supporto imprescindibile da parte di chi ha reali competenze sul fenomeno dello jihadismo internazionale (che viene declinato in molte modalità differenti). Dunque, siamo dinanzi ad una precisa volontà propagandistica e non realmente pedagogica.

A protestare contro il provveditorato è stato il collettivo contro l’islamofobia in Francia (CCIF), che ha chiesto l'immediata apertura di un'indagine di carattere amministrativo. A tuonare contro l'ignobile PowerPoint è stato anche Boubaker El Hadj Amor. L’Imam della moschea di Poitiers ha dichiarato che in questo modo "si mettono i musulmani all'indice".

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