Renzi a Catania: “Se riparte il Sud riparte l’Italia”. La piazza lo contesta

Irpinia, Sicilia e Calabria in un sol giorno, un blitz che sembra un atto dovuto nei confronti di territori molto spesso marginali nel progetto politico del premier. Tensioni in piazza a Catania

Sono passati nove mesi da quando Matteo Renzi ha preso le redini del Governo e proprio oggi sono stati diffusi i dati sulla disoccupazione che ha toccato il 13,2% nel mese di ottobre ovverosia la percentuale più alta dal 1977 ovverosia da quando sono iniziate le serie mensili.

In questo scenario a tinte fosche, a un mese da un Natale che si prospetta di “magro” e a una settimana dallo sciopero generale che si potrebbe esplosivamente mescolare a una nuova protesta dei Forconi, Matteo Renzi ha programmato un’incursione al Sud, in Irpinia, a Reggio Calabria e a Catania. In Sicilia il premier ha incassato la protesta di una cinquantina di manifestanti appartenenti a organismi sindacali della Cisl e della Fsi, a collettivi, associazioni e movimenti catanese

Io non ci sto chiuso nel palazzo, ho fatto il sindaco. Contestazioni o no, staremo in mezzo alla gente tutte le settimane. Si stancheranno prima loro, noi non ci stanchiamo,

ha risposto il premier sottolineando come la risoluzione dei problemi del Mezzogiorno sia strettamente connessa a una nuova fase di sviluppo del Paese.

Credo che oggi qui ci sia un messaggio di speranza da dare: che le idee possono smettere di essere sogni e diventare realtà. Credo che il luogo, la residenza di questa sfida, sia in questo palazzo. Naturalmente dobbiamo fare di più, dobbiamo far meglio tutti. Però intanto io vorrei dire che anche questo è Sud e non è soltanto un racconto negativo quello che viene fuori. Se riparte il sud riparte l'Italia. Questa è la priorità,

ha poi aggiunto il Presidente del Consiglio. Ci sono state alcune tensioni fra un altro mini-corteo di venti persone appartenenti ai centri sociali e una ventina di persone che volevano arrivare a Piazza del Duomo.

“Vergogna, vergogna, no allo stato di polizia” sarebbe stato il coro scandito dai manifestanti contro il premier.

L’altra tappa del blitz di Renzi al Sud Italia è quella a Reggio Calabria, dove, davanti allo stabilimento dell’Ansaldobreda, ci sono 500 persone che attendono l’arrivo del premier.

Abbiamo perso un milione di posti di lavoro in sei anni. Ci vuole tempo per recuperare. Intanto abbiamo oltre centomila nuovi assunti perché ci sono aziende che vanno avanti, ricordiamoci. Quindi, coraggio che ce la facciamo,

ha detto il premier citando (forse) le anticipazioni delle Comunicazioni Obbligatorie dell’ultimo trimestre fresche di giornata. Ci permettiamo di aggiungere un “forse” perché se il riferimento è alle cifre citate dal Ministero del Lavoro il saldo in attivo nel trimestre luglio-settembre è stato di 59mila assunti in più. Cioè poco più della metà di quanto dichiarato.

Renzi ha poi aggiunto che il Governo si farà garante dello sblocco dei fondi europei non spesi, risorsa importante specialmente per il Sud.

Il blitz si chiuderà a in Irpinia. Un’operazione che appare un atto dovuto verso un Sud spesso ai margini dell’interesse e dei frequenti viaggi di Renzi, proprio nel giorno in cui la Lega ha annunciato che correrà al Sud con una lista con il nome del leader Matteo Salvini.

Matteo Renzi in tour nelle fabbriche

Via | Il Messaggero

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