Pdl e centrodestra a zig-zag: Berlusconi chiede aiuto a Briatore. Alfano senza ... "quid"

Per schiarirsi le idee sul futuro del Pdl e del centrodestra dopo la debacle delle urne siciliane Silvio Berlusconi è andato in Kenya, gradito ospite per una settimana nel lussuosissimo “Lion in the sun” di Flavio Briatore, a Malindi. L’antico adagio recitava: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” e il Cavaliere i suoi amici sembra proprio caparli nel mazzo. I consigli dell’ex manager di Formula uno saranno certamente preziosi per l’ex premier, orientato ad abbandonare il partito del “predellino” in agonia, riaprendo la vecchia bottega di Forza Italia, con tre-quattro liste “federate”, una specie di luccichino per le allodole con l’obiettivo di arginare la fuga di consensi dopo le delusioni e i fallimenti degli ultimi mesi.

Una decisione, forse, sarà presa nell’Ufficio di presidenza del Pdl il 7 novembre, con Angelino Alfano che rischia di rimanere isolato, con il cerino in mano. Il segretario del Pdl è costretto a stare al gioco del padrone, come il “cane” del contadino abbaia da lontano, per rientrare mesto nella tana e con la coda fra le gambe appena il padrone alza il bastone. Insomma, più che burattinaio, il segretario del Pdl fa il burattino: un tester per il “Ghe pensi mi”, con trovate che lasciano il tempo che trovano (come il bluff election day per risparmiare 100 milioni o la farsa delle primarie del Pdl senza più un euro in cassa dopo montagne di soldi incassati dal finanziamento pubblico), ma utili per capire attraverso i sondaggi se andare avanti o cambiare direzione.

In pratica è uno continuo stop and go, un dire e contraddire, un infinito gioco a chi la spara più grossa. Un esempio? Non più Mario Monti, ma Angela Merkel sarà l'obiettivo degli attacchi del Pdl in campagna elettorale secondo la nuova linea dettata dal capo, spiazzando Angelino e dintorni. Dietrofront anche sul laudatissimo Porcellum, da sostituire con il modello spagnolo.

Alfano non ce la fa più a star dietro alle giravolte del Cav e per ridarsi un tono si rilancia (si fa per dire) con uno spot su facebook sulle primarie del Pdl, messaggio di tipo sovietico, aperto e chiuso da un jingle che dire penoso è poco. In maniche di camice, quasi stralunato, moscio come il tricolore di fianco, Alfano balbetta: "Ieri due ore di lavoro con i coordinatori regionali del Popolo delle Libertà e un lavoro straordinario, quello di mettere in piedi le primarie. Non abbiamo grande esperienza però pensiamo di farcela - aggiunge - Su ogni città insisteranno tanti seggi elettorali e faremo in modo che tantissima gente possa partecipare. Noi crediamo che da lì possa ricominciare il rinascimento azzurro, il rinascimento del centrodestra". Più che un venditore di tappeti, un mezzo sensale di campagna. Ha ragione –per una volta- il Cav: Angelino non ha il “quid”.

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