Gorbaciov in Val Padana: il meeting World Political Forum a Bosco Marengo

World Political Forum: Gorbaciov a Bosco Marengo

Si è conclusa ieri a Bosco Marengo l’ultima conferenza internazionale del World Political Forum, istituzione fondata e presieduta da Mikhail Gorbaciov. Del forum fanno parte, per citarne solo alcuni, personaggi come Helmut Kohl, Wojciech Jaruzelski, Giulio Andreotti, Bono Vox (vi sareste stupiti del contrario?), Francesco Cossiga, Jacques Delors, Ralf Dahrendorf e molti altri. .

Lo scopo dichiarato di un’insieme così eterogeneo di persone è discutere, individuare e suggerire le soluzioni per una governance della globalizzazione e per "le cruciali problematiche che affliggono oggi il genere umano". Il forum viene convocato periodicamente in varie città italiane e straniere, ma la sua sede ufficiale è il complesso monumentale di S. Croce, un convento del ‘500 situato in un paesino che risponde al nome di Bosco Marengo, in Provincia di Alessandria.

Il Titolo della conferenza è “Human Rights and Democracy in a Globalized World”. Sottotitolo: "La struttura attuale dei Diritti dell’Uomo può servire ancora da modello per l’architettura reale della nuova governance mondiale?” Un quesito facile facile. Il programma dei due giorni di dibattiti e conferenze è ricco di nomi interessanti: oltre a Gorbaciov intervengono Giulietto Chiesa, Danielle Mitterrand e diverse altre personalità importanti. Decido che non posso perdermela: intervisterò Gorbaciov.

World Political Forum: Gorbaciov a Bosco Marengo
World Political Forum: Gorbaciov a Bosco Marengo
World Political Forum: Gorbaciov a Bosco Marengo
World Political Forum: Gorbaciov a Bosco Marengo
World Political Forum: Gorbaciov a Bosco Marengo

Così giovedì 6, il primo giorno di forum, parto fiducioso alla volta di Bosco Marengo con l’intenzione di strappare un’intervista esclusiva a Gorbaciov in persona. Per raggiungere la sede del forum devo attraversare uno dei territori in assoluto più squallidi della Pianura Padana, costeggiando un immenso polo chimico che sembra una spettrale astronave e passando per paesini dai nomi ameni come Spinetta o Frugarolo.

Quando arrivo al convento di Santa Croce devo ammettere che la sede se la sono scelta bene: struttura storica e di valore artistico e architettonico, chiostro con fontanella zampillante che fa molto pace dello spirito, sala riunioni sobria, ma di design. Mentre termino di registrarmi per l’accredito stampa mi volto per caso e mi trovo a due passi da Mikhail Gorbaciov accompagnato da Giulietto Chiesa. Per un attimo rimango come straniato: certo lo avevo visto centinaia di volte nei tg degli anni ’80 e poi come testimonial negli spot di Pizza Hut e Louis Vuitton, ma trovarselo davanti in mezzo al nulla della pianura padana è un’altra cosa.

A dire il vero trovarselo davanti e basta dovrebbe fare comunque un certo effetto, ma trovarselo davanti a Bosco Marengo, vicino a Spinetta e Frugarolo, ha un sapore ancora più strano. Guardo bene la macchia sulla fronte: è davvero lui, invecchiato certo, ma è proprio lui che si dirige con passo sicuro verso la sala riunioni. Abbandono al volo il bancone degli accrediti per scattare le foto che vedete nella gallery e tentare di ottenere un’intervista che, purtroppo, non sarà concessa.

Ovviamente la conferenza inizia con i canonici saluti delle autorità: il Sindaco di Bosco Marengo, il Presidente della Provincia, il Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, su su fino al saluto iniziale di Mikhail Sergevic.

Nel suo intervento Gorbaciov ribadisce il concetto di perestrojka e di un modello di società che unisca etica, economia, politica e morale: con la crisi economica che imperversa, oggi anche per gli Stati Uniti è necessario cambiare il modo di relazionarsi con il resto del mondo, per passare dall’attuale situazione sbilanciata a un maggiore equilibrio nei rapporti internazionali.

Dopo i saluti iniziali hanno inizio i lavori veri e propri: sessione plenaria, panel, wokshop, tutte variazioni sul tema dei diritti umani e di come siano attuali e attuabili nel mondo contemporaneo. Molto interessante, senza dubbio; anche se ci si trova a Bosco Marengo, a due passi da Spinetta e Frugarolo, sembra di assistere a una riunione del Palazzo di Vetro.

A un certo punto, però, mi si piantano nella testa due parole: “circolo culturale”. Voglio dire: i temi sul tavolo sono tutti interessanti, così come i nomi coinvolti sono tutti importanti e autorevoli (ex presidenti, un’ex first lady, ex vice-ministri, ex pezzi grossi dell’ONU o di altri enti, molti docenti di diritto internazionale).

Ma continuo a chiedermi: tutto questo che peso ha? Questo “consiglio di saggi” ha un qualche potere di influire positivamente sulle problematiche della globalizzazione? Detto più brutalmente: chi oggi comanda sta ad ascoltare quello che si dice in queste bellissime riunioni?

E per tutto il tempo che assisto ai lavori mi chiedo cosa succederà quando tutte queste persone avranno terminato i workshop, i panel e le sessioni plenarie, quando la cena di gala sarà finita e ci si sarà dati appuntamento alla prossima conferenza (12-13 febbraio 2009, al Parlamento europeo)

Abbandono il forum intorno alle sette di sera, con le ultime discussioni che ancora proseguono e pochi stoici rimasti a seguirle. Ripercorro in macchina il tragitto attraverso Frugarolo e Spinetta Marengo e fermo la macchina nei pressi del polo chimico. Con il buio e tutte le sue luci accese ha un’aria ancora più spettrale. Osservo i tubi, le torri d’acciaio e le nuvole di fumo che salgono verso l’alto.

Osservo i campi e i terreni contaminati da cromo esavalente e, al pensiero che a pochi chilometri di distanza, all’interno di un vecchio convento si sta discutendo di come governare la globalizzazione e salvare il pianeta mi viene quasi un moto di tenerezza.

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