Israele, è ufficiale: Parlamento sciolto, si va al voto il 17 marzo 2015

Il Parlamento israeliano ha votato in favore del proprio scioglimento.

Lunedì 8 dicembre 2014 - I membri della Knesset hanno votato in terza lettura con 93 sì e nessun voto contrario allo scioglimento del Parlamento. È dunque ufficiale che in Israele si terranno le elezioni il 17 marzo 2015.

Netanyahu licenzia due ministri


Mercoledì 3 dicembre 2014

10.01 - Secondo quanto scrive il quotidiano israeliano Haaretz le prossime elezioni parlamentari in Israele si terranno il 17 marzo 2015.

Ieri il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha licenziato il ministro della giustizia Tzipi Livni e quello delle finanze Yair Lapid, entrambi esponenti di centro e che avevano attaccato il governo sull'avvicinamento del primo ministro alle posizioni degli ultraortodossi: Netanyahu ha così annunciato elezioni anticipate dovute alla crisi nella maggioranza di governo, elezioni che dovrebbero tenersi tra marzo ed aprile.

"Nelle recenti settimane, incluse le ultime 24 ore, i ministri Lapid e Livni hanno aspramente attaccato il governo che guido. Non tollero più alcuna opposizione all'interno del governo nè ministri che da dentro il governo attaccano le politiche del governo stesso e i suoi leader. [...] pertanto al più presto verrà stabilita la data delle elezioni anticipate per avere un chiaro mandato dal popolo di Israele."

La notizia arriva proprio nel giorno in cui il parlamento di Parigi riconosce lo Stato Palestinese come stato indipendente ed al termine di una vera e propria escalation di dichiarazioni al vetriolo nel governo di Tel Aviv.

La decisione di Netanyahu di rompere la coalizione è giunta dopo un incontro con Lapid, che era mirato ad appianare le differenze, ma si è concluso in un fallimento: il governo israeliano ha quindi emesso una nota, contenente la notizia dell'annuncio del siluramento dei due esponenti del governo, e successivamente Netanyahu ha tenuto una conferenza stampa.

Il voto è atteso, probabilmente, all'inizio del 2015 (tra marzo ed aprile) e giungerà in un periodo di crescenti violenze fra israeliani e palestinesi, legate in particolare alle tensioni sulla Spianata delle moschee a Gerusalemme: l'unità del governo Netanyahu si è avuta unicamente durante i 50 drammatici giorni di guerra a Gaza.

Per il resto, sono molte le divergenze che hanno alimentato malumori e polemiche nell'esecutivo: la spaccatura sul fallimento dei colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti, sui nuovi insediamenti di coloni in Cisgiordania, sulla risposta di Israele ai nuovi attacchi di Hamas, tutti elementi esplosivi che sarebbero detonati ieri con la cacciata dei due ministri.

I quali non la mandano certo a dire al premier Netanyahu: al primo ministro i due avevano dato dell'"irresponsabile" parlando dell'avvicinamento del premier agli ultraortodossi, sempre in vista di un ampio consenso elettorale che avrebbe però allontanato il governo dalla grande parte del paese:

"Siamo tristi nel vedere che il primo ministro ha scelto di agire senza considerazione dell'interesse nazionale e di trascinare Israele verso elezioni non necessarie."

ha detto ieri Lapid commentando la decisione.

Israelis Killed In Synagogue Attack

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