Mafia Capitale, Ignazio Marino rifiuta la scorta

Dalle intercettazioni effettuate nell'abito dell'inchiesta Terra di Mezzo emerge che il sindaco Ignazio Marino era visto come un "ostacolo ai disegni criminali".

Venerdì 26 dicembre 2014 - Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha confermato la sua rinuncia alla scorta. Qualche giorno fa il prefetto Giuseppe Pecoraro gliel'aveva consigliata e lui aveva detto di non volerla, ora è arrivata la lettera ufficiale, ma la risposta è la stessa: il primo cittadino rifiuta la scorta.

Nella lettera arrivata qualche giorno fa in Campidoglio dalla Prefettura si legge che al sindaco devono essere assicurate "misure di protezione personale" e si prevedeva un servizio di livello 4, cioè un'auto non blindata, perché dall'inchiesta Terra di Mezzo risultava che Marino era visto come un "ostacolo ai disegni criminali".

Marino però conferma che preferisce che le forze di sicurezza pubblica siano impiegate per la città e per la difesa dei cittadini.

Iniziano i lavoro della commissione di indagine


Martedì 16 dicembre 2014, ore 9:00

- Iniziano stamattina i lavori della commissione di indagine nominata ieri pomeriggio dal ministro Alfano che si occuperà di accesso e accertamento sugli atti del Comune di Roma. La commissione è composta dal prefetto Marilisa Magno, dal viceprefetto Enza Caporale e da Massimiliano Bardani, dirigente del Ministero dell'Economia.

I tre già stamattina incontreranno il sindaco Marino che dovrà fornire accesso a tutti gli atti del Campidoglio sugli episodi incriminati. Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una sola volta per ulteriori tre mesi, la Commissione dovrà portare a termine gli accertamenti e presentare al Prefetto le proprie conclusioni.

18:50 - Il giudice Alfonso Sabella farà parte della giunta del Campidoglio in qualità di assessore alla Legalità, la Trasparenza e gli Appalti. Sabella, che ha 52 anni ed è originario di Bivona, nell'Agrigentino, è stato fortemente voluto dal sindaco Ignazio Marino. Fu lui da pm a Palermo a catturare i boss Bagarella, Brusca e Cuntrera.

Giovedì 11 dicembre 2014 - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ricordato anche oggi, di prima mattina, che il governo domani si riunirà per prendere misure straordinarie sul problema della corruzione e prendere decisioni importanti dopo lo scandalo scoppiato nella Capitale con l'inchiesta Terra di Mezzo. Il Premier, attraverso Twitter, alle 8 di stamattina ha scritto che non è serio che in Italia su 50mila carcerati solo 257 siano stati messi dentro per corruzione.

Cdm spostato a venerdì 12 dicembre


Mercoledì 10 dicembre 2014, ore 15:50 -

Il Consiglio dei Ministri, già convocato per giovedì 11 dicembre alle ore 8:00, è stato posticipato a venerdì 12 dicembre 2014 alle ore 18.00 a Palazzo Chigi.

Lo fa sapere la Presidenza del Consiglio, che sposta di 36 ore circa l'incontro tra i membri del governo che discuteranno di nuove misure penali per fronteggiare la corruzione.

Renzi convoca Cdm su Mafia Capitale


Martedì 9 dicembre 2014

Tramite un video rilanciato via Twitter, il premier Renzi annuncia che giovedì mattina porterà in Consiglio dei ministri 4 proposte di modifica al codice penale per inasprire le pene per i corrotti.

Le modifiche riguardano: allungamento del periodo di prescrizione, aumento da 4 a 6 anni della pena minima, semplificazione nella confisca dei beni e restituzione del maltolto.

Martedì 9 dicembre 2014 – Si allontana l'ipotesi di scioglimento del Comune di Roma per mafia. Il ministro Alfano ha incaricato il prefetto della Capitale, Pecoraro, di effettuare accertamenti sull'operato del Campidoglio, concedendogli accesso agli atti del Comune. A partire da oggi, il Prefetto vaglierà gli atti del Comune e riferirà poi al Governo. Dagli esiti di questi accertamenti dipenderà la decisione di chiedere o meno il commissariamento del Comune.

Renzi: "Non lasceremo Roma in mano ai ladri"


Lunedì 8 dicembre 2014

19:15 - Il sindaco della Capitale Ignazio Marino ha annunciato che il Comune di Roma si costituirà parte civile nell'ambito dell'inchiesta Terra di Mezzo e ha ribadito che non si dimetterà. Il primo cittadino ha anche raccontato di essersi incontrato sia con il prefetto di Roma sia con il ministro dell'Interno e di avere intenzione di continuare a "fare pulizia", facendo differenza "tra chi è dalla parte del malaffare e chi sta cercando di riportare questa città alla legalità".

15:30 - Durante l'incontro con i giovani del Pd, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato quanto sta succedendo a Roma nell'ambito dell'inchiesta Terra di Mezzo e ha detto:

"Noi non sappiamo se quello che sta emergendo dipinge il quadro di un atteggiamento di tangenti all'amatriciana o di mafiosi pericolosi. Non lasceremo la Capitale in mano ai ladri. A me lo sdegno delle prime 48 ore non basta, lo sdegno per cui i giornali, i partiti si fanno vedere contriti non mi interessa. Mi interessa che si vada rapidamente a fare processi e i giudici dicano chi è colpevole e chi no, e chi è colpevole paghi fino all'ultimo centesimo e all'ultimo giorno perché non è possibile che in Italia non paghi nessuno. Non mi basta che tutti facciano finta di essere sconvolti e poi non paghi nessuno. Ogni giorno che passerà sarà un giorno in cui chiederemo che si faccia velocemente il processo che si deve fare, che chi ha pagato non abbia nulla a che fare con la cosa pubblica, chi delinque paghi la sua pena. Il Pd chiede che l'Italia dimostri una cosa sola: è il tempo della giustizia e la giustizia si deve presentare di fronte ai cittadini con processi veloci, giusti e anche con processi che distinguano chi ha rubato da chi da una settimana non dorme semplicemente perché gli hanno trovato una foto di quattro anni fa. Voglio dire, farsi un selfie non è come prendere una tangente"

13:32 - Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha detto che rifiuterà la scorta e che gli agenti è meglio che siano impiegati per la sicurezza nelle periferie della Capitale. Il primo cittadino ha detto che incontrerà domani il prefetto Giuseppe Pecoraro che ha prospettato per lui una maggiore protezione.

Marino ha aggiunto:

"Semmai mi nterrogherei sulle centinaia di persone che in questa citta' hanno una scorta forse non necessaria"

Poi, alludendo all'inchiesta sulla mafia a Roma, ha detto:

"Adesso faremo un po' di raccolta differenziata per dividere i buoni dai cattivi"

13:15 - La Procura di Roma ha detto che non ci sono riscontri sui trasferimenti di soldi da parte di Gianni Alemanno all'estero, a differenza di quanto detto da Luca Odevaine, una persona che l'ex sindaco di Roma ha definito come "evidentemente ostile" in quanto braccio destro di Walter Veltroni.

Lunedì 8 dicembre 2014 - Mentre nelle ultime ore non si fa che parlare delle intercettazioni dalle quali emergerebbe che l'ex sindaco Alemanno portava soldi in Argentina (una notizia definita dall'interessato "una millanteria"), il Presidente dell'Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone in una intervista a Repubblica dice che in Italia c'è un clima simile al '93 perché sembra di essere tornati a Mani Pulite e la gente ovunque lo incontri gli chiede "di mandarli tutti in carcere" e la generalizzazione nel considerare tutta la politica corrotta lo preoccupa.
Cantone spiega:

"Noi dell'Anac non arrestiamo nessuno e il nostro compito è molto meno evidente nei risultati, ma ha un obiettivo più ambizioso: provare a prevenire la corruzione"

poi aggiunge:

"Vorrei che l'indignazione di un giorno delle persone e della politica fosse sostituita da un impegno duraturo. La corruzione non è un male che si vince urlando due giorni, c'è bisogno di cambiamenti radicali da parte della politica e dei cittadini"

Marino: "Roma non è città di mafiosi


Domenica 7 dicembre 2014

15:10 - In tanti, in queste ore, hanno chiesto a gran voce le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino, non coinvolto in prima persona nello scandalo Mafia Capitale esploso negli ultimi giorni. Lo ha chiesto il Movimento 5 Stelle e lo ha chiesto anche Forza Italia tramite il suo leader Silvio Berlusconi.

Oggi il sindaco Marino è tornato sull’argomento, spiegando che non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro:

Ha mai sentito parlare del leader di Forza Italia? In questo momento sta scontando una pena ed è il presidente del Consiglio che si rifiutò di procedere allo scioglimento del comune di Fondi per mafia. Le sembra che questo sia il pulpito da cui devo ascoltare delle prediche?

Marino, in carica dal giugno dello scorso anno, ai microfoni di RaiNews24, ha ribadito quello che in molti, a cominciare dal ministro per la Riforme Istituzionali, Maria Elena Boschi, hanno sostenuto a più riprese:

Io mi rifiuto di avvalorare l'idea che Roma sia una città di mafiosi. Prima c'era la Roma ladrona ora la Roma mafiosa. La stragrande maggioranza dei romani sono persone perbene e in questo momento soffrono per la crisi economica e la mancanza di lavoro. Questa è la Roma che conosco.

E, ancora,

Io spero che quello che è stato sottratto al pubblico possa essere restituito ed utilizzato nell'interesse dei cittadini.

Poi, entrando nel merito di quanto accaduto prima del suo arrivo in Campidoglio, ha precisato:

Io non sono un investigatore ma dal momento in cui mi sono insediato in Campidoglio mi resi conto che alcune questioni non andavano. E' stato poi un susseguirsi di denunce che ho fatto al procuratore Pignatone e di cambiamenti nelle società principali [...] C'è stata molta più attenzione sulla pedonalizzazione dei Fori imperiali piuttosto che sulle altre scosse fortissime che io ho messo in atto da subito: ad esempio la chiusura della discarica di Malagrotta o l'aver mandato via il consiglio d'amministrazione di Assicurazioni di Roma. Perchè le decisioni che io ho preso non sono state prese nei cinque anni precedenti? Questo bisognerebbe domandarsi...

Mafia Capitale, il ministro Boschi: "Non ci sono gli estremi per il commissariamento"

13:20 - Il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha spiegato oggi che per la Capitale, dopo che saranno state valutate tutte le carte dell’inchiesta, si profilano tre ipotesi:

O un accesso agli atti, o lo scioglimento o una terza via che prevede di non intervenire essendo in corso l’attività giudiziaria.

Il Prefetto ha però precisato che prima di arrivare a una decisione dovrà riferire al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che nei giorni scorsi aveva dichiarato:

Valuterò con ogni attenzione quel che il prefetto di Roma mi farà avere dopo avere studiato le 1200 pagine dell'ordinanza. […] La mia valutazione è che Roma non è una città marcia, Roma non è una città sporca, è una città sana. Se c'è qualcuno che ha rubato va punito quel qualcuno, senza criminalizzare un'intera comunità e una intera città, che è sana e che è forte.

Domenica 7 dicembre 2014 - Il ministro Maria Elena Boschi è intervenuto sull’ipotesi di commissariamento del Comune di Roma in seguito allo scandalo mafia. Il suo è un No categorico:

È giusto individuare le responsabilità ma attenzione a tirare in mezzo il Comune di Roma. Per arrivare al commissariamento ci vogliono estremi di legge precisi e qui non ci sono estremi. Marino deve restare e governare bene.

Mentre in tanti chiedono le dimissioni del sindaco Ignazio Marino - dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia - il Ministro invita tutti a fare una chiara distinzione tra chi è indagato e chi non lo è:

Bisogna fare processi presto senza sconti a nessuno ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio perché non tutti hanno rubato. È giusto che escano nomi e cognomi e si individuano responsabilità specifiche ma il Pd è intervenuto subito, gli altri non mi pare che stiano facendo pulizia.

Proprio oggi Matteo Orfini, Presidente del Partito Democratico, ha annunciato via Twitter che Daniele Ozzimo, Mirko Coratti, Eugenio Patanè si sono auto-sospesi in attesa che la loro posizione venga chiarita.

Mafia Capitale, il M5S occupa la sala consiliare del Campidoglio

Il Movimento 5 Stelle ha indetto una manifestazione di protesta in piazza del Campidoglio, iniziata mentre all'interno dell'Aula Giulio Cesare si votava il successore di Mirko Coratti, il presidente del consiglio comunale che si è dimesso perché coinvolto nell'inchiesta (al suo posto è stata eletta Valeria Baglio). Alcuni esponenti del M5S, guidati da Luigi di Maio e Nicola Morra, hanno continuato a chiedere lo scioglimento per mafia della giunta, rifiutando l'offerta di Ignazio Marino di varare una giunta di "larghe intese" che comprendesse anche i pentastellati. Diversi esponenti del movimento hanno poi tentato di irrompere in Aula Giulio Cesare per occuparla, agitando cartelli con la foto di Ignazio Marino con Salvatore Buzzi.

L'ipotesi scioglimento per mafia


Venerdì 5 dicembre 2014

Lo scandalo Mafia Capitale rischia di portare alla fine anticipata dell'attuale consiliatura, con lo scioglimento della giunta Marino, il commissariamento del Campidoglio e le elezioni anticipate. La proposta di scioglimento, lanciata per prima dal Movimento 5 Stelle subito dopo la notizia dell'inchiesta, è ora sul tavolo del prefetto di Roma Pecoraro.

Il prefetto, che negli ultimi mesi ha avuto diversi scontri con Ignazio Marino, prima per la questione dell'iscrizione dei matrimoni gay, poi per la storia della Panda del sindaco parcheggiata nei posti riservati del Senato, ha dichiarato

Stiamo leggendo le carte e nei prossimi giorni presenteremo le nostre valutazioni al ministro. Bisogna comunque tenere conto che siamo la capitale e la nostra decisione, qualunque essa sia, riguarderà tutto il nostro Paese

Insomma, cautela ma anche possibilismo da parte di chi ieri sera ha chiesto al sindaco Marino di accettare la scorta e smettere di girare in bici.

Pecoraro ha ricordato che già nel 2011 parlò della presenza a Roma di "un tipo diverso di delinquenza, che non è la tradizionale mafia, ma quella di soggetti criminali che puntano ad inserirsi nel mondo degli affari", all'indomani del sequestro del Cafè de Paris e di altri locali del centro, che erano finiti in mano alla criminalità organizzata.

E stamattina, dalle pagine del Messaggero, il ministro dell'Interno Alfano invita alla cautela riguardo il possibile commissariamento del Campidoglio, atto che avrebbe a questo punto anche una valenza politica da non sottovalutare. "È bene andarci con i piedi di piombo", dichiara il ministro.

E intanto lo scandalo rischia di allargarsi anche alla Regione Lazio, dove il presidente Nicola Zingaretti ha deciso di sospendere tutte le gare d'appalto in corso e verificare quelle passate. L'eventuale commissariamento del Campidoglio potrebbe avere un effetto domino anche sulla Pisana.

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