Grecia: Fallito il primo tentativo di eleggere il Presidente della Repubblica

Tsipras vede le elezioni anticipate più vicine, ma Samaras potrebbe ancora riuscire a procurarsi i voti necessari per far eleggere il suo candidato

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Aggiornamento 18 dicembre Come era nelle previsioni, la prima votazione per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica in Grecia si è risolta con un nulla di fatto. Stavros Dimas, candidato del governo Samaras, ha ottenuto 160 voti a fronte di un quorum richiesto di 200. Ricordiamo che i voti su cui può contare la coalizione di governo sono solo 155.

La prossima consultazione del 23 dicembre, probabilmente, si concluderà con un nuovo nulla di fatto perché è richiesta sempre la maggioranza di due terzi. Fondamentale, invece, sarà l'ultima e decisiva votazione del 29 dicembre: quando il quorum si abbasserà a 180 voti. Se in quell'occasione Samaras non troverà i 25 voti che gli consentirebbero di far eleggere il suo candidato, si andrà ad elezioni anticipate.

A quel punto sarebbe inevitabile una campagna elettorale durissima, visto che Syriza di Alexis Tsipras, temutissimo dalla Troika, ha ottime probabilità di vincere la competizione elettorale. Fatto che, tuttavia, non gli permetterebbe di poter governare da solo.

Grecia, anticipata l'elezione del presidente. Possibili le elezioni anticipate

Ieri il premier greco Antonis Samaras ha deciso di anticipare al 17 dicembre l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, che da calendario si sarebbe dovuta tenere a febbraio. La decisione, ratificata dal Parlamento greco, è arrivata dopo che il premier ha incassato l'ok dell'Ue al budget del 2015 ma ha dovuto anche ammettere che il piano di salvataggio della Troika non terminerà a fine anno, come inizialmente sperato.

Samaras ha perciò rotto gli indugi e deciso di evitare tre mesi di incertezza, e ha presentato anche il candidato della maggioranza: si tratta di Stavros Dimas, già commissario europeo per l’ambiente e ministro degli esteri in vari esecutivi. La mossa del premier è però un azzardo: per eleggere il presidente della Repubblica, serve una maggioranza qualificata di 180 parlamentari su 300. Attualmente la coalizione di governo ha solo 154 seggi, e tutto sembra indicare che non sarà facile trovare i voti mancanti per arrivare al quorum. E se il quorum non sarà raggiunto entro tre votazioni, il Parlamento verrà sciolto e il Paese andrà a elezioni anticipate, che si terranno tra la seconda metà di gennaio e l'inizio di febbraio.

L'ipotesi di elezioni anticipate (la scadenza naturale della legislatura è nel 2016) ha mandato in fibrillazione i mercati internazionali, e la Borsa di Atene oggi ha perso l'11%, il ribasso più forte degli ultimi 27 anni. La paura degli investitori (e della Troika) è che le elezioni vengano vinte da Syriza, il partito di Alexis Tsipras, in testa secondo tutti i sondaggi. La vittoria di Syriza vorrebbe dire l'abbandono della politica del rigore imposta da Ue, Bce e Fmi ad Atene.

Per il governo greco è il proverbiale cane che si morde la coda: Samaras ha tentato in tutti i modi di convincere la Troika a terminare il piano di salvataggio nel 2014, in modo tale da poter affrontare i mesi precedenti il voto con le mani libere e togliere a Syriza l'arma principale dell'antieuropeismo; dall'altro lato però la Troika teme la vittoria di Syriza, con tutto quello che potrebbe portare, ed è decisa a tenere sotto controllo i conti di Atene fino all'ultimo momento. Anche perché i risultati delle politiche imposte da Bruxelles hanno portato finalmente il pil greco a crescere di nuovo e il bilancio a tornare in avanzo primario.

Samaras

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