Legge anticorruzione approvata in via definitiva: come funziona e cosa cambia

Cosa cambia e come funziona la legge anticorruzione del governo Renzi e il suo iter in Parlamento. Approvato l'articolo relativo al falso in bilancio.

21 maggio - Arriva l'approvazione finale della nuova legge anticorruzione dopo il voto della Camera, che trasforma definitivamente il ddl in legge con con 280 sì, 53 voti contrari e 10 astenuti. Tra i contrari, Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

Legge anticorruzione: come funziona e cosa cambia

Iniziamo subito col dire che i punti fondamentali sono due: pene più severe e termini perché scatti la prescrizione più lunghi. In due parole, si inaspriscono le pene. Decisione sacrosanta anche se la sua efficacia è tutta da dimostrare e ci si sarebbe potuti attendere qualche risposta più articolata (il Movimento 5 Stelle ha proposto l'agente provocatore che "testi" la correttezza di amministratori & co., l'idea non sembra malvagia).

Falso in bilancio - Se i fatti contestati sono di lieve entità la pena va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni. La lieve entità viene valutata dal giudice, in base alla natura e alle dimensioni della società e alle modalità o gli effetti della condotta dolosa. La stessa pena ridotta (da 6 mesi a 3 anni) si applica nel caso in cui il falso in bilancio riguardi le società che non possono fallire (quelle che non superano i limiti indicati dal secondo comma dell’articolo 1 della legge fallimentare). In questo caso, il reato è perseguibile a querela di parte (della società, dei soci, dei creditori o degli altri destinatari della comunicazione sociale) e non d’ufficio. Nei casi base, invece, la pena massima arriva fino a otto anni.

Le pene per i reati di corruzione. Si prevede un aumento di pena per tutti i reati di corruzione, che passano da un minimo di 4 a un massimo di 10 anni a un minimo di sei a un massimo di 12 anni. Leggiamo inoltre su Repubblica che "se dalla corruzione compiuta deriva l'ingiusta condanna la pena passa dagli attuali 5-12 anni ai futuri 8-14 anni. Se dalla corruzione avvenuta deriva una condanna superiore a 5 anni oppure all'ergastolo la pena che oggi va da 6 a 20 anni passa da un minimo di 10 a un massimo di 20 anni. Chi deciderà di collaborare vedrà la pena ridursi di un terzo o anche metà.

Concussione. Lo sdoppiamento della concussione aveva fatto parecchio discutere, in concussione per induzione e per costrizione. Nel primo caso la pena passa da 3-8 anni a 6-10 anni, la concussione per costrizione passa da 6-12 a 8-14.

Il patteggiamento. Il disegno di legge stabilirà che "l'ammissibilità della richiesta di patteggiamento è condizionata all'ammissione del fatto da parte dell'imputato e alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato". Inoltre, come avviene già per i mafiosi, al condannato per corruzione saranno sequestrati tutti i beni di cui non è in grado di dimostrare la provenienza lecita.

Prescrizione. I tempi per usufruire della prescizione saranno allungati per tutti i reati di corruzione, fino a portarli a raddoppiare. Inoltre la prescrizione si potrebbe fermare dopo la sentenza di primo grado, con la promessa di un processo breve d'appello (massimo due anni) e una revisione in Cassazione che non può superare l'anno. Ma di tutto questo si discuterà ancora parecchio e non è chiaro cosa uscirà dal Consiglio dei ministri.

Riparazione pecuniaria - Con una sentenza di condanna per i reati in oggetto, viene "sempre ordinato il pagamento di una somma pari all'ammontare di quanto indebitamente ricevuto dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di un pubblico servizio a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell'amministrazione cui il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio appartiene”.

20 Maggio 2015 - - Con il Ddl anticorruzione si registra "concreta inversione di tendenza" e "positivi passi avanti" che vanno però "integrati". Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura approva il parere della Sesta Commissione, ma con un nuovo testo dal quale sono stati espunti i passaggi più critici: come quello che parlava di interventi frammentari e insufficienti.

Il relatore togato Piergiorgio Morosini, che nei giorni scorsi aveva parlato di "disorganicità" per quanto riguarda la norma, ha modificato il parere precedentemente espresso. A suo avviso, c'erano stati "fraintendimenti e strumentalizzazioni”. Così alla fine il nuovo testo è passato con il voto favorevole di tutti i consiglieri, tranne quello dei laici di centrodestra.

Il vicepresidente, Giovanni Legnini, evidenzia inoltre come a questo risultato si sia giunti con “l’ulteriore proposta di integrazione del relatore. Nessuna bocciatura per nessuno”.

Legge anticorruzione: ok el Senato. Il falso in bilancio per le società non quotate torna reato


18.10 -

Passa al Senato il ddl anticorruzione: 165 i voti favorevoli, 74 i contrari, 13 astenuti. Ora il testo torna alla Camera. I voti contrari sono quelli di Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

Festeggia su Twitter il premier Matteo Renzi:

Mercoledì 1° aprile 2015, 14.10 - Il Senato ha approvato il ritorno del reato di falso in bilancio per le società non quotate: a scrutinio segreto l'articolo 8 del ddl anticorruzione ha ottenuto 124 voti favorevoli, 74 contrari e 43 astensioni. Considerando gli assenti in aula, la maggioranza era fissata a 121 punti, dunque l'articolo è passato per soli tre "sì".

Ecco cosa prevede l'articolo 8: "Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni".

Il ministro della Giustizia Orlando ha così commentato la votazione e lo scarto di soli tre voti: "Non è un mistero che si trattasse di una materia delicata, ma è comunque un significativo successo". Nel pomeriggio è previsto il voto finale del provvedimento.

Il Movimento 5 Stelle denuncia: "La legge sull'anti-corruzione è falsata dal voto di pianisti che si esprimono per senatori assenti e il presidente Grasso non annulla le votazioni", così il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Giustizia al Senato Enrico Cappelletti.

Legge anticorruzione, gli iscritti al M5S votano online le indicazioni per i loro parlamentari


Lunedì 30 marzo 2015

- Il deputato del MoVimento 5 Stelle Angelo Tofalo ha ricordato tramite la sua pagina Facebook che domani, dalle ore 10 alle ore 19, gli iscritti al M5S potranno votare online per dare indicazioni ai senatori pentastellati su come dovranno votare in Aula il disegno di legge anticorruzione che dovrebbe avere il via liberà mercoledì 1° aprile.

Potranno votare coloro che sono iscritti al M5S entro il 30 giugno 2014.

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Caro iscritto al MoVimento 5 Stelle,domani si terrà una votazione dalle 10 alle 19per dare l'indicazione di voto ai...

Posted by Angelo Tofalo on Lunedì 30 marzo 2015

Orlando: "Chi si fa corrompere tradisce il Paese"


Giovedì 26 marzo 2015

- Il Senato ha iniziato a votare per i 226 emendamenti al disegno di legge anticorruzione, ma l'approvazione finale dovrebbe arrivare solo il 1° aprile.
Intanto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, durante la sua replica, ha detto:

"In questo momento storico chi si fa corrompere tradisce il Paese. Che cosa c'è di più grave in un momento come questo se non chi svolgendo funzioni pubbliche compie un reato per arricchimento personale?"

Il ministro ha poi aggiunto che sul tema della corruzione è stata fatta una campagna sbagliata e ingiusta e ha spiegato:

"Un ddl diventa legge quando ci sono le condizioni politiche perché magari ci sono idee diverse su come contrastare la corruzione. Io ascrivo al governo il merito di aver ricomposto idee diverse, a partire dalla propria posizione deliberata in Consiglio dei Ministri"

Orlando ha anche fatto un appello all'unità politica davanti a un'emergenza nazionale qual è la corruzione e ha sottolineato che se continua "la logica delle polemiche pretestuose" significa che anche se si riconosce la corruzione come un'emergenza, si preferisce "lucrare qualche voto" piuttosto che affrontarla.

Il guardasigilli ha poi evidenziato gli sforzi per reprimere i fenomeni di corruzione:

"La valutazione non è su quanto alta è la pena, ma di quanto è funzionale l'insieme del sistema. E noi abbiamo migliorato e reso più congruo il sistema di repressione di cui disponiamo. Sono convinto che la repressione è solo una parte della lotta alla corruzione e forse neanche determinate"

Legge anticorruzione: il voto al Senato


Mercoledì 25 marzo

- Sono iniziati in Senato i voti per il disegno di legge che inasprisce le pene per i reati legati alla corruzione. Bocciate le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Forza Italia, si passa all'analisi degli oltre duecento emendamenti. Un'apertura importante si registra da parte del Movimento 5 Stelle, che con Roberto Fico spiega: "Se si vogliono fare le cose per bene, noi ci siamo. Ma Renzi e il suo governo sono sordi. Noi saremmo pronti a votare tutti gli emendamenti che la maggioranza propone nel momento in cui non annacqua il testo, ma ripropone il ddl che Grasso presentò il suo primo giorno in Parlamento. Quella legge ha molti punti in comune con la nostra. Consideriamo irrinunciabili la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado".

Legge anticorruzione: l'iter parlamentare

Giovedì 19 marzo 2015 - Procedono nel mezzo di un mare di polemiche e veleni i lavori della Commissione giustizia del Senato, che dovrà presentare in Aula un testo congiunto sul ddl Anticorruzione.

Nonostante annunci vari, sforzi manifesti e dichiarati, buone intenzioni e lavori improduttivi, non è bastato il clima di generale rassicurazione che i senatori hanno ostentato nei giorni scorsi verso l'opinione pubblica e la discussione è nuovamente slittata, dopo oltre due anni e mezzo di attesa del testo, alla prossima settimana.

Secondo quanto riferisce l'AdnKronos ieri il viceministro della Giustizia Enrico Costa ha presentato alle opposizioni la versione pdf del decreto legislativo sulla tenuità del fatto, una delle parti del disegno di legge che maggiormente fa discutere e presupposto dell'emendamento sul falso in bilancio, ricevendo l'altolà di Forza Italia ha opposto che ai fini del perfezionamento dell'iter legislativo fa fede la 'Gazzetta Ufficiale'.

Per questo motivo il Presidente Nitto Palma ha riaperto i termini per la discussione, scatenando una serie di polemiche con i senatori democratici, che hanno accusato il Presidente e i forzisti di ostruzionismo: oggi la Commissione continuerà nell'esame di quelli, fra i 78 subemendamenti, quelli che non attengono alle parti "incriminate" mentre c'è tempo fino a domani alle 11 per presentare i subemendamenti.

Lunedì 16 marzo 2015 - Il testo del governo sull'emendamento relativo alla reintroduzione del reato di falso in bilancio è stato presentato in Commissione Giustizia del Senato, dove attualmente si sta discutendo il ddl anticorruzione. Il primo promotore del disegno di legge, il Presidente del Senato Pietro Grasso, ha accolto la notizia con un "Alleluia!".

Il testo prevede un inasprimento della pena delle reclusione per le società quotate in Borsa che commettono falso in bilancio: si parla di 3-8 anni di reclusione, mentre per le società non quotate di 1-5 anni.

Il Premier Matteo Renzi ha twittato:

Intanto il MoVimento 5 Stelle ha fatto sapere di essere pronto a sostenere il ddl Grasso nonostante abbia già presentato cinque-sei proposte sullo stesso tema che potrebbero migliorarlo e che ora probabilmente diventeranno emendamenti. Il senatore Enrico Cappelletti ha detto:

"Nessuno pensi a nuovi rinvii"

E il membro del direttori Alessandro Di Battista ha aggiunto:

"Noi siamo pronti a calendarizzarlo domani, dopodiché lo emenderemo per renderlo un testo ancora più duro"

Mercoledì 4 marzo - L'approdo in aula del disegno di legge contro la corruzione slitta di qualche settimana, con una discussione che si prevede inizierà non prima del 17 marzo. Il rinvio è stato deciso in seguito agli scontri emersi in Commissione Giustizia, dove il Nuovo Centrodestra si è schierato contro il testo sulla prescrizione, che allunga di molto i termini nei casi di reati di corruzione. I due relatori, Sofia Amoddio (PD) e Stefano D'Ambruoso (Scelta Civica) hanno proposto che i tempi della prescrizione vengano aumentati della metà nei casi più gravi di corruzione. A favore Pd e Sel, contrari Ncd e Forza Italia. Lo stallo ha fatto allungare i tempi dell'approdo in aula, in modo da riuscire a trovare un'intesa.

Mercoledì 25 febbraio - La Commissione Giustizia del Senato ha appena approvato un emendamento del governo al ddl anti corruzione che aumenta le pene,minima e massima, per il reato di corruzione propria compiuta dai pubblici ufficiali. Le pene, infatti, salgono rispettivamente a 6 e a 10 anni di carcere, a differenza degli attuali 4 e 8 anni di reclusione.

Il governo inoltre sarebbe intenzionato a presentare l'emendamento sul falso in bilancio nell'aula del Senato e non in commissione Giustizia.

Intesa sul ddl anticorruzione: come funziona e cosa cambia


5 febbraio

- Prosegue il cammino della legge anticorruzione, visto che dalla maggioranza fanno sapere di aver raggiunto un accordo definitivo per la legge che sta compiendo il suo iter al Senato. Tra i punti, il ministro Orlando ha sottolineato l'"estensione dell'area di punibilità del falso in bilancio", decidendo quindi contenere l'area di non punibilità e mantenendo il principio di tener conto della dimensione delle imprese e della rilevanza del fatto.

La legge anticorruzione del governo Renzi


12 dicembre - La legge anticorruzione del governo Renzi verrà varata oggi in Consiglio dei ministri. E vale sempre la pena di ricordare che questo non significa che sarà in vigore, visto che prima il disegno di legge dovrà affrontare la trafila dell'approvazione tra Camera e Senato e che è facile immaginare come su un tema così scottante si registreranno nuove divisioni e nuovi scontri. Non solo: il fatto che la legge anticorruzione venga proposta al Parlamento come disegno di legge (e non decreto, misura "d'emergenza" che spesso viene usata a sproposito e che questa volta avrebbe invece avuto un senso) fa pensare che i tempi saranno lunghi. Così come va ricordato che una legge anticorruzione era stata promessa anche dopo lo scandalo Mose e dopo lo scandalo Expo. Chissà se dopo Mafia Capitale sarà la volta buona.

Legge anticorruzione cosa cambia come funziona

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