Ore 12 - Veltroni e Casini pronti al "colpo d'ala"?

altroLa disputa se “il vento è cambiato” lascia il tempo che trova.

Però Berlusconi mastica amaro. E Veltroni incassa il successo del voto in Trentino, (di fatto, come da 60 anni, un voto democristiano) dilatandone i confini territoriali, dandogli una collocazione e una prospettiva nazionale.

Una boccata d’ossigeno, non c’è dubbio. Ma il rischio di un abbaglio c’è. Ma c’è anche uno spunto per una riflessione politica di carattere nazionale.

Importante non tanto per la debacle del Pdl,( partito che senza l’effetto Berlusconi si squaglia come neve al sole, partito per altro debole e diviso nel territorio), ma quanto per il “segnale” che può essere colto per dare una scossa alla bonaccia in cui si è infilata la politica italiana.

Pare lucida l’interpretazione di Bruno Tabacci: “Da diverse posizioni ci si rende oramai conto che soltanto con un diverso assetto della opposizione si potrà aprire un nuovo ciclo della politica italiana”.

Per una taleoperazione, non priva di appeal, serve la novità, il colpo d’ala. Che può venire solo da una svolta nel Pd e nell’Udc.

Non sono pochi a spingere perché Veltroni abbandoni la linea dell’autosufficienza, velleitaria e autolesionista. E chiuda definitivamente con la sinistra massimalista e con Di Pietro.

Così come non sono pochi a premere perché Casini lasci ogni titubanza per far decollare prima delle Europee il nuovo centro, oltre l’Udc. Con l’Udc perno di una costellazione di forze moderate, dall’ispirazione cristiana ma non confessionale, puntando sui valori riformisti, laici, liberdemocratici.

Per Casini è giunto il tempo di nuotare nell’acqua alta, non più nella tinozza di casa. Senza prospettive nel centro destra, se non di gregario di lusso, l’ex presidente della Camera può puntare alla leadership di una nuova coalizione, di un nuovo centro sinistra, col trattino.

L’alternativa è il ripescaggio dell’Udc nel Pdl e il Partito democratico all’opposizione sine die.

I voti bisogna prenderli dove sono, cioè da Berlusconi. Il Pd deve rischiare di perdere un paio di punti a sinistra per farne guadagnare almeno una decina alla nuova coalizione.

Va con sé che un nuovo centro-sinistra deve curare il territorio e approntare ovunque liste civiche, molto importanti nelle amministrative di primavera.

Ma la prospettiva politica necessita di contenuti e di leadership all’altezza delle nuove sfide del Paese.

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