Ore 12 - Berlusconi in calo: troppo duro o troppo morbido?

altroFateci caso: da un po’ di giorni Silvio Berlusconi non sbandiera più i sondaggi!

Proprio lui, che ad ogni stormir di foglia chiudeva la bocca a tutti, lanciando ai sette venti il messaggio dei “suoi” sondaggi che davano premier e governo in continua e ininterrotta ascesa nei consensi.

E invece no. Non sarà “cambiato il vento” come si illude Walter Veltroni, ma qualcosa si è inceppato nella maggioranza.

Premier e governo non hanno più il vento in poppa delle settimane passate. Lo dimostrano i sondaggi nazionali (Pdl scende al 36% e Pd risale oltre il 30%) e il risultato del voto trentino (parziale quanto si vuole, ma reale), con la mazzata subita dal Pdl (subalterno a Bossi) e con il Pd primo partito, anche se il vero vincitore Dellai è un democristiano con tanto di ritratto di De Gasperi nel suo studio.

Ma soprattutto lo dimostra il caos nel paese (sfiducia, crisi economica, scioperi, caos trasporti ecc.) con il governo impotente.

Che succede? I più incalliti decisionisti dicono che l’inversione negativa c’è perché il governo, sotto la spinta di proteste e scioperi (scuola, trasporti, Alitalia ecc.) e sotto la protesta dell’opposizione (riforma della legge elettorale per le Europee) ha rallentato l’azione “riformatrice” e non ha il coraggio di assumere decisioni antipopolari e usare il pugno forte e “domare” le contestazioni e le proteste.

Per cui la maggioranza degli italiani (elettori) sarebbe delusa per l’indecisione del premier e dei suoi ministri.

Altri, all’opposto, sono convinti che il governo ha forzato troppo la mano, ha solo svolto azioni propagandistiche e mediatiche, fin ora non ha risolto niente, aggravando i nodi vecchi e aprendo nuovi focolai.

Berlusconi si è sempre vantato di avere una maggioranza talmente forte per fare le riforme. Quelle personalmente a lui favorevoli sono andate in porto. Le altre no.

Perché? Forse se si avesse la pazienza di rileggere Enrico Berlinguer e Aldo Moro dei primi anni ’70, si capirebbe meglio quel che sta accadendo oggi.

Con la maggioranza si vincono le elezioni ma non sempre si governa. E avere la maggioranza (pro tempore) non significa avere (sempre) ragione.

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