Beppe Grillo, le firme, i referendum, il Parlamento pulito


La notizia è stata rilanciata da tutti i media: le firme raccolte da Beppe Grillo durante i suoi V day, quelle per richiedere i referendum sull'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento ai giornali e la fine del duopolio radiotelevisivo Mediaset - Rai, non sarebbero sufficienti e quindi le consultazioni popolari su questi argomenti non si svolgeranno.

Beppe Grillo, in attesa di essere convocato dalla Corte di Cassazione il prossimo 25 novembre, non commenta quello che sembra essere un brutto colpo per la sua campagna politica e che potrebbe raffreddare gli entusiasmi intorno alle liste civiche in costituzione nelle città in cui si voterà in primavera.

Sul suo Blog, il comico-agitatore riporta però anche un dettaglio positivo: la proposta di legge di iniziativa popolare sul Parlamento Pulito è approdata in Parlamento. Il testo intitolato “Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”, è arrivato in Senato ed è stato assegnato alla Commissione Affari istituzionali.

Il presidente della Commissione sarà sicuramente sensibile a queste argomentazioni: Carlo Vizzini, infatti, è stato condannato in primo grado (nel 1996) a 10 mesi di reclusione e 6 milioni di multa per finanziamento illecito ai partiti nell'ambito del processo Enimont. La provvidenziale prescrizione ha messo fine alla sua vicenda giudiziaria.

Foto | Flickr

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