Genova, G8: la Bbc mostra le foto del poliziotto che porta le molotov alla Diaz

da https://img262.imageshack.us/img262/9052/genova2vo4.jpg, Un'inchiesta della Bbc di prossima pubblicazione sulla notte alla scuola Diaz, uno dei punti più tristi e feroci raggiunti durante il g8 di Genova del 2001, ripercorre attraverso nuove immagini gli eventi e mostra addirittura in una foto il poliziotto che portò dentro la scuola le molotov, ossia le prove che la polizia poi utilizzò come scusa per l'irruzione.

Qui trovate le immagini, con indicati in modo preciso Luperi, Mortola e il "Naples Digos inspector", un poliziotto in borghese che introdusse le false prove. E' un documento importante, e non fa altro, ad anni di distanza, che aumentare la consapevolezza del risveglio brutale dell'Italia davanti ad una mattanza programmata e, impunita.

Qui sta il punto, sottolineato anche da M.Calandri in Repubblica:

Fu un pestaggio cinico e bestiale, e i servitori dello Stato preferirono raddoppiare l´orrore - aggiungendo alla carneficina l´ingiustizia della prigione - piuttosto che ammettere le proprie responsabilità, il fallimento. Ma d'altro canto, quella spaventosa bugia è così chiara, solare, che persino alcuni avvocati della difesa nella loro recente arringa la davano per scontata. Alla Diaz abbiamo imbrogliato, embé?

Si parla di Genova, e si continuerà a farlo, perchè resta una ferita aperta che non si rimarginerà fintanto rimarrà questo stato di cose. Impunità, anzi promozioni per coloro che furono i veri responsabili (insieme al governo); un esempio su tutti, De Gennaro, capo della polizia allora e chissa perchè coccolato da tutto il Parlamento (dalla Mussolini fino a Prodi e D'Alema) e i media, che ne fecero in modo paradossale quasi un martire quando venne sostituito non per questi inconfutabili motivi, ma solamente perchè era a fine mandato. Le ipocrisie dei media italiani.

Luperi, che compare nelle foto, attualmente è direttore dell'ex Sisde, ai vertici del ministero dell'interno e si è rifiutato di farsi interrogare durante i processi per le violenze della Diaz. Spartaco Mortola, l'altro poliziotto nelle immagini, all'epoca era capo della Digos genovese e oggi questore vicario di Torino. La totale assenza di trasparenza durante tutto il processo non può non provocare forti interrogativi sul reale stato di salute della Polizia e della democrazia italiana.

Una pagina tra le più tristi degli ultimi 50 anni di storia italiana, processi compresi, che non può che aumentare la frattura reale tra Stato e cittadini. A ricordarcelo le testimonianze di chi le notti successive fu torturato e umiliato a Bolzaneto e non ha neanche ricevuto delle scuse. Come dire, la storia è sempre la stessa e l'Italia ci ricade puntialmente.

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