Il modello Trentino: una riflessione sulle strategie del centro-sinistra alla luce della vittoria di Dellai

Mi sembra opportuno tornare un momento sul grande successo elettorale del centro-sinistra in Trentino, per analizzarne modalità e strategie. I trionfalismi in campo Pd si sono sprecati per la vittoria del governatore uscente Lorenzo Dellai, e la cosa era prevedibile visto il disperato bisogno di un successo che si avvertiva sul fronte progressista. In particolare Enrico Letta si è lanciato in un'analisi molto condivisibile sulla necessità di esportare il modello vincente su scala nazionale, o perlomeno nelle altre tornate amministrative. La cosa sembra molto più facile in questo secondo caso, in effetti, ma prima di trarre qualche conclusione vediamo come si è concretata la strategia trentina.

Innanzitutto le liste Udc sono state escluse dal voto a causa di irregolarità tecniche, motivo per il quale la consultazione ha subito uno slittamento di 15 giorni, e il partito di Casini e Cesa, che da queste parti ha un certo peso, piuttosto che estraniarsi del tutto ha preferito schierarsi da qualche parte. E quella parte non poteva che essere il centro-sinistra, in una provincia da sempre governata dalle forze moderate facenti capo all'ormai tramontata Margherita e che ha in Dellai un leader molto amato e centrista.

Incamerato l'appoggio dell'Udc, che i vertici del partito hanno tenuto a definire irripetibile al di fuori della realtà trentina, l'idea vincente sottolineata da Letta è stata di costituire una lista personale del governatore uscente, che ha finito per raccogliere il 18%, che aggiunto al 21% del Pd ha permesso in pratica al partito-guida di vincere quasi da solo. Anche sul fronte opposto si è tentato qualcosa di simile, ma la Lista Divina si è fermata al 4%, probabilmente in quanto vista più come una propaggine della Lega (14%); il Pdl dal canto suo è crollato al 12% eclissando ogni possibilità di successo.

Risultato finale quindi Dellai-Divina 57-36 e trionfo del governatore uscente. Se confrontiamo il dato con quello delle politiche, troviamo il Pd al 32% (più il 6 eventuale Udc) e Pdl+Lega al 44%. Come si vede sarebbe semplicistico leggere la vittoria del centro-sinistra solo nella chiave di una strategia politica riuscita, il cosiddetto Modello Trentino. Appare invece molto più probabile la forte polarizzazione del voto sul nome di Dellai, secondo il principio da egli stesso enunciato, che se le cose tutto sommato vanno bene, perché cercare il meglio rischiando di sbagliare?

Rimane il fatto che Letta, non per niente considerato uno dei più illuminati politici della sinistra attuale, ha pienamente ragione sull'opportunità di costruire liste ad personam laddove il nome del candidato goda di un'effettiva popolarità. Il Trentino ha espresso un giudizio chiaro in questi 6 mesi. Al governo nazionale la destra, in provincia la sinistra, confermando la forte tradizione di quest'ultima nelle tornate amministrative, frutto di una maggiore disponibilità e capacità di scegliere di nomi di rilievo.

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