Ue e Usa: "Illegale il blocco dei fondi per l'Anp da parte di Israele"

Netanyahu ha ordinato di congelare i fondi all'Autorità Nazionale Palestinese come risposta alla firma, da parte di Abu Mazen, della richiesta di adesione alla Corte Penale Internazionale.

Martedì 6 gennaio 2015 - Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha detto che la mossa di Israele di congelare i fondi dovuti all'Autorità palestinese è contro gli obblighi imposti dal Protocollo di Parigi del 1994. Sulla stessa linea sono il presidente gli Usa e il presidente israeliano Reuven Rivlin, che non condivide la mossa del suo Premier Benjamin Netanyahu.

Abu Mazen: Porteremo Netanyahu alla Corte dell'Aia


Lunedì 5 gennaio 2015

- Presto l'Anp presenterà al Tribunale Penale Internazionale il suo primo caso, e riguarderà i "crimini di guerra" nella striscia di Gaza perpetrati dal governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. Ad annunciarlo, per bocca di Shawan Jabarin, capo dell’Istituto palestinese sui Diritti Umani a Ramallah, è l'Anp guidata da Abu Mazen, confermando quanto già si era immaginato all'indomani dell'adesione dell'Anp alla Corte dell'Aia.

Abu Mazen, il capo negoziatore Saeb Erakat e i consiglieri legali del governo palestinese hanno compiuto questa scelta perché "le violenze contro i civili a Gaza e gli insediamenti sono due crimini di guerra prolungati nel tempo e dunque sono evidenti a tutti". Sulla pagina Facebook di Al Fatah è comparsa intanto un'immagine di Netanyahu con un cappio al collo, condannato all'impiccagione dal Tpi. Israele, che nei giorni scorsi ha congelato le ritenute fiscali che dovevano essere riversate ai palestinesi, ha ribadito che con l'adesione al Tpi l'Anp rinnega il trattato di Oslo.

Israele congela i fondi alla Palestina


Sabato 3 gennaio 2014

- La reazione di Israele alla firma, da parte di Abu Mazen, della richiesta di adesione alla Corte Penale Internazionale, non è arrivata solo con le parole, ma anche con i fatti: oggi, infatti, Israele ha congelato i fondi all'Autorità Nazionale Palestinese per un ammontare di 500 milioni di shekel ossia 100 milioni di euro di dazi doganali. Corrisponde alle entrate di un mese che i palestinesi usano per spese governative e per il pagamento degli stipendi agli impiegati.

Abu Mazen firma richiesta di adesione a Corte dell'Aia


Mercoledì 31 dicembre 2014

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha oggi bocciato la proposta da parte della Palestina di un accordo di pace con Israele purché quest'ultima liberi i territori occupati della Cisgiordania entro tre anni. Per un solo voto contrario la risoluzione non è passata perché l'Onu non vuole che vengano imposti diktat sui tempi della pace.

Tuttavia, sempre oggi, il Presidente palestinese Abu Mazen ha firmato la richiesta di adesione alla Corte Penale Internazionale e in questo modo la Palestina potrà denunciare Israele per i crimini di guerra compiuti nel proprio territorio.

La firma dello Statuto di Roma che regola il funzionamento della Corte dell'Aia è certamente un gesto che attira la rabbia sia di Israele sia degli Usa. Abu Mazen ha siglato la richiesta e altre venti convenzioni internazionali nel corso di una riunione che è stata trasmessa in diretta tv.

Il Presidente palestinese ha detto che gli Stati Uniti sono ancora più isolati e che il governo israeliano non ha ancora capito come si sta trasformando lo scenario europeo e le conseguenze di soluzioni come il boicottaggio dei prodotti delle colonie e il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di governi e parlamenti dell'Unione Europea.

Secondo Abu Mazen il mondo ora sta cominciando a stancarsi della "riprovevole occupazione israeliana", che è la più lunga nella storia modena.
Per quanto riguarda la risoluzione respinta dall'ONU, a chi gli ha chiesto se imporre il 2017 come data di fine dell'occupazione israeliana non sia un gesto unilaterale, Abu Mazen ha detto che semmai sono le azioni del governo israeliano a essere unilaterali.

In serata è arrivata la replica del premier israeliano Netanyahu che ha detto che Abu Mazen dovrebbe temere la Corte Penale Internazionale dell'Aja più di Israele per via dei suoi legami "con i terroristi di Hamas".

Abu Mazen

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