Elezioni Grecia 2015: Cosa succede se vince Tsipras

GERMANY-GREECE-POLITICS-FINANCE-TSIRPAS

Mancano poco più di tre settimane alle elezioni politiche in Grecia. I paesi dell'eurozona e i mercati seguiranno molto attentamente l'appuntamento, visto che una vittoria di Syriza, guidata da Alexis Tsipras, potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri vigenti nell'Unione Europea.

La formazione di sinistra radicale viene data nei sondaggi al 28,6% contro il 25,5% di Nuova Democrazia, il partito conservatore del premier Antonis Samaras. Secondo molti osservatori Syriza ha ancora margini di crescita, ma non superiori al 33%. Tuttavia se tale percentuale fosse confermata alle urne, non sarà sufficiente a formare un governo monocolore: bisognerà, in ogni caso, provare a mettere in piedi un esecutivo di coalizione.

I partiti con cui Tsipras potrebbe cercare un'intesa sono To Potami (una sorta di Movimento 5 stelle ellenico), il nuovo soggetto politico Change (dell'ex premier Papandreou), i socialisti del Pasok (che hanno fatto parte del governo di larghe intese presieduto da Samaras), Sinistra Democratica. Immaginare alleanze alternative, rispetto a quelle elencate, risulta più complicato. Tra Syriza e i comunisti del Kke, infatti, i rapporti sono da sempre molto tesi. Impossibile, poi, pensare ad un compromesso con il partito di destra degli Indipendenti Greci e tanto meno con i neonazisti di Alba Dorata.

Dunque, gli scenari post-elettorali che si vanno delineando, in caso di vittoria di Syriza, sono essenzialmente due:

1. Tsipras riesce a costruire una maggioranza e a creare un nuovo governo
Se ciò accadesse, il nuovo esecutivo di centro-sinistra, entro la fine di febbraio, dovrebbe trovare un accordo con la Troika (Bce, Fmi, Commissione Europea). Ricordiamo, a tale riguardo, che il "triumvirato" ha chiesto alla Grecia nuovi tagli allo stato sociale, maggiore flessibilità nei licenziamenti collettivi, innalzamento dell'età pensionabile, aumento dell'Iva nel settore del turismo, in cambio dell'esborso dell'ultima tranche di prestiti. Samaras, con una certa lungimiranza, ha deciso di non accettare a dicembre l'ultimo diktat di Bruxelles e Francoforte, e ha ottenuto una dilazione.

Tsipras, per parte sua, non acconsentirà mai ai nuovi sacrifici: quindi, con ogni probabilità, si andrà ad una lunga ed estenuante trattativa. Syriza punterà a portare a casa il massimo, ovvero una ristrutturazione del debito greco del 70%. Tuttavia, se si sprofondasse in una situazione di impasse, in molti ipotizzano che Tsipras potrebbe accettare una moratoria riguardo al pagamento degli interessi sul debito, pari a 9 miliardi di euro all'anno. Più improbabile appare l'ipotesi di un'uscita dall'euro della Grecia, cosa che esporrebbe il paese a rischi che un governo nazionale non potrebbe fronteggiare.

2. Tsipras vince le elezioni ma non riesce a formare un governo
In tal caso il prezzo da pagare per la Grecia potrebbe essere alto. Si aprirebbe un periodo di forte instabilità per il paese, e in un clima molto teso il Parlamento avrà l'obbligo di eleggere il nuovo capo di Stato prima di sciogliersi. A quel punto, si andrà al voto anticipato entro un mese, mentre l'euro inevitabilmente finirà per indebolirsi ulteriormente.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO