Coloni israeliani prendono a sassate diplomatici Usa

L'agguato arriva dopo la devastazione degli uliveti di Turmus-Aya. Il gesto vandalico sarebbe stato compiuto dai coloni di Adey, già sospettati di aver incendiato una moschea

PALESTINIAN-ISRAEL-SETTLER-CONFLICT
Una colona israeliana prova ad impedire ai contadini palestinesi la coltivazione dei campi nel villaggio di Jalod

Ieri dei diplomatici statunitensi del consolato di Gerusalemme est sono stati aggrediti da una sassaiola, messa in atto da coloni ebrei. L'attacco ha avuto luogo nei campi del villaggio palestinese di Turmus-Aya (nei pressi di Nablus, in Cisgiordania), dove, secondo la popolazione locale, i settlers ultra-nazionalisti dell'avamposto di Adey-Ad hanno divelto circa 5 mila alberi di ulivi nei giorni precedenti.

I funzionari, dopo il gesto vandalico, avevano deciso di compiere un sopralluogo insieme ad abitanti del villaggio. Molte testate sottolineano che non avrebbero informato preventivamente l'esercito e la polizia israeliana. Forse questa è stata una leggerezza, ma ciò in ogni caso non giustifica la reazione cruenta degli occupanti illegali. A tale riguardo, evidenziamo che l'avamposto di Adey-Ad non è solo fuori dal diritto internazionale, ma anche da quello israeliano. Il governo Netanyahu, però, tollera la presenza dei settlers nella zona e non è escluso che in futuro possa conferire uno status giuridico al loro insediamento, al fine di bloccare il ritorno dei contadini palestinesi nelle loro terre.

La gragnola di pietre piovuta sugli automezzi del Consolato ne ha danneggiato uno, ma fortunatamente non ci sono stati feriti. Inoltre, come riporta Nenanews, un sito di informazione vicino ai coloni ha fatto circolare la notizia che le guardie del corpo dei diplomatici, in risposta all'aggressione, avrebbero impugnato un fucile M-16 e una pistola, ma non hanno sparato colpi.

I diplomatici, rimasti indenni, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, mentre la polizia israeliana ha aperto un'inchiesta. Tuttavia, non possiamo non riscontrare una certa "indulgenza", da parte delle forze dell'ordine, nei confronti dei coloni di Adey. Questi, già nei mesi scorsi, erano stati oggetto di indagini perché fortemente sospettati di aver dato fuoco a una moschea e di aver attaccato con bottiglie incendiarie una casa palestinese. Ma in quell'occasione le autorità di Tel Aviv non hanno disposto nessun arresto.

Ovviamente, lo sradicamento di alberi di ulivo, pratica non nuova per gli occupanti, porterà non poco danno alle famiglie palestinesi che vivono di produzione di olio. Ma le autorità israeliane, per il momento, prendono tempo, non confermando le responsabilità dei coloni di Adey.

Gli Stati Uniti, invece, sembrano credere alla versione palestinese. Ciò non vuol certo dire che abbiano cambiato rotta nei loro rapporti con Israele. A tale riguardo, evidenziamo che proprio qualche giorno fa il governo di Washington ha minacciato di bloccare con il veto la risoluzione presentata dai palestinesi (bocciata per un solo voto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) che chiedeva la fine dell’occupazione israeliana entro il 2017.

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