Renzi, lo “scandalino” del volo di Stato e il “pasticciaccio” della norma salva-Berlusconi

L’anno nuovo si apre con il “pasticciaccio” della inedita norma salva-Berlusconi nel condono fiscale, con la possibilità per il capo di FI di ricandidarsi alle elezioni. Pesce d’aprile all’inizio di gennaio?


matt

Matteo Renzi, impigliato nello “scandalino” per il volo di Stato usato per le sue vacanze (“Sono i protocolli di sicurezza”), fa lo gnorri e promette “Se è così, pronto a cambiarlo”, con il Cav che sventola il Patto del Nazareno, da… “pappa e ciccia”.

Insomma, in attesa del round decisivo sull’elezione del nuovo capo delle Stato, questo passa il convento, nel solco del classico teatrino della politica Made in Italy. La realtà resta quella di un Paese inchiodato nella più dura e lunga crisi dal dopoguerra ad oggi, crisi non solo economica, ma politica, sociale, morale, di valori e ideali. Il quadro economico resta fosco sul piano dell’occupazione (in continuo calo), di spesa pubblica (in continua crescita), di ripresa economica e morale (di là da venire).

Spiega l’Istat: “La fase di contrazione dell'economia italiana è attesa arrestarsi nei prossimi mesi, in presenza di segnali positivi per la domanda interna”, tuttavia “le condizioni del mercato del lavoro rimangono difficili" con un “tasso di disoccupazione in crescita”. Nel complesso, l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana confermerebbe una sostanziale stazionarietà della crescita nel trimestre finale dell'anno”.

Tradotto, vuol dire semplicemente che, al di là dell’ottimismo del premier, nel pantano siamo e nel pantano restiamo. Dopo un anno di Governo, dov’è la benché minima ripresa della capacità di spesa dei cittadini, il calo delle tasse, un aumento dei posti di lavoro, un rafforzamento del commercio interno, delle imprese piccole o grandi che siano, della riapertura del credito bancario alle famiglie e alle aziende stesse?

Dice Potito Salatto dei Popolari per l’Italia dell’ex ministro Mario Mauro: “Al di là di alcune riforme istituzionali (Senato, Province, legge elettorale), peraltro non ancora compiute e di dubbia validità ai fini della partecipazione dei cittadini quali protagonisti e non sudditi, cosa altro di nuovo è stato registrato rispetto ai precedenti Governi? Parole, parole, parole; esaltazione di sé stesso e di un esecutivo sempre meno adeguato alla drammatica situazione che investe il mondo occidentale, l’Europa e quindi l’Italia; una presidenza italiana dell’Ue che non ha lasciato alcuna traccia di sé pur in presenza di legittime aspettative alla vigilia”.

La risposta del governo è stata, come si sa, quella degli 80 euro, (elargiti e di fatto annullati da aumenti di tasse e balzelli locali) e quella dell’articolo 18, sbandierato come la madre di tutte le battaglie per la ripresa degli investimenti e dell’occupazione. Di fatto si pesta l’acqua nel mortaio, forse in attesa del “casus belli” per l’election day di maggio, urne aperte per le regionali, le amministrative e le politiche anticipate.

Sarà così? La prima puntata della nuova telenovela sarà, a giorni, la battaglia del Colle. Cosa porterà la Befana?

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO