Annozero: la diretta di PolisBlog



Cari amici di PolisBlog. Tra venti minuti circa avrà qui inizio la diretta di Annozero. Appuntamento a tra poco.

Ore 21: Michele Santoro appare sorridente e di ottimo umore e tiene immediatamente a chiarire il caso del suo imitatore censurato. Nessun caso. Non c'è mai stata censura, o almeno così pare. In realtà il discorso del conduttore non appare chiarissimo, ma avrete comunque letto sui giornali degli eventi. Siparietto concluso e spazio (finalmente) a Marco Travaglio.

Ore 21.20: Travaglio parla di intercettazioni, prima di D'Alema poi di Dell'Utri, infine di Scajola. Inquadratura su Castelli che lo osserva perplesso. Fari puntati sul consociativismo destra-sinistra: quando si tratta di salvare i colleghi dalla magistratura le autorizzazioni a procedere vengono sistematicamente negate. Chiusura ironica su Brunetta, perfetta per introdurre il primo tema della puntata.

Ore 21.25: passa un gustoso servizio sullo sciopero degli statali con tanto di bandiere rosse, e i cittadini imbufaliti che li accusano di non fare nulla (eufemismo). Ritorno in studio e parola a Di Pietro sull'elezione di Villari a capo della commissione di vigilanza Rai (e relativa bocciatura di Leoluca Orlando). Battaglia tra Castelli e Di Pietro sui nomi per Rai e Corte Costituzionale. Come la sinistra ha bocciato Pecorella noi bocciamo Orlando. Di Pietro replica non senza qualche buona ragione, ma Castelli è inappuntabile quando sottolinea che Orlando non ha l'equilibrio necessario. Pari e patta (e Villari resterà, probabilmente).

Ore 21.43:
la parola a Gianantonio Stella (Corriere) che fa il punto sui privilegi della Casta insistendo sullo stipendio del barbiere del Senato (133.000 euro??!!!) che incredibilmente è superiore a quello di Cheney e molte delle più alte cariche americane. Brividi. Rizzo gli fa eco con altri ottimi argomenti come il fatto che convenga molto di più effettuare donazioni a partiti politici che a enti benefici. Una cappa di tristezza cala sullo studio.

Ore 21.48: arriva l'attesa notizia sull'esito del processo sui fatti del G8 di Genova: 13 condanne su 29 imputazioni. La più alta a 4 anni (3 dei quali condonati). Maggiori particolari a dopo.

Ore 21.50: ecco Sabina Guzzanti (forse), ma tocca aspettare la pubblicità... infine Sabina arriva e imita D'Alema. Fe-no-me-na-le. I testi potrebbero essere migliori ma la gestualità è incredibile. Tutti ridono tranne Travaglio, chissà come mai. "Berlusconi è una grande forza di questo paese, magari dannosa ma pur sempre una forza. Perché non l'ho fermato? Semplice, perché io odio questo paese; ma è un odio corrisposto". Grande.

Ore 22.10: Bomba di Castelli che chiede a Stella quanto guadagna. A denti stretti il giornalista ammette una cifra sui 300.000, facendo sponda al politico che replica: "Il censore guadagna il doppio del parlamentare". Stella fa comunque notare che non si tratta di soldi pubblici.

Ore 22.13: telefonata del governatore pugliese Vendola che attacca Stella e Rizzo sulle cifre diffuse dal Corriere riguardo alla sua dichiarazione dei redditi. Sostiene di guadagnare 170.000 euro lordi e non 230.000 netti come ha affermato il quotidiano. Rizzo replica che sono dati pubblici tratti da www.parlamentiregionali.it; Vendola nega e promette di trasmettere copia del suo Cud. Il mistero si infittisce.

Ore 22.20: attacco frontale di Castelli a Stella. Il parlamentare leghista sembra prenderlo in castagna sulla questione delle camere prenotate in un albergo in Sardegna per la quale lo ha trascinato in tribunale. Stella si sarebbe confuso tra il numero di camere e il numero di giorni prenotati. Il giornalista del Corriere stavolta non riesce a replicare e appare in notevole difficoltà, dando del comunista all'ex-Guardasigilli, pur se col sorriso (un po' forzato) sulle labbra.

Ore 22.35: esterna su Mirafiori dove sarebbero radunati operai e studenti. Sarà. Di fatto i due studenti universitari sembrano usciti da un centro sociale e inciampano sull'italiano. Se questi saranno i laureati di domani sarà colpa dei tagli del governo? Gelmini aiutaci tu!

Ore 22.41: Alitalia, arriva Maruska superstar, l'avvenente hostess divenuta il simbolo della protesta anti-Cai. Aridateci Berti. Parla di padroni e lamenta il rischio di cassa integrazione, difendendo le ragioni della lotta; Porro si lagna del costo del suo biglietto aereo per giungere a Milano (697 euro: tempo di trasferimento 6 ore).

Ore 22.44: Di Pietro si esibisce in una battuta memorabile definendo quella di Colaninno "Compagnia del Cai". Viene giù lo studio e il vostro cronista cade dalla sedia. Alle rimostranze sorridenti di Santoro il vulcanico capo dell'Idv replica: "Mica è colpa mia se l'hanno chiamata così".

Ore 23.04: la seconda dalemata di Sabina Guzzanti non convince. I tic sono azzeccatissimi ma mancano proprio le battute. Anche il pubblico applaude poco e controvoglia. Peccato.

Ore 23.21: la trasmissione volge stancamente verso la conclusione. Dopo l'ennesimo battibecco Castelli-Stella prende la parola un rappresentante degli impiegati del Tribunale di Milano che lamenta i tagli al personale, afferma che lui e i colleghi si ammazzano di lavoro ma vengono considerati fannulloni, e sostiene persino che si devono portare le penne da casa. Lo studio ammutolisce, perplesso. Un mio caro amico (tra l'altro comunista, quindi insospettabile di filo-governismo) ci lavora e mi riprometto di chiedergli come stanno le cose domani.

Ore 23.27: scorrono i titoli di coda e permettetemi di consigliarvi di rimanere sullo stesso canale per gustarvi Artù. So che finisce tardi ma a mio modesto parere è un programma geniale. Intanto Vauro espone le vignette della serata: carine quelle sulla polizia e livello generalmente alto. Sono l'unico a pensare che se il disegnatore le mostrasse senza commentarle ne guadagnerebbero mica poco?

E con questo è tutto. Puntata tutto sommato interessante, soprattutto nella prima parte. Grazie per averci seguito e alla prossima!

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