Tutti i nemici di Papa Francesco

Cinque cardinali contro Bergolio. La sua "rivoluzione" non piace a tutti.

Che Papa Francesco piaccia più alla comunità dei fedeli (e non) che alle gerarchie vaticane non è una novità: la sua rivoluzione morale, la "chiesa dei poveri per i poveri", le aperture a gay e divorziati hanno segnato profondamente i primi anni del suo papato segnando una netta inversione di rotta. Ed era inevitabile che tutto questo - nonostante l'enorme appoggio popolare di cui Bergoglio gode - gli procurasse anche qualche inimicizia, alcune delle quali davvero importanti.

Le voci sulle sue possibili dimissioni, d'altra parte, partivano proprio dall'assunto che attorno a Bergoglio fosse stata fatta "terra bruciata" da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Così come in pochi hanno notato come continui a rimbalzare la ricostruzione secondo la quale l'elezione di Papa Francesco non è valida, contenuta anche nell'ultimo libro di Antonio Socci (che non si può certo annoverare tra i sostenitori del Pontefice, mentre era un grande fan del lavoro di Ratzinger).

Alla vigilia di Natale, poi, aveva fatto discutere la polemica lanciata dallo scrittore Vittorio Messori sul Corriere della Sera, che parlava di un Papa "imprevedibile", in grado di far ricredere sulla bontà della scelta anche alcuni dei suoi grandi elettori. Un'imprevedibilità che, inoltre, turba il cattolico medio. A dire la verità, sembra che il cattolico medio apprezzi molto la svolta operata da Francesco; cosa che invece non si può dire di alcuni grossi nomi della gerarchia ecclesiastica. Ma quali sono questi grossi nomi? Spesso si parla di Camillo Ruini, ex presidente della Cei; si parla spesso anche di Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato vaticano.

Ma ci sono altri nomi da inserire nell'elenco, almeno secondo l'opinione di Don Farinella riportata da Repubblica, in cui si parla esplicitamente di cinque cardinali: Gerhard Ludwig Müller, attuale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che insieme al cardinale americano Raymond Leo Burke, si sarebbe rifiutato di salutare Papa Francesco al termine della messa di beatificazione di Paolo Vi in segno di protesta contro l’attuale pontefice (una ricostruzione da lui inevitabilmente smentita). Ci sarebbe poi il cardinal Brandmüller, che aveva smentito quanto detto da Bergoglio a proposito del celibato "invenzione del X secolo"; il cardinal Cafarra - che ha preso posizione contro la possibilità che la comunione venga data anche ai divorziati - e il cardinal De Paolis.

Con l'esclusione di Müller, i nomi citati sono tutti autori del libro "Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica", un vero e proprio manifesto contro la possibilità che la comunione venga concessa anche ai divorziati. E se Papa Francesco insiste sulla necessità che la Chiesa "colga il segno dei tempi", ecco che i suoi "nemici" si rifanno invece alla tradizione immutabile. Per capire quali sono i "nemici" di Papa Francesco, insomma, basta cercare tra le fronde più conservatrici.

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