Elezioni Uk 2015: Cameron non esclude un'alleanza con l'Ukip di Farage

The Guardian lancia l'ipotesi, impensabile fino a qualche mese fa, di una coalizione conservatrice alla guida della Gran Bretagna. I laburisti, intanto, temono la crescita dei Nazionalisti Scozzesi

UK Independence Party Wins Its First Seat In Parliament

Dopo essersi fatti la guerra per mesi, rincorrendo il voto euroscettico alle elezioni europee, ora non escludono un'alleanza di governo. Stiamo parlando del premier conservatore inglese, David Cameron, e del leader dell'Ukip, Nigel Farage.

Come riportato da un articolo del The Guardian, l'inquilino di Downing Street ha lasciato intendere, in un'intervista a BBC1, che una coalizione di governo tra i Tory e il partito indipendentista britannico potrebbe rappresentare una soluzione. Cameron, sollecitato a prendere posizione su possibili alleanze dopo l'appuntamento alle urne del prossimo 7 maggio, ha preferito glissare. E il suo atteggiamento, molto diplomatico, lascia presagire che, pur di scongiurare la nascita di un governo laburista, i conservatori sono pronti a valutare tutte le ipotesi in campo.

Dunque, la strada di un'alleanza con l'"eccentrico" Farage non pare più un'eresia. Tale circostanza è dettata dal fatto che i voti dei liberali (in caduta libera nei sondaggi) non potrebbero essere sufficienti per dare vita ad una coalizione di governo. Ed Miliband (leader laburista), per parte sua, vive un momento difficile. Se è vero, infatti, che il Labour party è ancora in vantaggio sui conservatori, bisogna anche tener presente che gli ultimi sondaggi non sono affatto rassicuranti.

Lo Scottish National Party, pur avendo perso il referendum per l'indipendenza, è in forte ascesa: passerebbe dal 23% del 2010 al 40% dei consensi. Il danno di questa crescita sarebbe tutto per i laburisti, che in Scozia e in Galles fanno da sempre il pieno di voti. Tanto per capirci, secondo le ultime rilevazioni, il Labour passerebbe da 41 deputati (eletti nelle circoscrizioni scozzesi) a 10. Se questi dati fossero confermati, Miliband rischierebbe seriamente di non andare a Downing Street.

Anche Farage è possibilista su un qualche tipo di accordo con i conservatori. Parlando, in un programma di Sky, ha seguito lo stile diplomatico del primo ministro: "Non credo che nessuno sappia cosa succederà in queste elezioni generali. Sono le consultazioni più aperte degli ultimi decenni e quindi meglio non correre troppo". Così il leader nazionalista non conferma e non smentisce. Quello che è certo è che non si alleerà, in nessun caso, con i laburisti e nemmeno con gli indipendentisti scozzesi.

Farage, a differenza di Cameron, ha sempre detto di volere l'immediata uscita dall'Unione Europea della Gran Bretagna. Invece il premier, che ha sposato molti dei temi del suo rivale (tra cui una rinnovata intransigenza sui flussi migratori), vuole attendere il referendum del 2017 per decidere il destino di Londra in relazione all'Europa. Ora, però, il leader dell'Ukip ha parzialmente corretto la sua linea, incominciando a sostenere di volere il referendum "nel più breve tempo possibile". E ciò suona come una chiara apertura ai tories.

Staremo a vedere cosa accadrà, per ora è molto presto per fare pronostici. Rimane, infatti, un'altra possibilità, che sarebbe accolta positivamente anche a Bruxelles: un governo di unità nazionale (senza precedenti nel dopoguerra inglese). Tale scelta metterebbe fuori gioco sia l'Ukip sia i nazionalisti scozzesi.

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