Ronde sì, ronde no: il PD allo sbando.

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E' in questi giorni in discussione al Senato il ddl sicurezza, e il Partito Democratico di Walter Veltroni sta dando battaglia in aula: Felice Casson, ad esempio, sta cercando di far dichiarare incostituzionali le ronde, su cui invece la maggioranza, e in particolare la Lega Nord, insistono.

Peccato si tratti di quello stesso Partito Democratico che qualche mese fa, in Lombardia, aveva proposto le "ronde democratiche", attirandosi tra l'altro le critiche di Gad Lerner, a sua volta membro dell'assemblea costituente del partito.

Il PD continua dunque a mostrarsi privo di una linea coerente sulla questione sicurezza. E non solo: l'ambiguità pervade anche il rapporto con la Lega Nord, che i democratici accusano spesso e volentieri di xenofobia, ma di cui poi copiano, a Monza, gli storici manifesti.

Delle due una: o il PD nazionale e quello lombardo hanno ormai due linee politiche del tutto divergenti, oppure il partito di Walter Veltroni non ha afferrato che in politica, senza le idee chiare, non si va da nessuna parte.

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