Quirinale: la norma "salva-Silvio" mette fuori gioco Padoan?

Per Damilano, con la norma "salva-Silvio", Padoan "è il primo caduto dell’anno nella corsa al Quirinale". L'Espresso, che punta su Raffaele Cantone, è disinteressato nelle sue previsioni?

Ministro Economia Pier Carlo Padoan

Continua ad impazzare il Toto Quirinale. Il Gruppo Espresso, che attraverso il giornalista e "retroscenista" Marco Damilano ha lanciato l'ipotesi Raffaele Cantone al Colle, ora mette in campo un altro pronostico. Il ministro dell'economia Piercarlo Padoan, considerato uno dei "papabili", sarebbe fuori dai giochi.

Per Damilano, l'economista (ex direttore della fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema), sarebbe vittima della vicenda della norma "salva-Silvio": ovvero dell'artico 19 bis del decreto fiscale, che depenalizza l'evasione quando non supera il tetto del 3% dell'imponibile dichiarato. Tale provvedimento ha scatenato subito un nugolo di polemiche perché sembra fatta su misura per Silvio Berlusconi.

Il giornalista de L'Espresso fa notare che la norma, di cui nessuno ieri si è preso la responsabilità, non poteva non danneggiare la corsa al Colle di Padoan. A tale riguardo, segnaliamo che, in assenza di un "colpevole", non sono tardate ad arrivare le reazioni dell'ex ministro dell'economia Vincenzo Visco e dell'esponente della minoranza Pd, Stefano Fassina.

Il primo ha dichiarato, senza troppi giri di parole, che "la responsabilità è del ministero dell’Economia [...] O non si è accorto che il suo testo è stato manipolato, e questo è più grave, o lo ha accettato com’è uscito". Il secondo, invece, in un'intervista a Repubblica ha tacciato il ministero dell'economia di "deficit di autonomia e marginalità".

Forse, proprio per chiudere le polemiche e non far definitivamente tramontare una candidatura di Padoan al Quirinale, Matteo Renzi oggi ha deciso di prendersi la paternità dell'articolo 19 bis. Come riporta Il Fatto Quotidiano, il premier ha ammesso: "La norma l’ho fatta inserire io, ma avevo ricevuto rassicurazioni tecniche da avvocati e magistrati". Basterà, però, questa mossa ad allontanare i sospetti da Padoan? E l'ammissione del rottamatore non rappresenterà un freno ad una futura intesa con Berlusconi sul Colle?

Tuttavia, quello che ora ci preme sottolineare è un'altra cosa. I rumors non sono quasi mai disinteressati, generalmente hanno l'effetto di consolidare o screditare la forza di questo o quel politico davanti all'opinione pubblica. Dunque, pur non mettendo in dubbio che il nome di Padoan possa essere stato indebolito dal pasticcio del decreto fiscale, ci teniamo a rimarcare che è probabile che il gruppo Espresso voglia in qualche modo sostenere un "suo" nome per il Quirinale. E Damilano, pare, stia provando a fare l'opinion maker.

Definire, poi, Padoan: "primo caduto dell’anno nella corsa al Quirinale" è un'espressione un po' forte, che pare abbia quasi l'intenzione di "bruciare" un nome, più che di lanciare delle chiavi di lettura sulla futura elezione del Presidente della Repubblica.

Segnaliamo che Damilano ha già fatto capire che i suoi pronostici sono tutti per il presidente dell'Autorità Nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. Di quest'ultimo, il giornalista ha offerto un'immagine rispettata e stimata da tutti (anche dal Movimento 5 Stelle). Inoltre il magistrato, forse non è un caso, è stato "nominato" uomo dell'anno 2014 proprio da L'Espresso.

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