Elezioni Uk 2015: Cameron pronto ad anticipare Referendum Ue

Cameron vuole anticipare il referendum sulla Ue. Secondo gli analisti, è una trovata elettorale per accaparrarsi i voti euroscettici. Ma anche una mano tesa all'Ukip di Farage

David Cameron su indipendenza Scozia

David Cameron ha ufficialmente iniziato la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo 7 maggio. E lo ha fatto con una dichiarazione che spariglia le carte e apre a incredibili scenari post-elettorali. Dopo aver sostenuto per quasi un anno che il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nella Ue si sarebbe tenuto nel 2017, ora ha cambiato idea. La consultazione potrebbe essere anticipata a quest'anno.

"Sarei felicissimo se si potesse fare prima. Prima si fa, meglio è", ha detto il leader dei Tory a sole 24 ore dalla visita di Angela Merkel a Londra. Occasione nella quale, Cameron ritornerà a parlare delle condizioni che il Regno Unito pretende siano rispettate da Bruxelles per rimanere nell'Unione.

Anticipare il referendum a subito dopo le elezioni di primavera, secondo il premier, sarebbe un modo per risolvere la questione Ue in tempi brevi e per permettere al nuovo esecutivo di mettersi al lavoro con serenità. Secondo gli analisti, invece, sarebbe solo una mossa per incrementare i consensi in campagna elettorale. In particolare, Cameron vorrebbe intercettare i voti euroscettici dell'Ukip di Nigel Farage.

Tuttavia, come vi abbiamo già anticipato ieri, non è escluso che i Tory stiano pensando ad un accordo con il partito nazionalista. A tale riguardo, evidenziamo che sia Cameron sia Farage non hanno escluso una loro clamorosa alleanza post-elettorale, cosa impensabile fino a qualche mese fa, quando le accuse reciproche erano all'ordine del giorno. Così la proposta di anticipare il referendum, come sottolineato anche dal Times, potrebbe rappresentare un chiaro segnale di apertura all'Ukip.

L'esigenza di andare a votare sull'Unione Europea in tempi rapidi è stata espressa proprio qualche giorno fa da Farage, in un'intervista a Sky. E ora che è arrivata "una mano tesa" da Downing Street, una coalizione conservatrice al governo non pare più essere una semplice suggestione. Inoltre Cameron avrebbe tutta l'intenzione di evitare un'altra ipotesi, che per il Regno Unito sarebbe assai inedita: quella di un governo di unità nazionale con il Labour, senza precedenti nel dopoguerra inglese.

Gli ultimi sondaggi ci offrono un quadro molto statico per ora: i laburisti sono dati al 33%, i Tories al 32%, l'Ukip al 17% e i liberaldemocratici vicini all'8%. Ma c'è un'incognita con cui il Labour deve fare i conti: lo Scottish National Party. Quest'ultimo potrebbe arrivare al 40% in Scozia. Il partito, protagonista dell'iniziativa referendaria per l'indipendenza, è in continua ascesa e i consensi li sta portando tutti via ai laburisti.

I Tories, ieri, hanno anche tacciato Ed Miliband di cavalcare progetti di spesa pubblica che porterebbero al caos economico. Non si è fatta attendere, a stretto giro, la replica del leader laburista, che ha dichiarato che "i programmi dei tories favoriscono solo le élite, mentre i nostri danno priorità ai lavoratori, tenendo sotto controllo il deficit e proteggendo il sistema sanitario nazionale".

Le elezioni di maggio, che si preannunciano come le più incerte degli ultimi decenni, daranno senz'altro vita ad una campagna elettorale molto tesa. Non siamo che all'inizio.

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