Charlie Hebdo: il governo italiano annuncia misure contro il terrorismo

Previsto un provvedimento contro i "foreign fighters"

L'attentato al settimanale Charlie Hebdo oltre a suscitare indignazione unanime ha anche alzato il livello di allerta terrorismo non solo in Francia ma in tutto l'Occidente, Italia compresa. Ieri sera, ospite a Porta a Porta, il ministro degli Interni Alfano ha spiegato che sono state prese tutte le misure previste in casi di accresciuto rischio terrorismo, anche se, ribadiscono dal Viminale, non c'è nessun segnale specifico di attentati nel nostro paese.

"Non siamo la Francia, la situazione nel nostro Paese è più tranquilla, ma è evidente che non possiamo sentirci fuori pericolo", ha spiegato Alfano, annunciando che "l'allerta è elevatissima, facciamo parte di un'area del mondo che è un bersaglio". Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha inviato a prefetti e questori una circolare in cui si chiede di rafforzare le misure di vigilanza per tutte le sedi istituzionali, in particolare quelle di Stati Uniti, Francia e Israele. Attenzione anche ad aeroporti, porti e stazioni, luoghi di culto – a cominciare dal Vaticano – e organi di informazione.

Intanto il governo annuncia che nel prossimo Consiglio dei ministri verranno discusse misure specifiche anti terrorismo. Un giro di vite che, annunciano dal Viminale, riguarderà in particolare i foreign fighters, ovvero i combattenti che rientrano dai fronti di guerra della Siria, dell’Iraq e dell’Afghanistan. L'attentato di Parigi evidenzia infatti la grande preparazione militare, da commando, dei killer, derivata proprio dall'esperienza acquisita nei teatri di guerra, dove molto probabilmente queste persone sono state sottoposte ad addestramenti specifici.

Anche in Italia, come in Francia, diverse persone sono partite per la Siria e gli altri fronti, e un loro ritorno potrebbe essere propedeutico a nuovi attentati. Al momento, ribadiscono gli esperti, nessuno di quelli partiti dall’Italia vi ha fatto rientro e i loro movimenti sono costantemente monitorati. C'è inoltre un impegno comune con i Paesi vicini per evitare che i combattenti possano passare da un paese all’altro dell’Ue indisturbati, ma è comunque un rischio concreto, perciò il Cdm potrebbe adottare delle misure per inasprire le pene contro i singoli soggetti che vanno a combattere nei teatri di guerra, e per estendere le misure di prevenzione, le stesse adottate per i mafiosi, nei confronti di chi mostra posizioni particolarmente radicali.

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