Charlie Hebdo – Se vi offendete, pazienza

Sull'attacco alla redazione del giornale satirico; sugli editoriali fin qui letti; sui social network, l'empatia, le indignazioni, i commenti, il qualunquismo, le chiacchiere da bar. E un finale gentilmente offerto dal fondatore del Charlie Hebdo

Charlie Hebdo - Se vi offendete pazienza

Charlie Hebdo – Al tempo dei social network, le notizie diventano facilmente virali se sono di grande impatto e se possono essere associate a una qualche forma di partecipazione collettiva al dolore, al coraggio, all'indignazione e via dicendo. La rappresentazione di empatia mediante social network è inevitabile ed è perfettamente inutile meravigliarsene o stigmatizzarla. Si può però sfottere abbondantemente.

Perché l'era dei social network equivale all'incontinenza verbale. Piuttosto, bisognerebbe evitare di concedersi l'editoriale facile solo perché nell'era di Twitter è obbligatorio avere un'opinione su tutto e subito. Bisognerebbe concedersi il tempo che ci vuole per elaborare l'evento e mettere insieme un paio di pensieri coerenti.

Primo pensiero: le vittime.

Perché in ogni situazione che si analizza dovrebbero essere il primo pensiero. No. Non se la sono cercata. E basta con questa retorica, fatela finita. Girare in minigonna, lavorare in una Ong, disegnare vignette satiriche, dire quel che si pensa, fare il giornalista e raccontare storie: tutti sinonimi di "essersela cercata", nel limitato dizionario del pensiero unico di perbenisti, asserviti al potere di turno, conservatori, moralisti e pusillanimi.

Secondo pensiero: l'islamofobia.


Vade retro. Finitela. Basta con i Salvini e il pericolo dei 2 milioni di islamici in Italia. Basta far finta che non esistano integralisti di altre religioni. Basta far finta che non ci sia una fetta di mondo che ha buone, ottime ragioni per odiarci. Basta con i Donald Trump che seguono la loro agenda e fanno notare che l'evento è occorso in una nazione dove non c'è libera circolazione delle armi.
Le vignette del Charlie Hebdo erano islamofobe? O erano contro il pensiero unico religioso (di qualsiasi religione)? Per me erano contro il pensiero unico (sul tema, ampio dibattito su Facebook, nei commenti a uno status di Carlo Gubitosa)

Terzo pensiero: la sicurezza restrittiva.


Approfittare di una qualsiasi situazione di shock per imporre misure più rigide di comando e controllo. Non c'è neanche da perderci tempo, perché è talmente ovvio il disegno – è così che sono arrivati i militari in strada, giusto per abituarci anche alle mimetiche e ai mitra – che va condannato e basta. Qualsiasi restrizione al normale vivere democratico in nome della sicurezza è un pericolo enorme. Non ho nessuna intenzione di ritrovarmi in un gigantesco carcere panottico solo per le isterie di alcuni [per complicare le cose: il mondo non è molto lontano dall'assomigliare a una terrificante evoluzione del modello foucaltiano – forse addirittura dal superarla – e a sciogliersi nel controllo liquido e sinottico teorizzato da Bauman. Non c'è proprio bisogno di agevolare ulteriormente questo processo]

Quarto pensiero: la condanna del terrorismo e della violenza.

Va davvero commentato? C'è bisogno, evidentemente, anche di questo. Forse sarebbe sufficiente definirci tutti "non violenti" per chiudere la questione. Ma è una definizione che condividiamo tutti? Ne siamo proprio sicuri?

Quinto pensiero: i difensori della libertà finché conviene.

Charlie Hebdo

State attenti a quel che dite, paladini della satira dell'ultim'ora. Quando tocca a voi, essere offesi in quel che credete fortemente, potreste voler ugualmente limitare la libertà altrui. Mettete pure gli hashtag, cambiatevi gli avatar dei profili. Tanto, nella maggior parte dei casi, ve lo ricorderete fino alla prossima battaglia collettiva che vi coinvolgerà. Non mi convicete, mai.

Sesto pensiero: «noi non siamo come loro».


Smettiamola subito con le semplificazioni. Il mondo è più complesso di un bianco/nero. E l'editoriale congiunto dei sei giornali del progetto Europa mi ha molto deluso. Davvero molto. Il manicheismo non fa per me, non fa per noi. Consigli di lettura: Perché ci odiano.

Settimo pensiero: la satira.

Se pensate che la satira debba abbassare i toni, non sapete cosa sia la satira, non l'avete proprio capito. Mi spiace per voi.
La satira deve fare male, non è uno spettacolo del Bagaglino. Non si deve contestualizzare, non deve pensare alle conseguenze. Le conseguenze derivano dai mali della società che la satira stessa mette in mutande e denuda.

Ottavo pensiero (e qui ci fermiamo, i decaloghi li lasciamo ad altri): se vi offendete, pazienza.
Direi che il testo di Dico a voi! di Francis Cavanna (fondatore, guarda un po', del Charlie Hebdo) taglia la testa al toro. Se vi offende, pazienza. Giratevi pure dall'altra parte, non abbiamo molto altro da dirci.

Dico a voi!

    Voi
    i cristiani
    gli ebrei
    i musulmani
    i buddisti
    gli induisti
    gli scintoisti
    gli avventisti
    i panteisti
    i testimoni di questo e di quello
    i satanisti
    i guru
    i maghi
    le streghe
    i santoni
    quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini
    quelli che cuciono la passerina alle bambine
    quelli che pregano ginocchioni
    quelli che pregano a quattro zampe
    quelli che pregano su una gamba sola
    quelli che non mangiano questo e quello
    quelli che si segnano con la destra
    qelli che si segnano con la sinistra
    quelli che si votano al diavolo perchè delusi da Dio
    quelli che pregano per far piovere
    quelli che pregano per vincere al Lotto
    quelli che pregano perchè non sia Aids
    quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle
    quelli che non pisciano mai controvento
    quelli che fanno l'elemosina per guadagnarsi il cielo
    quelli che lapidano il capro espiatorio
    quelli che sgozzano le pecore
    quelli che sperano di sopravvivere nei loro figli
    quelli che sperano di sopravvivere nelle loro opere
    quelli che non vogliono discendere dalla scimmia
    quelli che benedicono gli eserciti
    quelli che benedicono le battute di caccia
    quelli che cominceranno a vivere dopo la morte...
    Tutti voi
    che non potete vivere senza un Papà Natale
    e senza un Padre castigatore
    tutti voi
    che non potete sopportare di essere altro
    che dei vermi di terra con un cervello
    tutti voi
    che vi siete fabbricati un dio "perfetto" e "buono" tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra tutti voi
    voi, oh tutti voi
    NON ROMPETECI I COGLIONI
    Fate i vostri salamelecchi nel segreto della vostra capanna, chiudete bene la porta, soprattutto, e non corrompete i nostri ragazzi.
    Non rompeteci i coglioni, cani!
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