Charlie Hebdo, Marine Le Pen: " Voglio Referendum sulla pena di morte"

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Marine Le Pen, a meno di 24 ore dalla strage di Charlie Hebdo, ha scelto di twittare un messaggio che ovviamente provocherà non poche reazioni: "Voglio offrire ai francesi un referendum sulla pena di morte. A titolo personale, credo che questa possibilità debba esistere"


La leader del Front National, primo partito alle europee e in continua ascesa nei sondaggi, sta cercando di prendersi tutta la scena. Il suo obiettivo, ad indagini ancora aperte, è evidentemente quello di cavalcare l'onda di sdegno e di dolore che sta attraversando la Francia in queste ore. In un momento così incerto, quando non c'è stata ancora rielaborazione del lutto, Le Pen tenta di polarizzare su di sé tutti gli umori: sia di quelli che la amano sia di quelli che non la tollerano. In questo modo, molto semplicemente diventa l'unico "referente concreto" in una realtà impazzita e caotica.

La figlia di Jean Marie, ieri, aveva detto chiaramente che la Francia deve dichiarare "guerra al terrorismo" perché "gli islamisti sono in guerra contro la Francia". E non ha mancato nemmeno di attaccare il governo: "Era una minaccia prevedibile. Non è il primo attentato in Francia. Ce n'è stato un altro qualche settimana fa a Joué-les-Tours. C'è un pericolo grave e reale, più antico di quel che si dice. Un'immensa minaccia pesa sulla Francia e sul mondo".

Parole volutamente vaghe, queste, che non hanno a che vedere né con una proposta politica né con una plausibile spiegazione di quanto è accaduto. Mettere in piedi una strategia di risposta, infatti, vuol dire innanzitutto fare chiarezza: capire come si alimenta l'odio anti-occidentale, pianificare una risposta di polizia efficace, ridiscutere certe alleanze internazionali della Francia (come ad esempio con il Qatar), approfondire i rapporti di Parigi con Algeria, Libia e Egitto, creare un modello educativo laico e condiviso, ma non fanatico, dare condizioni di vita decenti agli immigrati e colpire chi specula sul loro lavoro. Insomma un processo difficile, ma inevitabile se si vuole sconfiggere lo jihadismo.

Le Pen, invece, a "cadaveri ancora caldi", tira fuori la proposta di un referendum sulla pena di morte (abolita in Francia nel 1981 da François Mitterrand). La "paladina" dell'occidente libero, che si era già contraddistinta il mese scorso per aver giustificato la tortura, non poteva proprio "tenersi il colpo in canna".

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