Charlie Hebdo. Le reazioni del mondo islamico

Condanna unanime da parte dei musulmani francesi dopo la strage di ieri

L'attentato terroristico alla sede del settimanale Charlie Hebdo è stato, com'è normale, immediatamente condannato dalla comunità internazionale, società civile e istituzioni politiche. Tra le reazioni, vale la pena soffermarsi su quelle della comunità islamica, in primo luogo quella francese e poi anche quella italiana. In casi simili, e questo non è purtroppo il primo, le dichiarazioni della comunità islamica (ma sarebbe meglio dire delle varie comunità islamiche, visto che non è possibile ricondurre tutto a un'unica voce) vengono passate al setaccio in cerca di un qualsiasi appiglio o cedimento che porti a denunciare una debolezza nel condannare l'accaduto, quando non addirittura una complicità con i terroristi.

Nel caso di Charlie Hebdo, la comunità islamica francese ha condannato senza se e senza ma l'accaduto. Al diffondersi delle prime notizie, il Conseil français du culte musulman ha diramato un comunicato dai toni molto chiari:

Il Consiglio islamico francese e tutti i musulmani francesi condannano con la più grande determinazione l'attacco terroristico di eccezionale violenza commesso contro il giornale Charlie Hebdo. Questo atto barbaro di estrema gravità è anche un attacco contro la democrazia e la libertà di stampa […] Ci appelliamo alla comunità musulmana perché eserciti la massima vigilanza contro eventuali manipolazioni da parte di gruppi di cui gli estremisti di ogni tipo

Oggi i musulmani francesi hanno diramato un secondo comunicato a firma di tutte le principali comunità del Paese, riunitesi nella Moschea di Parigi per iniziativa del presidente del Conseil Français du Culte Musulman e dopo l'invito del presidente Hollande. Nel comunicato si invitano i musulmani a osservare un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato, si invitano gli imam di tutte le moschee a condannare gli attentati, e tutti i cittadini di fede islamica a partecipare massicciamente alla manifestazione di sabato prossimo. Il presidente del Conseil Français du Culte Musulman ha dichiarato
"L'Islam condanna l'assassinio, condanna l'omicidio, e noi siamo assolutamente inorriditi".

Sulla stessa linea il rettore della moschea Bordeaux, Tareq Oubrou che ha dichiarato: "I musulmani sono traumatizzati, sono stanchi, la maggioranza silenziosa si sente presa in ostaggio da questi folli. La comunità musulmana deve agire e manifestare insieme". Per l'imam di di Bordeaux "La caratteristica di una religione è di unire le persone, e ogni atto che intende dividere l'umanità, la società, non è un atto religioso”. La comunità islamica francese è la più grande d'Europa, con numeri stimati tra i 3,5 e i 5 milioni di appartenenti.

Anche in Italia non sono mancate le voci di condanna. Il presidente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche italiane e imam di Firenze Izzedin Elzir ha dichiarato:

Il nostro sdegno e la condanna per questo atto vile sono totali. Un atto vile che ha strappato la vita a 12 persone che lavoravano per la libertà e la crescita dell’umanità; un atto compiuto da soggetti senza il minimo rispetto e considerazione per la vita

In un'intervista a Lettera43, Elzir però fa qualche distinguo che probabilmente non mancherà di suscitare polemiche. L'imam infatti, pur ribadendo la condanna, precisa che "l'Islam non va offeso".

Non voglio dare nessuna giustificazione a quanto avvenuto, è stato un atto barbaro. Ma la libertà sappiamo che è anche responsabilità. La libertà non vuol dire offendere la fede religiosa, islamica o non islamica. La satira ben venga, ma l'importante è che lo faccia non offendendo nessuno. Ma, ripeto, non è il momento di parlare di questo argomento perché di fronte alla morte dobbiamo solo condannare il gesto.

Parole che, se decontestualizzate in un'intervista di ferma condanna all'atto, rischiano di apparire come una sorta di giustificazione.

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