Norma salva-Berlusconi, e non solo. Tutti quelli che ne avrebbero beneficiato

Oltre all'ex Cavaliere, la norma avrebbe salvato molte banche e i rispettivi amministratori delegati

Il famigerato comma all'articolo 19 del decreto fiscale approvato in tutta fretta il 24 dicembre scorso – ormai unanimemente ribattezzato "salva-Berlusconi" – continua a far discutere nel metodo e nel merito. Nel metodo, perché finora le polemiche si sono concentrate sul modo in cui il governo ha cercato di far passare la norma, ovvero con un inserimento dell'ultimo minuto, a Palazzo Chigi, dopo che il decreto era già uscito dal Ministero dell'Economia e senza informarne i ministri competenti Padoan e Orlando. Cosa che, secondo i bene informati, avrebbe enormemente irritato Napolitano.

Ma c'è da discutere anche nel merito della norma, e al di là del fatto che Berlusconi avrebbe potuto o meno beneficiarlo. Come spiegato proprio su queste pagine, se si tralascia la vicenda di Berlusconi, resta il fatto che quello che il governo aveva in mente (e potrebbe averlo ancora, non lo sapremo prima del 20 febbraio) è una depenalizzazione della frode fiscale, sia pure sotto il 3% dell'imponibile. Ma se parliamo di patrimoni miliardari, il 3% dell'imponibile è comunque una somma più che ragguardevole. Quindi, a meno di non inserire un tetto, non si può certo parlare di provvedimento "a favore dei piccoli evasori" e di chi si ritrova per sbaglio al centro di un contenzioso con il fisco. Una norma "senza senso", l'ha definita l'ex ministro Vincenzo Visco.

E a evidenziare che la norma salva-Silvio non era proprio pensata per i "poveri piccoli evasori", ci pensa oggi Il Fatto Quotidiano pubblicando la lista di tutti i nomi noti che avrebbero beneficiato del provvedimento. Non proprio contribuenti qualsiasi. Anche se l'ambito di applicazione della soglia, combinato ai cavilli dell'ultimo momento, non è facilissimo da decifrare, sembra proprio che ne avrebbe beneficiato famiglia Angelucci, i re delle cliniche romane: tra il 2007 e il 2009 sarebbero stati indicati elementi passivi fittizi per milioni di euro, mentre nel 2008 fatture per operazioni inesistenti per 733 mila euro. Spiega il Fatto

Il comma 4 inserito nell'articolo 4 del decreto fiscale punisce soprattutto chi elude il Fisco con operazioni di finanza strutturata, come i derivati ma anche inserendo elementi passivi fittizi. Articolo svuotato da un comma aggiunto alla fine (da Palazzo Chigi): vengono esclusi “flussi finanziari nelle scritture contabili obbligatorie”. È il caso degli Angelucci.

Ma è un comma che salva anche le banche, perché rende inapplicabile la frode. Se fosse confermato, si salverebbe l'ex ad di Unicredit, Alessandro Profumo e l'ex ad di Banca Intesa, nonché ex ministro del governo Monti, Corrado Passera. E ancora: salterebbe poi la condanna in primo grado per false fatturazioni all'ex ad di Fin-meccanica, Giuseppe Orsi e al numero uno di Agusta Westland, Bruno Spagnolini. Ma anche Francantonio Genovese,Pd, o Lele Mora e Fabrizio Corona. Insomma una sanatoria che è saltata (per ora) solo perché il nome di Berlusconi ha fatto più rumore.

Anche se probabilmente il provvedimento sarebbe stato bocciato dalla Ragioneria dello Stato, perché come se non bastasse la lista di imputati eccellenti che avrebbe prosciolto, avrebbe anche portato alle casse dello Stato un buco di diversi miliardi. Secondo un documento riservato dell'Agenzia delle Entrate, diffuso da Libero, ben 16 miliardi. Anche per questo stamattina l'ex segretario Pd Bersani ha dichiarato "Se la manina è di Renzi, non gli faccio certo i complimenti".

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