Fidel Castro è morto? L'Avana smentisce tutto

La notizia data da un network di Miami notoriamente anticastrista non è confermata in alcun modo dal regime de L'Avana nè dai media cubani

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17.16 - Sembra che per l'ennesima volta Fidel Castro sia stato dato per morto: la blogger vicina alla giunta governativa cubana Yohandry Fontana ha smentito categoricamente la convocazione della conferenza stampa e la morte del Lider Maximo, scrivendo un post sul suo blog.


Insomma, per l'ennesima volta la stampa (le notizie sono partite da alcuni network americani molto vicini all'opposizione anticastrista a Miami) ha ucciso e resuscitato Fidel Castro, della cui morte comunque ai cittadini under-40 dell'isola caraibica importerebbe ben poco.

Aggiornamento 15.12 - Le autorità cubane negano la convocazione di una conferenza stampa internazionale per oggi pomeriggio (orario locale) a L'Avana, nel corso della quale voci incontrollate sostengono dovrebbe essere annunciata la morte di Fidel Castro Ruz, leader della rivoluzione cubana, avvenuta a 88 anni alle 2 di questa mattina.

Secondo alcuni organi di stampa internazionali la notizia sarebbe smentibile, e spiegabile, grazie ad un'altra notizia, passata in sordina il 4 gennaio scorso quando Fidel Castro Odinga (Raila Odinga) ex primo ministro, oggi all'opposizione, del Kenya è stato trovato morto nella sua casa di Nairobi.

Fidel Castro è morto?

La notizia, che noi diamo con i dovuti condizionali fino a quando non sarà verificabile oltre ogni ragionevole dubbio, rimbalza da qualche decina di minuti su alcuni siti di informazione italiani e americani: il network americano Diario Las America, notoriamente anticastrista, inviso al regime de L'Avana, con sede a Miami, ha reso noto di aver preso contatto con l'ufficio stampa governativo a L'Avana dove una fonte avrebbe confermato che per oggi è prevista una conferenza stampa a cui è invitata la stampa nazionale e straniera, ma di cui non è stato precisato l'argomento. Tra l'altro nell'articolo pubblicato da Diario Las Americas la data riportata è l'11 gennaio 2015, cioè tra due giorni.

A L'Avana fremerebbero dunque preparativi per un non meglio precisato "messaggio al mondo intero": l'assenza di Castro dalle scene pubbliche, oramai da un anno non si mostra in alcun modo, alimenta da mesi voci incontrollate sul suo stato di salute. Inoltre, negli ultimi anni, la sua morte è stata annunciata più volte (come più volte è stata annunciata nel corso degli anni del comando di Castro su Cuba).

L'ultima apparizione pubblica di Fidel Castro è stata l'8 gennaio 2014: secondo Diario De Cuba, un network anticastrista molto vicino all'opposizione al regime cubano, ieri il governo avrebbe vietato la circolazione di auto e persone nei pressi della zona di Santa Ifigenia a Santiago de Cuba, il cimitero dove presumibilmente dovrebbe ergersi la tomba del Lider Maximo (vicinissima a quella di Josè Martì).

Secondo fonti interpellate dal quotidiano anticastrista non ci sono informazioni precise sulla fine dei lavori del mausoleo di Castro a Santa Ifigenia, anche se così dovrebbe essere. Inoltre ci sono notizie sul rientro in patria di centinaia di militari cubani dal Venezuela (storico amico latinoamericano di Cuba e principale partner del regime castrista): la mancanza di informazioni certe e verificabili (abbiamo contattato una nostra fonte a L'Avana ma da quelle parti sembra che nessuno sappia niente) alimentano in questi minuti le voci incontrollate sulla morte del Lider Maximo cubano.

Di recente il tema "vivere senza Castro" è stato ripreso da un reportage di 14 medio, "diario digitale" della dissidenza cubana sull'isola sul quale firmano pezzi autori del calibro di Joani Sanchez e Rosa Lopez. Quest'ultima ha pubblicato ieri un bell'articolo (che vi consigliamo di leggere in lingua originale, ma se non leggete lo spagnolo un qualsiasi traduttore online può aiutarvi egregiamente) nel quale si raccontano i sospetti della popolazione cubana sulla morte del Lider della rivoluzione, inquadrando tutto in un contesto storico, quello attuale, pregno di cambiamenti per la grande isola caraibica: su tutti quello storico riavvicinarsi tra L'Avana e Washington, che porterà ad un radicale cambio di rotta nei rapporti tra il regime castrista e l'amministrazione statunitense (Congresso permettendo).

"Fidel Castro sta morendo nell'immaginario collettivo"

ha scritto Rosa Lopez nel suo articolo: per i cubani più giovani e per gli studenti dell'isola infatti Castro è un vecchio che è apparso sporadicamente con indosso una tuta da centro anziani, mentre i più grandi, coloro i quali hanno vissuto il castrismo negli anni più duri (dalla Baia dei Porci al crollo dell'Unione Sovietica nel 1989), alimentano le notizie incontrollate in parte per smitizzarne la figura e, in parte, per continuare a vivere nel mito della rivoluzione che per 50 anni ha garantito pane per tutti e diritti per nessuno.

"E' attaccato ai macchinari", "è morto almeno 4 volte quest'anno", "è morto da qualche giorno ma non è stato dato l'annuncio", sono queste le parole che si sentono in giro per le strade delle città cubane della rivoluzione, da L'Avana a Santa Clara passando per la splendida Trinidad, fino a Santiago de Cuba, dove riposa il mito di Josè Martì e dove, forse, riposerà anche il mito di Fidel Castro: a 600km di distanza dal dottor Ernesto Guevara.

(in aggiornamento)

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