Pd, primarie Liguria caos. Cofferati: “voto inquinato”. Magistratura in campo? E Renzi tace

Sul piano prettamente aritmetico, con 55 mila votanti, le primarie del Partito Democratico (del centro sinistra?) di ieri in Liguria per il candidato alla successione di Burlando alla presidenza della regione possono sembrare un successo. E, con 4300 voti di scarto, la bella quarantenne renziana Raffaella Paita, può cantare vittoria sul più noto e rodato avversario Sergio Cofferati.


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Ma non è così. A dominare è il caos, con il partito spaccato e disorientato, con Cofferati che annuncia di “non riconoscere” i risultati delle primarie paventando addirittura “l’interesse della Procura”.

Le accuse sono gravi e, pare, documentate per un presunto “inquinamento” del voto, cui avrebbero partecipato gente non “idonea”, stranieri quali cinesi, africani, rom e schiere di elettori del centrodestra, inviati apposta nei gazebo per determinare il risultato contro Cofferati.

Anche qui, forse spetta alla magistratura sostituire la politica, con le conseguenze deleterie immaginabili nel Pd e fuori dai confini di un partito in mano non si sa più a chi, Renzi a parte.

Lo sfogo di Cofferati pesa come un macigno e va ben al di là della vicenda regionale: “ devo dire con tutta franchezza che non considero per nulla concluse queste primarie" perchè "non riconosco il risultato: ci sono moltissime segnalazioni di irregolarità di varia natura. Per questo chiedo che la Commissione di garanzia esamini tutte le segnalazioni che le sono arrivate e che riguardano sia la partecipazione di elementi di centrodestra sia il voto da parte di intere comunità straniere. Quando la Commissione di garanzia avrà completato la verifica dei risultati e si sarà pronunciata sulle indicazioni di irregolarità, allora avremo un quadro ultimativo che commenterò in maniera definitiva. Ora non sono affatto definitivi. Aggiungo che, nelle indicazioni fornite, compaiono addirittura alcune ipotesi di un possibile intervento della Procura della Repubblica. Vedremo quali saranno i tempi di accertamento e solo alla fine avrete il mio parere ultimativo”.

Di fatto, è accaduto quello che si temeva, o meglio, è accaduto quel che era già successo prima altrove, in altre primarie, in altre regioni. Tutto ciò la dice lunga sul valore di primarie di questo tipo e sullo stato del Pd, ridotto a brandilli fra opposte fazioni, comitati elettorali e di potere.

“La situazione è a dir poco sconcertante - afferma Angelo Sanza, responsabile dell'ufficio di presidenza nazionale di Centro Democratico, che candida Massimiliano Tovo alle primarie liguri per il candidato alla presidenza della Regione Liguria.Tra file di cinesi e marocchini, persone che chiedono agli imbarazzati scrutatori dove possono ritirare il compenso che gli è stato promesso per il voto, noti esponenti del centrodestra ai seggi, viene da chiedersi con quale coraggio si continuino a demonizzare le preferenze visto che durante le elezioni politiche esistono controlli e garanzie che non sono nemmeno lontanamente paragonabili ai controlli fai da te delle primarie".

Una domanda, fra tante altre, si pone: dopo gli scandali che hanno riguardato tutte le regioni, si vuole continuare ad affidare la scelta dei governatori delle regioni stesse a carnevalate come quella in corso in Liguria?.

A Renzi fischiano le orecchie. Ma il segretario-premier non sente e non vede: a lui va bene così.

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