Elezioni Sri Lanka 2015: la vittoria di Sirisena fa sperare nella riconciliazione

Il presidente Rajapaksa sconfitta nelle elezioni anticipate da lui fortemente volute.

Le elezioni in Sri Lanka dell'8 gennaio, anticipate di due anni rispetto al termine naturale del mandato del presidente Percy Mahinda Rajapaksa, sono state un duello tutto interno al suo governo, visto che l'unico vero sfidante era il ministro della Sanità Maithripala Sirisena; che queste elezioni ha vinto conquistando il 51,2% dei voti contro il 47,5% del presidente uscente, con un'affluenza che si è attestata al 70%.

La buona notizia è che Rajapaksa ha subito riconosciuto la sconfitta, facendo sapere di essere favorevole a una rapida transizione dei poteri. Non era una cosa così scontata, se si pensa che lo stesso Rajapaksa aveva abolito la norma che impediva un limite di due mandati presidenziali proprio allo scopo di poter indire elezioni anticipate (e presentarsi così come candidato per la terza volta) e se si pensa alle tante accuse di autoritarismo che gli sono state rivolte.

Ma per quale ragione un presidente in pieno possesso dei suoi poteri ha deciso di mettere a repentaglio la sua carica? La ragione starebbe nel calo di consensi che da più di un anno affliggeva il suo governo e che faceva pensare alla necessità di "azzeramento" per ripartire con slancio; in molti invece hanno fatto notare le tante critiche rivolte al presidente, accusato di voler sfruttare la visita del Papa in Sri Lanka - prevista per il 13 - 15 gennaio - per recuperare popolarità. Rajapaksa ha accettato la sfida, perdendola.

Tra i motivi di malcontento, la guerra civile durata quasi trent'anni contro le tigri Tamil, braccio armato del movimento indipendentista del nord del paese. La guerra si è conclusa nel 2009, quando Rajapaksa era già presidente, ma si è lasciata dietro tra le 9mila e le 40mila vittime civili, causando una tensione ancora alta tra le componenti etniche del paese. Rajapaksa, però, si è rifiutato di istituire una commissione indipendente che facesse luce su quanto avvenuto.

Il rischio - secondo l'elettorato - che la sua presidenza desse il via a una sorta di dinastia, dal momento che suo figlio e tre dei suoi fratelli hanno importanti incarichi governativi, ha rappresentato un altro punto debole del presidente in carica. Tutti aspetti che hanno favorito la vittoria di Sirisena, visto come il presidente della riconciliazione nazionale grazie alla commissione sui crimini di guerra che ha promesso e visto come l'uomo in grado di sconfiggere la corruzione nel paese.

SRI LANKA-POLITICS

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