Renzi, al Colle un “gregario”, non un “monarca”

Con l’uscita di Giorgio Napolitano dalla “prigione” del Quirinale si apre oggi la battaglia per la conquista del Colle, tappa decisiva per capire se Matteo Renzi è in grado di scollinare, proseguendo sul cammino delle riforme, o è costretto ad alzare bandiera bianca portando gli italiani alle urne, a maggio.

quirinale

Come suo uso, il giovane premier mostra sicurezza, anzi baldanza, certo di portare in porto senza danni, addirittura guadagnando punti preziosi, la propria compagine di governo, la sua maggioranza parlamentare (con Alfano & C), quella politica (con Berlusconi), nonché – intero - il Partito Democratico.

Visto quel che è accaduto in questi mesi, quella del premier-segretario pare una impresa assai ardua, se non disperata. Da questo passaggio difficilmente si esce con un “pari e patta”: o si vince o si perde. Ciò vale per Renzi, ma vale anche per il sempre vivo e mai domo Silvio Berlusconi e per le sempre fibrillanti e mai convinte (e convincenti) minoranze del Pd.

Per il capo di Forza Italia è l’ultima occasione per restare nel “grande gioco” e per Bersani e compagni l’ultima spiaggia, capire se c’è ancora spazio nel partito renziano o se è giunta davvero l’ora di fare le valige e andarsene via di casa con le proprie gambe.

Il nodo resta intricato e Renzi deve davvero dimostrare di essere “maturato”, di essere capace di poter fare quel salto di qualità politica di cui non pochi tutt’ora dubitano.

Si può discutere sull’operato di Napolitano, ma non sul suo spessore culturale e sulle sue qualità politico-istituzionali. Non sarà facile trovare un degno sostituto, una personalità di tale levatura.

Ma è questo l’obiettivo di Renzi? Tutt’altro. Al premier serve una figura meno titolata possibile, non un fuoriclasse che fa e disfa a proprio piacimento, bensì un campione di secondo livello, magari un po’ spompato, di fatto agli ordini di Palazzo Chigi. Renzi non cerca un “monarca” ma un suo “gregario”.

Comunque la si giri, per Renzi la via maestra è quella di presentare un nome a nome di “tutto” il Pd, l’unico modo per alzare la posta con Berlusconi e con tutti gli altri, l’unico modo per evitare il patatrac dei franchi tiratori.

Dice l’editorialista Antonio Polito: “ Le personalità più probabili per il Colle sono quelle che vengono dalla Dc o dal Pci e, per essere tali devono essere anche inevitabilmente figure di secondo piano, ma non per questo di minor valore. Mi riferisco a Mazzarella, Fassino, Veltroni e Castagnetti, ma altri ce ne potrebbero essere. Renzi vuole comunque qualcuno che non faccia troppo ombra alla sua persona e al suo potere, e tenterà quindi di indirizzare la scelta verso uomini e donne che non facciano più politica attiva da tempo”.

Chiaro?

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